Abito da sposa rock

Abito da sposa rock

Un abito da sposa può essere rock?

Oggi ho intervistato per la mia rubrica di YouTube “La parola agli esperti“, proprio su questo tema, una sarta e stilista. In realtà lei non ama farsi chiamare così, preferisci un’altra definizione… ma questo lo scoprirete sabato, guardando l’intervista.

Settimana scorsa ho parlato dell’evoluzione del vestito da sposa nella storia. E sulla mia pagina Instagram sto mostrando gli abiti delle varie donne della Royal Family inglese. Devo dire che, anche tra loro, ci sono stati vari abiti particolari o comunque molto progressisti. Possiamo definirli “abiti rock“?

Qui con voi, oggi, vorrei capire cosa si intenda esattamente con questo termine.

Abito rock in senso stretto

Se mi riferissi ad un abito da sposa rock nel senso più stretto del termine, dovrei fare riferimento esclusivamente al fattore musicale.
E quindi potremmo avere moltissimi abiti, tanti quanti sono i vari stili rock: rockabilly, hard rock, progressive rock, christian rock, ecc…

Quelli più gettonati, sinora, sono stati gli abiti in stile rockabilly. Abito da sposa rock - stile rockabilly
In alcuni casi per una particolare passione degli sposi al genere musicale degli anni Cinquanta e sessanta. In altri casi per il dilagare, negli anni Duemila, della moda vintage, che ha colonizzato qualsiasi aspetto della vita quotidiana.
Paola, una sposa originaria di Caracas e residente in Italia dagli anni dell’adolescenza, ha raccontato a PanoramaSposi il suo matrimonio, pensato e realizzato proprio in questo stile. Abito compreso. E devo dire che, a mio parere, ha perfettamente colto nel segno. Consiglio davvero la lettura di questo articolo, perché è davvero molto bello e interessante.

Passando poi al genere goth, metal e hard rock, vale la pena di parlare degli abiti da sposa neri, entrati nelle collezioni delle grandi case di moda a partire dal 2015.
Possiamo citare, ad esempio, Gritti Spose, Vera Wang, Jordi Dalmau, Nicole Spose ed Aimé.
Non si tratta di moltissimi modelli e comunque non è mai stato uno stile predominante, ma è bastato per sdoganare una volta per tutte il nero all’interno del matrimonio. E per dare alle donne un po’ più trasgressive l’autorizzazione, se così vogliamo chiamarla, ad indossare un abito che le facesse sentire davvero loro stesse.

Abito rock in senso lato

Il punto è proprio questo: sentirsi sé stesse con l’abito che si indossa.

La cosa peggiore, per una sposa, è non sentirsi bene con il vestito che si deve portare per il giorno più importante della propria vita. Sentirsi a disagio o comunque non pienamente sé stesse in quei momenti, rende tutto forzato e “faticoso”.

Quindi l’abito da sposa rock, in senso lato, è semplicemente la massima espressione della propria personalità. E se questo significa avere un abito nero, va bene. Se si vuole l’abito viola, arancione, corto, con i pantaloni, con le Convers… va bene.

Essere rock significa esprimere sé stessi nel modo più pieno possibile. Nel modo migliore che esista. Andando al di là delle convenzioni sociali, di etichetta o di tradizione.

E questo, per me, vale anche per l’abito. L’abito da sposa rock.

Abito da sposa rock
Ph. by Mak Flex

Storia dell’abito da sposa

Storia dell’abito da sposa

La storia dell’abito da sposa è simile a quella delle bomboniere.
Nato in un modo, si è evoluto nel tempo, seguendo le mode e il gusto delle varie epoche storiche. Nonché, ovviamente, facendo da specchio alle esigenze politiche e alla Ragion di Stato.

Antica Grecia, Roma eterna e Medioevo

Storia dell'abito - antica grecia

Nella tradizione dell’Antica Grecia, le spose indossavano una tunica di lino, come quelle che portavano abitualmente, con un cordone annodato in vita.
Le spalle venivano coperte da un mantello (clamide) e, in onore di Afrodite, dea dell’amore, i capelli erano acconciati con una coroncina di ramoscelli di mirto.

Non così difforme da quello delle donne greche, era l’abito indossato dalle spose di Roma.
Anche qui l’abito consisteva in una tunica bianca, donata dai genitori della sposa. Il mantello aveva spesso Storia dell'abito - antica romaanche la funzione di velo ed era di color zafferano o rosso rubino, come omaggio a Vesta, dea del focolare domestico e protettrice della famiglia. L’abito era poi cinto da un cordone di lana, allacciato con il cosiddetto “nodo d’Ercole” (contro il malocchio), che poteva essere sciolto solo dallo sposo durante la prima notte di nozze.
I capelli dovevano essere raccolti in sei trecce, adornate con fiori di giglio, grano, rosmarino e mirto, simboli di buon auspicio.

Nel primo Medioevo gli abiti delle spose erano abbastanza austeri, larghi e con le maniche lunghe.
La storia dell'abito - medioevoPoi, con il passare del tempo e con la grande rinascita economica dei secoli successivi, il vestito da sposa divenne simbolo di opulenza e ricchezza. Anche in ragione del fatto che i matrimoni erano prettamente dettati da interessi economici e l’abito simboleggiava lo status della famiglia d’origine.
L’abito nuziale divenne lungo e colorato, tipicamente rosso: forse un retaggio della tradizione romanistica, in quanto si riteneva che fosse propiziatorio per le nascite. I modelli, grazie alla diffusione dei bottoni e dei maspilli, divennero più aderenti. E le stoffe usate erano preziose (velluti, broccati, damaschi), in ragione del benessere sociale della famiglia.

