Rock Wedding Planner on the road

Rock Wedding Planner on the road – l’idea

Questo è il titolo del tour che farò in giro per l’Italia.
Mi rendo conto che, detta così, fa molto tour musicale e non vorrei che la cosa potesse essere fraintesa.

In effetti l’idea mi è venuta in gennaio, quando ancora il brand non era uscito, quando ancora non avevo il sito e nemmeno il logo. Ma già sapevo che avrei cavalcato l’onda rock.

E cosa fanno le rock band quando esce il nuovo disco?
Fanno il tour di presentazione!
Quindi anch’io dovevo fare un tour di presentazione. Ovviamente non del disco, ma della mia idea di fare matrimoni rock.

Inizialmente il progetto era di mettere uno stand nei vari festival musicali, soprattutto in Puglia, che durante l’estate pullula di eventi legati alla musica, di tutti i generi.

Poi è arrivato il Covid e quindi pensavo di dover abbandonare questa mia idea un po’ folle, perchè non pensavo che in estate avremmo potuto tornare a circolare liberamente.
Invece, all’inizio di maggio, ho capito che la cosa era ancora fattibile. Non negli stessi termini e quindi avrei dovuto cambiare un po’ i piani… ma comunque era realizzabile.

E così ho deciso: parto!

Sarà in auto e non in treno, perchè attualmente i treni sono ancora pochi e non toccano tutte le località che mi interessano.
Inoltre, in macchina ho la possibilità di raggiungere più location e quindi di farmi conoscere in un maggior numero di posti.

Metterò dei piccoli stand dove mostro dei modelli di partecipazioni, con le grafiche che trovate qui nel sito, nella gallery .
Inoltre avrò i nuovi biglietti da visita e degli esempi di libretti di nozze realizzati da uno dei miei partner, LibrettoNozze.
Regalerò le spilline e gli adesivi con il mio logo (come le rock band) e sarò disponibile a rispondere a qualsiasi domanda o richiesta di consigli vogliate farmi.

Mi vedrete, avrò un bellissimo roll-up.
Sarà impossibile non notarmi.

Qui sotto trovate tutte le date.
Settimana prossima… qualche novità sulle prime tappe.

Un ringraziamento speciale a Paolo Demo che ha realizzato i font e le grafiche delle mie locandine.

Stay Tuned!

restituzione caparra causa covid

Cambio di data causa Covid: che fine fa la caparra?

Ieri sera ero a cena con un’amica avvocato e parlavamo della situazione relativa agli spostamenti dei matrimoni a causa della pandemia.
In particolare ci siamo confrontate sulla questione della restituzione delle caparre già versate alle location.

La caparra già versata, che fine fa?

La situazione sembrerebbe di facile risoluzione, perchè si tratta, apparentemente, di un “caso di scuola”.

Secondo l’art, 1463 Cod. Civ., infatti, “Nei contratti con prestazioni corrispettive, la parte liberata per la sopravvenuta impossibilità della prestazione dovuta non può chiedere la controprestazione, e deve restituire quella che abbia già ricevuta, secondo le norme relative alla ripetizione dell’indebito“.

Che, tradotto in italiano, significa che se i contraenti volevano adempiere ma è successo qualcosa, indipendente dalla loro volontà, che ha fatto sì che la prestazione non potesse essere eseguita, allora il contratto si risolve (= si estingue). E se è stata pagata una caparra, va restituita.

La norma si spiega considerando che nei contratti a prestazioni corrispettive ciascuna prestazione trova giustificazione nella prestazione della controparte: quindi, se una di esse viene meno, viene meno anche la causa che giustifica la controprestazione.

Perciò, apparentemente la caparra andrebbe restituita.

Ma io ho dei dubbi in merito.

Perchè in realtà in questo caso la prestazione della location può essere eseguita. Solo non è stato possibile eseguirla nel momento previsto, per causa di forza maggiore (il covid). Ma del resto, nemmeno il matrimonio ha potuto essere celebrato.

Diverso sarebbe nella circostanza in cui, per esempio, il ristorante crollasse e quindi non esistesse più.
In questo caso, ovviamente la prestazione diventa impossibile da eseguire e quindi il contratto si risolverebbe e la caparra dovrebbe essere restituita.
Lo stesso varrebbe anche se i titolari avessero un diverso ristorante e proponessero agli sposi di trasferire lì il ricevimento, perchè gli sposi avevano scelto proprio quella location e quindi, essendo crollata, viene meno la causa della loro prestazione.

Il Sole 24ore, in risposta ad un quesito posto da una coppia, che potete leggere a questo link, sostiene la tesi iniziale, cioè che il contratto può essere risolto con restituzione della caparra.

La questione, quindi, è abbastanza controversa e ci sono vari fattori da considerare.
Soprattutto vanno vagliate le varie disposizioni regionali, va considerato se la data inizialmente scelta per il matrimonio era in periodo di pieno divieto di matrimonio, va valutata l’effettiva disponibilità della location ad eseguire la prestazione…
Ricordiamo sempre che la legge è interpretabile.

Quindi? Qual è il consiglio?
Consultate un avvocato, prima di accettare delle nuove condizioni che non vi soddisfano appieno.
Può essere che la risposta vi sorprenda.

Ph. by Tingey Injury Law Firm

Le bomboniere

Le bomboniere

Oggi parliamo di bomboniere.

Al mio segnale, scatenate l’inferno.

Sì, perchè a seconda del luogo, il termine “bomboniera” assume un significato diverso.

