Confetti: origini e valore simbolico

Confetti: origini e valore simbolico

Tutti sanno che i confetti sono i dolci tipici del matrimonio, ma in pochi conoscono le loro origini e il loro valore simbolico.

Come nascono i confetti?

Secondo l’etimologia, la parola “confetto” deriva dal latino “conficiere“, che significa “confezionare, fabbricare”.
Latino, quindi epoca romana. Infatti, secondo alcune fonti, già nell’Antica Roma si usava celebrare nascite e matrimoni con della frutta secca avvolta nel miele.

Altre fonti, invece, fanno risalire l’origine dei confetti agli arabi.
In particolare, pare che un un medico di nome Al Razi, per rendere i suoi preparati officinali meno amari, li ricoprisse con un guscio dolce.

In ogni caso, il popolo arabo ha un grosso merito nella creazione dei confetti. Furono i Saraceni, tra Settecento ed Ottocento, a portare in Europa lo zucchero di canna con cui sono prodotti.

Durante il Rinascimento, i confetti venduti dagli speziali (farmacisti dell’epoca), furono talmente apprezzati dai nobili che – pare – alle nozze tra Beatrice d’Este e Ludovico il Moro furono serviti 300 chicchi dorati e confettati.

Perché i confetti sono associati al matrimonio?

Perché inizialmente erano un dono che gli invitati facevano agli sposi. Addirittura, in alcuni luoghi era uso lanciare dei piccoli confetti agli sposi all’uscita dalla chiesa, come augurio di prosperità.

Poi, intorno al 1400 d.C., con il diffondersi di questo dolce anche fra i ceti meno abbienti, cambiò l’abitudine di chi li donava: non più gli invitati agli sposi, ma questi ultimi come regalo ai loro ospiti.

Potevano essere donati tramite la bomboniera, cioè un sacchettino contenente questi dolci.
Oppure la sposa, personalmente, provvedeva a distribuirli durante il ricevimento: li prelevava da un vassoio con un cucchiaio d’argento e li offriva  agli ospiti.

Il valore simbolico dei confetti

Innanzi tutto, il vero confetto, l’originale, è quello alla mandorla. E il primo simbolo è proprio questo frutto secco.
Infatti, la mandorla ha una forma simile all’ogiva, in cui sono storicamente rappresentati il Cristo e la Vergine. La mandorla è considerata, quindi icona di verginità. Nulla di più appropriato per le feste nuziali.

Inoltre, confetti devono sempre essere regalati in numero dispari, preferenzialmente cinque.
Vogliono, infatti, rappresentare le cinque qualità fondamentali del buon matrimonio: salute, ricchezza, felicità, lunga vita e fertilità.
A questo va aggiunto che il numero cinque è indivisibile: un ulteriore valore simbolico dei confetti.

Le ultime tendenze

Negli ultimi decenni è cambiata un po’ la tendenza.
Le bomboniere non sono più considerate semplicemente come il sacchettino di confetti regalato agli ospiti. Che, tuttavia, rimane come forma di cortesia per chi non è intervenuto al ricevimento.

Oggi le bomboniere sono dei veri e propri regali fatti agli invitati.
I confetti rimangono nel cosiddetto “tavolo della confettata” o “white table“.

Si tratta di un tavolo (generalmente allestito dalla wedding planner a fine rinfresco) dove abbondano diverse varietà di confetti, ai gusti più improbabili. Da questo tavolo gli ospiti possono servirsi direttamente. Spesso vengono anche messe a disposizione delle scatoline, affinché gli invitati possano confezionarsi da sé alcuni tra i gusti preferiti, da portare poi a casa.

Io, siccome sono rock, in barba alla tradizione confesso di preferire i confetti al cioccolato e quelli al pistacchio.

origini e valore simbolico dei confetti
Ph. by Luigi Pozzoli

Come suddividere gli invitati

Come suddividere gli invitati tra i tavoli

Superato lo scoglio di scegliere chi invitare al ricevimento, bisogna capire come suddividere gli invitati tra i tavoli.

Il tableau de mariage è uno strumento indispensabile, per questo.
E’ il tabellone con indicato a quale tavolo è assegnato ciascun invitato.
Va preparato circa due settimane prima del matrimonio, quando ormai gli invitati dovrebbero aver già confermato la loro presenza.
Dico “dovrebbero”, perché non sempre le risposte arrivano in modo tempestivo e comunque gli imprevisti dell’ultimo momento ci sono sempre.

Il tavolo imperiale è relativamente semplice da gestire.
La sfida maggiore riguarda la suddivisione degli invitati quando ci sono più tavoli.
Ne ho parlato nell’ultimo video sul mio canale YouTube, ma l’argomento merita un approfondimento.

Innanzi tutto, il tavolo degli sposi deve essere posto in un punto ben visibile da tutti. 

I tavoli (generalmente due) accanto a quello degli sposi, sono riservati agli ospiti più importanti, cioè i genitori e i testimoni.

Favorire la conversazione tra i commensali

La regola di base per suddividere gli invitati tra i tavoli è quella di favorire la conversazione.
Non è un compito semplice, ma esistono alcuni “trucchetti”.

  1. Mettere insieme gli amici di lunga data o persone con interessi comuni (es: hobby, studi effettuati, professione, ecc…).
  2. Se non è possibile fare un tavolo solo di single o di soli “over 60”, è bene mischiare questa tipologia di ospiti, unendo anche la presenza di almeno una coppia, per vivacizzare la conversazione.
  3. E’ consigliabile mettere vicine le famiglie con bambini, in modo che i genitori possano aiutarsi reciprocamente nel badare ai figli. Se non è possibile posizionarle nello stesso tavolo, è bene che siano almeno in tavoli vicini.

