Matrimonio combinato… bene!

Matrimonio combinato… bene!
Storie fantastiche di nozze reali

Matrimonio combinato...bene!

Matrimonio combinato… bene! Storie fantastiche di nozze reali“: questo è il titolo del mio nuovo libro, in uscita sabato 25 settembre p.v.

Si tratta di un libro scritto in collaborazione con altre due co-autrici… ma in modo particolare.

Ecco come è andata!

Le co-autrici

Le mie “partner in crime” sono Eliana Collu di Onice Eventi, ed Erika Galina, grafica e fumettista manga.

Eliana è una wedding planner come me.
Ci siamo conosciute nel 2014 sul Cammino di Santiago, per poi incontrarci di nuovo in ambito professionale appena prima della pandemia.
Questo nuovo incontro ha fatto nascere l’idea di un libro che parlasse dei matrimoni e che potesse far capire ai futuri sposi cosa davvero può capitare durante il giorno delle nozze e di quanto sia importante avere qualcuno che li sollevi dall’ansia della gestione della giornata.

Però non volevamo qualcosa di “banale”, di già visto o di scontato.
Volevamo qualcosa che fosse divertente, autoironico e anche un po’ tragicomico. E facesse letteralmente vedere cosa succede nel backstage del giorno delle nozze.

Così abbiamo deciso di creare un libro con… il “fumetto a fronte”.
Cioè sulla facciata a sinistra si legge la storia e sulla facciata a destra ci sono i fumetti che ritraggono quella stessa storia, per far sorridere e alleggerire.

La Rock Wedding Planner
Disegno by Erika Galina (Hakuen Neko)

E per questa importantissima parte, la parte fumettata, abbiamo chiesto alla bravissima Erika di creare dei manga ad hoc. E lei è stata davvero spettacolare, ha ritratto le situazioni e i personaggi alla perfezione. E anche me ed Eliana!

Che bello vedersi nelle vesti di manga!

Come trovare l’editore giusto?

A questo punto la domanda era: a chi rivolgersi per pubblicarlo?

La risposta è arrivata in modo automatico: con Alessio Masciulli, della Masciulli Edizioni, lo stesso che ha pubblicato il mio precedente libro “Amati o Amàti: questione di accento“, uscito lo scorso marzo.

L’esperienza con Alessio era stata troppo positiva per non pensare immediatamente a lui.
E’ una persona non solo professionalmente valida ed eticamente irreprensibile, ma anche profondamente umana, per la quale gli autori non sono solo dei numeri, ma sono dei fratelli con cui condividere un pezzo di strada.

Quindi chi meglio di lui poteva essere il nostro editore?

Il comunicato stampa

E dopo avervi parlato di com’è nato questo progetto… vi faccio leggere il comunicato stampa!

Eccovelo qui sotto. Fatemi sapere se vi piace!
E, ovviamente, sentitevi liberi di diffonderlo.

Gli imprevisti accadono.

No, non è l’ennesima legge di Murphy: è la semplice verità.
E i matrimoni non sono esenti da imprevisti, anzi!

Lo sanno bene Eliana Collu e Cristina Corazza, due wedding planner che hanno deciso di raccogliere all’interno del libro “Matrimonio combinato… bene. Storie fantastiche di nozze reali”, edito da Masciulli Edizioni, alcuni incredibili eventi a cui hanno assistito nel corso dei matrimoni.

Un insieme esilarante di episodi che sembrano troppo folli per essere veri… ma lo sono!
E siccome non è sempre facile immaginare certe scene tragicomiche, ecco che queste due briose wedding planner hanno deciso di fare letteralmente “i disegnini” ai lettori, attraverso le illustrazioni della bravissima grafica e fumettista Erika Galina.
Nasce così un libro unico nel suo genere, dove ogni pagina di narrazione è accompagnata dal suo fumetto in stile manga.

Completa l’opera la prefazione di Alessandra Campagnola, blogger e social media manager specializzata nel settore del wedding, oltre che collaboratrice della nota rivista Sposi Magazine.

“Matrimonio combinato… bene. Storie fantastiche di nozze reali” verrà presentato ufficialmente dalle autrici nel corso della fiera Monza Sposi del 25 e 26 settembre p.v., presso la Candy Arena di Monza e sarà acquistabile a partire dalle stesse date sull’e-commerce di Masciulli Edizioni.