Io sono di Milano e la mia famiglia è completamente del nord, pertanto sono cresciuta con l’erronea convinzione che le bomboniere fossero i sacchettini con dentro i confetti. Solo all’università, sentendo parlare delle mie amiche provenienti da più parti d’Italia, ho scoperto che le bomboniere in realtà sono dei piccoli regali che si fanno agli ospiti per ringraziarli di essere intervenuti al matrimonio.

Quindi, cerco di fare un po’ di chiarezza andando oltre gli usi e costumi locali (sarebbe davvero troppo complicato) e riferendomi a quanto prevede il galateo in materia.

Il sacchettino di confetti è parte della bomboniera, ma non la esaurisce, in quanto ne è semplicemente un completamento.

In ogni sacchetto è contenuto un bigliettino con i nomi degli sposi e un numero dispari di confetti (perchè i numeri dispari non sono divisibili per 2).
La tradizione vuole che siano cinque, a simboleggiare salute, felicità, fertilità, longevità e ricchezza.

Il galateo prevede che le bomboniere vengano inviate agli ospiti successivamente al matrimonio e precisamente entro venti giorni dalla data delle nozze. È, tuttavia, usanza consolidata che vengano consegnate personalmente dagli sposi al termine della giornata di festeggiamenti.

Si conta una bomboniera per ciascun nucleo familiare: nel caso ci siano coppie di fidanzati, spetteranno due bomboniere.

Devono essere tutte uguali, ad eccezione di quelle dei testimoni, che sono di maggior valore.

La bomboniera è un regalo da parte degli sposi e quindi dovrà essere originale e, soprattutto rappresentativa della loro personalità e dei loro gusti.

A tale proposito, esistono anche delle tendenze particolari dettate dalla “moda” dei matrimoni.
Per il 2020 le tendenze sono indicate da Matrimonio.com in questo articolo, anche se ormai possiamo metterci l’anima in pace e definire già direttamente quelle del 2021.

Per quanto mi riguarda, anche la bomboniera dev’essere rock e questo implica che debba uscire da qualsiasi schema. Soprattutto quella per i testimoni ed eventualmente per i genitori degli sposi.

Insieme a Paolo Demo, un designer che è un fantastico creativo e artista, stiamo progettando delle bomboniere in ceramica, personalizzate e molto, molto rock. Che oltre ad essere un bellissimo regalo, saranno anche oggetti unici di design,

Per ora non annuncio nulla, restate sintonizzati e presto avrete nostre notizie.

Riuscite ad immaginare cosa potrebbero essere?

Ph. by Sticker Mule

Superstizioni e tradizioni

Superstizioni e Tradizioni

Il matrimonio è una delle occasioni dove maggiormente si concentrano le tradizioni regionali – ma anche internazionali – e le superstizioni.

E’ un argomento, questo, che mi ha sempre affascinata molto e non so dire se io ci creda davvero o se sia solo curiosità per capire le ragioni che stanno dietro alle varie superstizioni.

Facendo qualche ricerca, ho trovato un bellissimo articolo di Maison Galateo, da cui ho tratto spunto per elencarvi, qui sotto, alcune delle tradizioni (o superstizioni?) legate al matrimonio.
Potete vedere l’elenco completo nel post originale.

  1. Di venere e di marte, non ci si sposa e non si parte.
    Tralasciando la questione delle partenze (che se così fosse, nessuno più andrebbe via per il week-end), la tradizione vuole che non ci si possa sposare di martedì perchè è il giorno dedicato a Marte, il dio della guerra, e di venerdì perchè è il giorno della creazione degli spiriti maligni.
  2. Lo sposo non deve vedere la sposa prima della cerimonia.
    Questa tradizione deriva dai matrimoni combinati, quando il primo incontro tra gli sposi avveniva il giorno delle nozze. I due venivano tenuti separati in modo che non si vedessero, per evitare che lo sposo si ritirasse qualora non avesse gradito una sposa poco avvenente.
  3. Lo sposo non deve mai tornare sui suoi passi (es: rientrare in casa a prendere qualcosa che si è dimenticato).
    Per tradizione, deve avere una persona di fiducia, in genere il testimone, che lo segue da vicino, calpestando la stessa strada che lo sposo ha appena percorso.
  4. Lo sposo deve prendere in braccio la sposa nel varcare la soglia di casa.
    Questo deriva dal fatto che se la sposa dovesse inciampare nell’attraversare la soglia, sarebbe segno che le divinità della casa non la accettano con benevolenza. Prendendola in braccio, il novello marito risolve il problema all’origine.
  5. La sposa non deve mai specchiarsi tutta intera, completamente pronta per recarsi alla cerimonia.
    Per ovviare al problema, basta aggiungere un piccolo dettaglio appena prima di uscire, senza riguardarsi più allo specchio.
  6. La sposa deve indossare qualcosa di vecchio, qualcosa di nuovo, qualcosa di prestato, qualcosa di blu e qualcosa di regalato (che sostituisce la monetina nella scarpa).
    Questa tradizione deriva da una filastrocca popolare dell’epoca Vittoriana, che recitava così:

    Someting old,
    something new,
    something borrowed,
    something blue,
    and a silver sixpence in her shoe.


    Qualcosa di vecchio rappresenta il legame della sposa con la sua famiglia di provenienza.
    Qualcosa di nuovo si riferisce alla nuova vita con il marito.
    Qualcosa di prestato, possibilmente da un’altra donna felicemente sposata, rappresenta l’idea di trasmissione di questa felicità.
    Qualcosa di blu in rappresentanza di fedeltà, amore e purezza.
  7. I confetti devono sempre essere cinque o comunque in numero dispari, in modo che non sia divisibile per due.

Voi ne conoscete qualcun’altra, magari più particolare e meno nota?

Ph. by James Bold