Cosa prescrive il galateo

Il galateo, anche su questo tema, detta alcune regole.
Prima di tutto, prescrive tassativamente di NON separare i fidanzati. In caso di necessità, è preferibile separare una coppia sposata.
Inoltre, stabilisce che sarebbe preferibile distribuire gli ospiti seguendo l’alternanza uomo-donna.

In ogni caso, ogni matrimonio é a sé stante e le dinamiche familiari sono spesso intricate, quindi è bene valutare caso per caso cosa convenga fare.

La suddivisione degli invitati tra i vari tavoli è il compito più impegnativo nell’organizzazione del matrimonio. E vi assicuro che qualsiasi coppia sposata potrà confermarvelo.

Un esempio creativo

Una volta, con una coppia di sposi abbiamo trovato una soluzione molto creativa.

Gli sposi avevano relativamente pochi invitati: una trentina di parenti oltre i quarantacinque anni, meno di dieci parenti sotto i trent’anni e poi una trentina di amici tra i venticinque e i trentacinque anni. Quindi la parte del leone la facevano i giovani.

Il ricevimento si teneva in una cascina all’interno di un parco. Avevamo il “piano B” in caso di pioggia, ma il “piano A” era quello davvero fuori dal comune.

Non abbiamo assegnato tutti i posti a sedere.

I parenti “over 45” sono stati fatti sedere ai tavoli sistemati sotto il porticato della cascina, con posti assegnati.
Poi avevamo predisposto dei tavoli rettangolari sul prato fuori dal porticato. Erano apparecchiati con un numero di coperti maggiore del necessario e senza assegnare i posti. I parenti “under 30” e gli amici, quindi, hanno potuto accomodarsi dove meglio credevano e hanno anche potuto cambiare tavolo ad ogni portata.

E’ stata una sorta di ricevimento itinerante.
Si sono tutti divertiti molto e hanno interagito molto più di quanto avrebbero fatto con posti fissi.

E, detto tra noi… gli sposi si sono tolti una bella gatta da pelare!

 

suddividere gli invitati
Ph. by Natalie Thornley

Tavoli rotondi o tavolo imperiale?

Tavoli rotondi o tavolo imperiale?

Per l’allestimento della sala è meglio scegliere una disposizione con tavoli rotondi o con tavolo imperiale?

Ne ho parlato oggi in un video sul mio canale YouTube, dove accennavo, in una “pillola” di un minuto circa, alla problematica.
Qui vorrei approfondire un po’ meglio la questione.

La scelta per una tipologia di tavolo o per l’altra, dipende da tantissimi fattori: la struttura della sala, lo stile del matrimonio (più elegante o più spartano?), il carattere degli invitati (parenti o amici?), il tipo di mise en place e molti altri.

Quello che, però, rende spesso titubanti gli sposi, nel propendere per una o per l’altra soluzione, è la possibilità per gli ospiti di poter chiacchierare con facilità e poter quindi interagire tra loro senza annoiarsi.

Tavolo imperiale
Ph. by Juliette F.

In generale, la prima impressione che hanno i non addetti ai lavori, è che il tavolo imperiale (quello lungo e rettangolare, dove si siede tutti affiancati) non favorisca particolarmente la conversazione tra gli invitati.

 

Quante volte ci è capitato di andare a qualche pizzata di classe o a qualche cena di compleanno ed essere su questo tipo di tavolo?
E quante volte ci siamo trovati scomodi a parlare con taluno o talaltro dei commensali, per via della distanza?

Ebbene, siccome questa credenza è sempre stata particolarmente diffusa, qualcuno si è preso la briga di farci uno studio approfondito, per verificare se fosse effettivamente così.
E il risultato… beh, da non crederci!

E’ stato dimostrato che il tavolo imperiale agevola la conversazione e le interazioni molto meglio di quello rotondo.

Tavoli rotondi
Ph. by Thomas William

Infatti, il tavolo rotondo ha un diametro di circa due metri e quindi è molto raro che si parli con le persone sedute di fronte.
La conversazione avviene prevalentemente con le due persone accanto, quella alla destra e quella alla sinistra.
Nel tavolo imperiale, invece, il dialogo può facilmente avvenire sia con le persone sedute accanto, sia con l’ospite seduto frontalmente e con quelli laterali a quest’ultimo.

Quindi nel tavolo rotondo le interazioni del singolo commensale avvengono principalmente con due sole persone.
Nel tavolo imperiale, differentemente, avvengono con ben cinque persone.

L’errore è dovuto al fatto che, a colpo d’occhio, sembra che nel tavolo imperiale i commensali siano tutti ammassati.
Si tratta, in realtà, di un’illusione ottica.
Se avessimo un metro alla mano e una sala con i due diversi allestimenti a confronto, potremmo facilmente verificare che le distanze sono le stesse. E quindi lo “spazio vitale” di ciascun invitato è sempre garantito.

Il mio invito è di non scartare mai a priori un allestimento, ma di provare sempre a figurarsi tutte le possibilità. Anche e soprattutto in relazione allo stile e al taglio che si vuole dare al matrimonio.

Tavoli rotondi o tavolo imperiale?
Ph. by Eric Brehm