Conoscere per capire

Conoscere per capire

Sono sempre stata una grande fan del cosiddetto “aggiornamento permanente”, cioè del fatto che sia necessario conoscere per capire.
Non si può comprendere il lavoro di un professionista se non lo si conosce almeno sommariamente.
Posto che comunque non lo si capirà mai fino in fondo, perchè per diventare un professionista in un settore occorrono anni di studi e di gavetta. Ma comunque almeno un’idea del valore di quel lavoro è giusto secondo me farsela. Capire cosa ci sia dietro, le difficoltà, l’attenzione necessaria per curare tutti i dettagli…

E questo vale soprattutto quando i professionisti di cui si vuole conoscere il lavoro (per comprenderlo) sono i tuoi fornitori. Perchè conoscere il loro lavoro ti dà anche la misura dell’affidabilità e della bontà di quel professionista.

E questa è la cosa che mi spinge ad iscrivermi ad una valangata di corsi.
Durante il lockdown sono stati tutti webinar (infatti le persone non capivano come mai non mi annoiassi a casa…), mentre adesso sono ricominciati quelli in presenza.

E giusto domenica scorsa ne ho fatto uno interessantissimo a Cascina Elav, di decorazioni floreali.

Il centrotavola

centrotavolaIl centrotavola è un elemento molto importante nelle decorazioni per i matrimoni.
Spesso non viene considerato o non gli si presta la dovuta attenzione, ma poi, se non c’è o è misero, si sente la sua mancanza o insufficienza. Perchè diciamocelo, i fiori danno quel tocco in più.

In questo caso, il workshop che ho seguito trattava dei centritavola “domenicali”, quelli per i pranzi in famiglia o con gli amici. Ma ho comunque scoperto cose importantissime.

La docente era Donatella Bortone, una floral designer comasca molto brava e competente (anche musicista… nemmeno a dirlo), che non solo ci ha dato le nozioni tecniche, ma ha anche raccontato una serie di notizie storiche e culturali legate al mondo dei fiori.
Per esempio: voi sapete perchè si usano i centritavola floreali? O sapete perchè la laurea ha questo nome?

Pensateci.
Vi do un indizio: è sempre qualcosa che c’entra con i fiori. Ma tocca non solo ambiti sociali, bensì anche storici e… matematici.

Cascina Elav

Il corso si è tenuto presso Cascina Elav, un posto meraviglioso all’interno della città di Bergamo, ma che dà l’impressione di trovarsi in piena campagna.

Si tratta di una cascina risalente al 1200, una delle poche ancora intatte.

Circa cinque anni fa, gli attuali titolari hanno deciso di valorizzare questo pezzo di storia rurale e di regalarle un futuro.
Dopo alcuni lavori di restauro la cascina ha riaperto, anche se in modo inizialmente imperfetto e ancora “work in progress”. Ma facendo sì che questo pezzo di storia torni in vita ogni volta che viene riaperto il portone del cortile, dove – ad inizio secolo – la gente del quartiere usava ritrovarsi durante le serate estive.

Attualmente Cascina Elav ospita un ristorante con birrificio artigianale. E vengono organizzati dei bellissimi eventi culturali di vario genere.
Uno di questi era, appunto, l’workshop a cui ho partecipato.

Return 2 Nature

Il corso organizzato in cascina è stato promosso e gestito da Return2Nature, un’agenzia di progettazione e organizzazione di eventi artistici e culturali eco-compatibili.

conoscere per capire i fiori“Return 2 Nature” ha un duplice significato: Ritornare alla Natura e Restituire alla Natura. Perchè la fruizione dell’arte e della natura sono parte fondamentale e necessaria per un futuro sostenibile e innovativo.
E partecipare ai loro eventi – che siano concerti, mostre, corsi o manifestazioni di qualsiasi tipo – fa sì che si possa aiutare la natura.
Infatti una percentuale del biglietto viene dedicata a questo scopo.

Un team di tecnici esperti in ambito naturalistico e ambientale valuta, di volta in volta, l’impatto di ciascun evento e il costo in termini di CO2 prodotta viene “risarcito” tramite progetti di piantumazione e rimboschimento documentati e garantiti da partner nazionali e internazionali.

Anche in questo caso si tratta di conoscere per capire.
Conoscere i meccanismi della natura e il nostro impatto sull’ambiente per poterne capire le conseguenze e prendere i dovuti provvedimenti.

