Lo scopo superiore

Lo scopo superiore

Photo by Mitchell Orr

Durante questa permanenza forzata a casa, ho avuto modo di riflettere molto. E di formarmi.
Sto seguendo una serie di webinar all’ora di pranzo, dove vari formatori trattano l’argomento della comunicazione efficace, ciascuno nel proprio settore specifico.
Quindi c’è stato lo specialista di comunicazione teatrale, di comunicazione attraverso i blog, di linkedin, di inbound marketing, ecc…

In particolar modo, l’esperto di pubbliche relazioni, Gerardo Capozzi, ha posto l’accento su una domanda che ogni persona (ma in particolare se professionista o imprenditore) dovrebbe farsi, in relazione alla propria attività lavorativa: cosa desideri veramente? Qual è il tuo scopo superiore?

Io ho riflettuto molto su questa domanda.
Ho iniziato a fare questo lavoro quasi per caso, perchè mi piaceva e mi riusciva bene.
Ma poi, quando è stato il momento di decidere… perchè ho voluto renderlo la mia attività principale?

E la verità, poco a poco, è venuta a galla.

Nella mia testa, come in quella di molte bambine – complici le principesse Disney – c’è sempre stato il matrimonio delle favole.
Però poi succede che cresci e ti rendi conto che è più importante avere accanto la persona giusta, rispetto all’avere un matrimonio da Cenerentola.
Perchè sposarsi con uno qualsiasi solo per il giorno del matrimonio, non è proprio una scelta furba.

E cosa succede se la persona giusta non arriva mai?

Beh… niente.
Si vive comunque benissimo da sole. Ci si realizza, si fanno cose che piacciono, si frequentano amici, si viaggia. Si è felici.

Ma allora quel giorno meraviglioso con l’abito lungo, i fiori, la musica…? Che fine fa?

Ed ecco qui la risposta alla domanda iniziale.

Io non so se la Vita mi riserverà la possibiltà di incontrare la persona giusta e di sposarmi.

Ma voglio fare in modo che tutte le donne che incontrano la “loro persona” possano avere la giornata dei loro sogni, quella che immaginano da sempre… o anche da poco tempo, ma che sicuramente resterà con loro per il resto dei loro giorni.

Questa è la mia missione, il mio scopo, quello che voglio essere e realizzare.

Poi va beh, l’Universo mi ha fatto conoscere il rock…
Ma questa è un’altra storia.

E tu?
Tu sai qual è il tuo scopo superiore? Sai ciò che desideri veramente? Qual è il dono che vuoi fare al resto del mondo?

Photo by Dino Reichmuth

Perchè Rock

In che senso “vivo rock”?

Io sono sempre stata una rockettara.
Il primo album che ho comprato, all’età di 12 anni (una fantastica musicassetta che ho ancora), è stato Unplagged in New York dei Nirvana.
Quindi più sul grunge che sul rock “tradizionale”, se così possiamo definirlo.

Non è stata una passione momentanea, è stato amore a prima vista. Perchè poi non ho più abbandonato il rock.

Alle superiori andavo in una scuola che a Milano verrebbe definita “di fighetti” e ovviamente, vestendo di nero, sempre con gli anfibi, non ho avuto una vita sociale particolarmente esaltante. Dentro a scuola. Fuori da scuola, invece, avevo tantissimi amici, tutti appassionati di musica come me.

Quando ho iniziato a frequentare una scuola di canto, per la gioia (o disperazione) dei miei insegnanti, puntavo sempre su canzoni rock.
E quindi nelle performance dei miei saggi ci sono state It’s my life (Bon Jovi), Every breath you take (Police), High way to hell (AC/DC), Celebrity skin (Hole), Come as you are (Nirvana)…

Nel 2016, poi, un mio amico mi racconta che esiste un’immensa rock band che si chiama Rockin’1000. Mille musicisti che suonano tutti insieme un intero concerto. E lui è uno di questo mille!
A febbraio 2017 mando la candidatura, che viene accettata e così sono ufficialmente una Millina.

Non ho potuto partecipare al’evento del luglio successivo perchè avevo appena iniziato a lavorare nell’ufficio legale di un ospedale e quindi non mi era possibile prendere tre giorni di ferie (la band si trova sempre alcuni giorni prima del concerto per fare le prove tutti insieme). Ma sono comunque andata in Val Veny, vicino a Courmayeur, a sentire l’esibizione.

A seguire, ho partecipato come cantante a Firenze 2018 (il mio battesimo del fuoco), Parigi 2019 (l’esperienza più pazzesca di tutta la mia vita, 55.000 persone di pubblico, una cosa indescrivibile) e Linate 2019.

A seguire, ho partecipato come cantante a Firenze 2018 (il mio battesimo del fuoco), Parigi 2019 (l’esperienza più pazzesca di tutta la mia vita, 55.000 persone di pubblico, una cosa indescrivibile) e Linate 2019.

Siamo tutti rockers e siamo una grande famiglia.
Ci troviamo alle reunion, andiamo gli uni a sentire i concerti degli altri, ci supportiamo su e giù dal palcoscenico. E una birra non si nega mai a nessuno.

Oltre a questo, collaboro con la direzione artistica di uno spazio eventi qui di Milano, che organizza concerti rock e metal e che ha creato un festival che, da qualche anno, portiamo in giro per tutto il Norditalia.

Quindi, quando dico che “vivo rock”… è lo stile di vita. E’ essere sempre a cavallo dei propri calzoni. E’ la grinta, la passione, il non arrendersi mai. L’essere anticonformisti pur rispettando la tradizione, ma senza la paura di andare, se serve, controcorrente. Ma giocando sempre pulito e in modo corretto.
Esattamente come il rock.