Rinascimento ed epoca Napoleonica

Nel Rinascimento l’abito da sposa era composto da un corpetto con bustino a stecche e una gonna larga. Le stoffe erano prevalentemente a motivi floreali e dai colori pastello.
Nel Settecento, per la prima volta, gli abiti da sposa iniziarono ad avere lo strascico. Più questo era lungo e lavorato, più era simbolo di potere, ricchezza e prestigio della famiglia.

La storia dell'abito - epoca napoleonicaGli abiti di epoca Napoleonica si caratterizzarono per il cosiddetto “stile impero“, lanciato da Giuseppina Bonaparte. Rivisitava lo stile e la linearità delle vesti tipiche dell’Impero Romano: tagliate sotto il seno, con gonna dritta e morbida. Le tinte erano forzatamente delicate, perché Napoleone aveva imposto l’embargo su stoffe e colori provenienti da tutta Europa. Di conseguenza non era possibile avere abiti colorati.

La Regina Vittoria

Fu solo con la Regina Vittoria, nel 1840, che il bianco si impose definitivamente come colore delle spose.La storia dell'abito - Regina Vittoria
Per le sue nozze con il Principe Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha, infatti, la Regina Vittoria indossò un abito completamente bianco, infrangendo la tradizione in uso a quel tempo, che prescriveva l’argento come colore reale.
Il suo vestito aveva un corpetto aderente e la gonna ampia, con strascico riccamente lavorato. Questo modello diede il via ad un nuovo stile, tutt’oggi esistente e denominato, appunto, Stile Vittoriano, in onore della sovrana.

Il bianco si divenne il colore delle spose anche perché, in questo stesso periodo, la Chiesa Cattolica riconobbe il dogma dell’Immacolata Concezione. Quindi diventò anche simbolo di purezza.

Dal Novecento ad oggi

Dal Novecento ad oggi, gli abiti hanno seguito la moda del periodo, uscendo a volte completamente dagli schemi che erano dettati in passato.

Storia dell'abito - anni ventiNegli Anni Venti, con Coco Chanel, nacque la vera e propria moda nuziale e l’uso di avere un abito dedicato esclusivamente al giorno delle nozze. Si affacciarono timidamente alcuni abiti corti, accompagnati da cuffie, velette, fasce, piume e pietre preziose.

Su input di questo decennio, gli Anni Trenta videro la nascita dell’abito da sposa come lo conosciamo oggi: lungo, bianco, con strascico, velo e bouquet.

Con l’avvento della Seconda Guerra Mondiale, la storia dell’abito da sposa subì una battuta d’arresto. La scarsità di mezzi economici costrinse le spose ad abiti più contenuti. Spesso erano prestati o venivano riutilizzati quelli delle madri.

La storia dell'abito - anni cinquantaNegli Anni Cinquanta, grazie al boom economico del dopoguerra, tornarono di moda fasto e ricercatezza, con tessuti pregiati e creazioni sartoriali.
Erano gli anni della moda di Dior, che lanciò per le spose un look eccentrico e sofisticato, con le spalle e il décolleté in evidenza, la vita stretta e le gonne ampie e gonfie. Le icone dell’epoca furono Grace Kelly, Jacqueline Kennedy e Liz Taylor.

Gli Anni Settanta, ma soprattutto gli Ottanta sono stati gli anni degli eccessi: maniche a sbuffo, gonne molto ampie, balze, spalline vistose e ingombranti, strascichi chilometrici… Una moda così eccessiva da essere tutto fuorché raffinata.
Emblema di quest’epoca è un indimenticabile abito da sposa, quello indossatoLa storia dell'abito - Anni Ottanta  da Lady Diana per il suo matrimonio con il Principe Carlo. Probabilmente uno degli abiti da sposa più sfarzosi degli ultimi decenni e mai più eguagliato. anche se, ovviamente, in questo caso si trattava comunque di un abito molto elegante e di stile.

Questo sfarzo si riduce con gli Anni Novanta: la sposa è più raffinata e, benché gli accessori e i volumi non manchino, vengono ridotti a dimensioni più “normali” e sono concentrati soprattutto sulla parte posteriore.

Dagli Anni Duemila si assiste ad una varietà notevole. Iniziano ad impazzare le forme a sirena, ma anche queste hanno molte variazioni, da quelle più sinuose a quelle più morbide. C’è un ritorno allo stile impero abbinato alle decorazioni floreali di stile bucolico, che potrebbero far pensare alle coroncine utilizzate in epoca romana. Ritornano in auge anche gli abiti colorati: a volte solo nei dettagli e a volte per l’intero abito. Ed è stato finalmente sdoganato il nero, che ha iniziato ad essere utilizzato perfino negli abiti da sposa.

Inutile dire che quest’ultima circostanza mi rende particolarmente felice, in quanto rockettara.
Penso che se mi dovessi sposare, probabilmente il mio vestito sarebbe nero.
Eccessivo?

La storia dell'abito - in nero
Ph. by Luis Cash