Il matrimonio ecologico

Più di una volta vi ho parlato di mie idee per un matrimonio ecologico ed ecocompatibile. Oltre che del mio matrimonio in vigna, che avvicina la natura e la musica al concetto di grande festa rock.

In realtà, volendo fare un matrimonio rock, con sensibilità ecologica e con attenzione alla natura… perchè non valutare il quadro di Cascina Elav?

Se volete, a settembre fateci un giro. E’ molto semplice arrivarci.
Inoltre Return2Nature, a partire dall’autunno, organizzerà altri eventi e corsi molto interessanti,  a cui vi consiglio di partecipare.

Potreste davvero scoprire un mondo e magari trovare la location perfetta per il vostro matrimonio rock.

centrotavola da conoscere

Matrimonio in vigna

Matrimonio in vigna

La pandemia ha cambiato completamente la nostra vita e gli schemi che esistevano prima del 2020 oggi non valgono più.
Le persone si sono abituate a pensare in modo differente, a fare le cose approcciandole da un altro punto di vista, a tenere meno in considerazione i “format” mentali che una volta sembravano irrinunciabili.

I matrimoni non fanno eccezione.
Con tutte le nuove regole, i divieti, le limitazioni… o si pensa in modo alternativo, oppure si rinuncia a sposarsi.
Molti hanno deciso di adottare la seconda opzione. Io sono ancora tra i sognatori che credono che le cose, con un po’ di fantasia e di volontà, si possano fare. E fare bene.

Quindi oggi, in questo articolo, voglio parlarvi di un tipo di matrimonio “alternativo“: il matrimonio in vigna.

Da dove nasce l’idea

Matrimonio in vigna - panoramaErano un po’ di anni che ci pensavo e ripensavo. Alcune società che si occupano di organizzazione di eventi, fanno regolarmente le cene in vigna. Sono serate molto belle, dove i commensali sono tutti seduti a lunghi tavoli posizionati tra i filari di qualche vigna. E sono molto suggestive, con tutte le lucine appese, le tovaglie bianche che riflettono la luce e quest’aria frizzante di festa.

E io mi sono sempre domandata: ma perchè nn farci un matrimonio, invece di una semplice cena?
Quindi ho provato per parecchio tempo a trovare una location adatta.

Ma – benché in questo periodo tanti sembrino non rendersene conto – un matrimonio non è come una semplice cena. Le dinamiche sono ben diverse, il mood degli invitati è diverso e diversi sono i numeri delle persone presenti.
Poi ci sono gli spostamenti, perchè in un matrimonio non si è tutti fermi, seduti a tavola per due o tre ore. Intanto si parla, come minimo, di quattro o cinque ore. E poi ci si muove in massa da un ambiente all’altro per fare aperitivo, pranzo/cena e taglio della torta. E poi c’è la festa con i balli a chiusura.

E quindi nessuna location mi dava la disponibilità per il timore (oggettivamente giustificato) che lo spostamento delle persone, la vivacità dell’evento e il grado alcolico, potessero causare danni alle vigne.

Finchè poi ho incontrato Paolo Nenci.

Il matrimonio in vigna Nenci

Ho conosciuto Paolo Nenci ad un evento di fine settembre 2020 a Milano. In quel periodo di zona franca in cui si potevano fare eventi all’aperto, prima che richiudessero di nuovo tutto.

Ho scoperto, parlando con lui, che proprio quell’estate, per far fronte al periodo poco favorevole, si era inventato le serate di “musica in vigna“.
Musica in vignaSi trattava (e si tratta ancora, perchè da qualche settimana ha iniziato a riproporlo anche per il 2021) di serate organizzate in uno dei campi della sua azienda agricola, tra le vigne e gli ulivi.
Completamente all’aperto, con distanze ben maggiori di quelle richieste per legge.
Arredi rustici, in linea con la location, con tavoli fatti di pancali e sedute ricavate da balle di fieno imbottite con cuscini. E le lucine appese tra i rami degli alberi.
Il vino è ovviamente marcato Nenci e il cibo è fornito da professionisti dello street food. Una combinazione pazzesca.
E poi, ovviamente la musica. Con artisti diversi per ogni serata.

Quindi abbiamo deciso di parlarne, di confrontarci per creare un matrimonio bello, divertente, che rispecchiasse lo stile della location. Ma allo stesso tempo non il “classico” e ormai inflazionato matrimonio boho-chic. Qui non c’è lo chic, c’è solo il boho.

Il matrimonio in vigna… ma rock

Proprio qui sta la differenza.
Non si vuole fare un matrimonio tradizionale in una location particolare.
Non si vuole fare il matrimonio “agreste”, ma che alla fine è uguale a tanti altri.

Matrimonio in vigna NenciCon il matrimonio in vigna si vuole creare un’occasione di aggregazione, dove nessun amico o parente resta escluso, dove si fa una vera festa inclusiva, che prende la dimensione di una festa di paese.
Avete presente il primo film di don Camillo, quello con Fernandel e Gino Cervi? Che alla fine fanno il matrimonio dei due ragazzi e festeggiano per le vie del paese, con la giostra dei cavalli e il tiro a segno?
Ecco, l’idea è più o meno quella.

A seconda del budget, ce la si può “rischiare” per via del meteo.
Un “piano B” è previsto, ma per un numero ristretto di persone. Quindi se si ha un budget limitato, necessariamente anche gli invitati dovranno essere ridotti. In questo caso non per via dei costi proibitivi della location, ma proprio per il fattore meteorologico.
Se invece il budget lo consente, si può pensare ad una tensostruttura che quindi diventerebbe il piano di emergenza in caso di pioggia. Con magari una pavimentazione per poter fare, eventualmente, da pista da ballo.

Cosa ne dite?
Vi piacerebbe un matrimonio del genere?

Tenuta Nenci dall'alto

I fornitori del matrimonio

I fornitori del matrimonio

Esistono tantissimi fornitori del matrimonio, le più svariate figure professionali che, in un modo o nell’altro, gravitano intorno al giorno delle nozze.

Fin’ora, nei miei vari articoli, ho parlato dei principali: ristorante, location, abito, catering, stationery, fotografo, eccetera.
In questo articolo, invece, vorrei porre l’accento su alcune figure che potrebbero sembrare “residuali”, ma che sono in realtà molto molto importanti.

Il fiorista (o floral designer)

Il fiorista è un fornitore fondamentale del matrimonio, perché non crea solo le decorazioni floreali, ma si occupa, in generale, di tutti gli allestimenti.

Altri fornitori - floral designer
Matrimonio da bikers – foto e allestimento di Marco Berton

Per questo motivo vi do subito un consiglio, diretto e molto esplicito: andate da un professionista che non faccia semplicemente il fiorista, ma che sia un “floral designer”. Perché quest’ultimo ha competenze che vanno ben al di là del semplice assemblaggio di un bouquet o della creazione di una bottoniera. Ha una visione di insieme e vi aiuterà a creare l’atmosfera intorno al matrimonio.

Inoltre con i fiori si possono creare delle illusioni ottiche pazzesche e si possono far sembrare gli ambienti più o meno grandi, più o meno luminosi, a seconda delle composizioni che si creano.

Quindi il fiorista (chiamiamolo così per semplicità) ha un grande e importante compito: far sentire bene le persone nell’ambiente in cui si troveranno a festeggiare il matrimonio.

Il parrucchiere (o hair stylist)

Il parrucchiere deve saperci fare.
Deve saper acconciare bene i capelli, perché la pettinatura non è solo mettere due mollette e qualche fiore.
E’ un modo per far emergere la personalità della sposa, esattamente come l’abito: deve essere coerente con il suo carattere e il suo modo di essere.

E bisogna anche sapere come correggere qualche piccolo difetto estetico che la sposa potrebbe avere, come le orecchie un po’ troppo pronunciate (è quello più frequente).

Fornitori del matrimonio - hair stylist
Acconciature di Guido Giganti

Quindi cosa facciamo? Rinunciamo al sogno di fare un raccolto o semi-raccolto solo per questo motivo?
Ma assolutamente no!
Si dovranno usare degli accorgimenti particolari, ma un professionista serio sa come accontentare la sposa,  pur mascherando i suoi punti deboli e consigliandola per il meglio.

 

 

In questo caso il consiglio è quello di fare prima delle prove di acconciatura.
E fatevi fare delle fotografie delle pettinature fatte in prova, a scanso di equivoci. Cioè… andate a fare la prova, al termine vi guardate negli specchi e chiedete alla parrucchiera di farvi una foto di quanto appena fatto.

Il motivo è molto semplice.
Mi è capitato di sentire di spose (non mie) che hanno insistito per andare dal parrucchiere da cui sono sempre andate, perché “mi conosce da una vita e sa come sono io“, hanno fatto una prova e poi il giorno del matrimonio sono state pettinate in un altro modo. E, alle rimostranze della sposa, la risposta della parrucchiera è stata: “Ma tanto stai bene lo stesso“.
Direi che non ci siamo.
Quindi fate una bella foto e il giorno del matrimonio, al momento dell’acconciatura, la mostrate al parrucchiere come “pro memoria”.

La make-up artist

La make up artist deve essere una professionista del trucco.
Non basta la semplice estetista o l’amica tanto brava a truccare che segue sempre Clio Make Up.
Perché, per quanto brave possano essere (e sono sicura che lo siano davvero), esistono dei “trucchetti”, dei “tricks” che solo le make up artist esperte e che abbiano frequentato appositi corsi e accademie, conoscono.

fornitori del matrimonio - make up artist
Ph. by Apostolos Vamvouras

Parlo al femminile, ma ovviamente mi rivolgo ad entrambi i sessi.

 

Vi faccio un esempio di quello che intendo.
Se usate un trucco perlato, che luccica – e tra le spose va per la maggiore il desiderio di essere luccicosa il giorno delle nozze… sì, anche tra le spose dark, giuro – il brillantinato di questo tipo di make up contrasta con i flash della macchina fotografica.
E quindi sulle foto risulterete come se non vi foste truccate affatto. Perché le due luci si annullano tra loro.

Quindi accertatevi di essere truccate da una professionista seria.

I confetti e le bomboniere

I confetti di zucchero con la mandorla all’interno, sono una tradizione tutta italiana. Ogni bomboniera che si rispetti li ha. Ma qui casca anche l’asino. Perché se un confetto è scadente, si sente al gusto. Dai, diciamocelo… quando un confetto non è buono, sa di cartone. E’ così.

Quindi, o mettete a budget una cifra seria e fate una confettata seria, oppure evitate del tutto la confettata. Ma per favore, niente confetti scadenti. E’ il classico “scivolone” dei matrimoni.

I confetti
Ph. by Magnaduf

In realtà, se volete fare una bellissima figura, con un’alta qualità e un prezzo molto ragionevole, potete acquistate i confetti di Sulmona. Che tra l’altro sono anche quelli originali, perché il confetto così come lo conosciamo oggi è stato inventato proprio lì.
Sono molto belli e alternativi, perché vengono confezionati in vere composizioni floreali fatte proprio con i confetti. Ci sono margherite, rose, calle, viole, grappoli d’uva…

Se volete fare qualcosa di diverso, vi consiglio questo.

Le cortesie per gli ospiti

Le cortesie per gli ospiti sono dei regalini, dei pensierini che vengono dati agli invitati.

Cortesie per gli ospiti
Ph. by Sandra Grünewald

Di solito sono delle piccole borsine, che vengono consegnate al momento della cerimonia e che contengono tantissimi gadgets.
Quasi sempre, anche se siamo nell’era digitale, possiamo trovare la mappa per arrivare al ristorante o alla location. Poi spesso ci sono delle bolle di sapone, un ventaglio se fa caldo, dei fazzolettini di carta per chi si emoziona…
Nella borsina della famiglia che ha dei bambini piccoli spesso vengono inserite delle matite colorate e dei libri da colorare.

Qui il fornitore più adatto è difficile da trovare. Potete spaziare da Amazon al negozio sotto casa.

…Volete la verità?
Su questo, i miei migliori amici sono Tyger e un sito che si chiama Troppo Togo. Fateci un giro ma occhio a non comprare tutto, perchè è il classico sito dove parte l’acquisto compulsivo.

Quindi, per concludere: come fornitori del vostro matrimonio, avvaletevi di professionisti. Non lasciate nulla al caso. Perché è uno di quegli eventi che si vivono una volta sola nella vita.
E anche voler fare un matrimonio a basso costo, non significa fare le cose “alla carlona”, come direbbe mia nonna.

E per qualsiasi dubbio possiate avere, scrivetemi e prenotate una prima consulenza gratuita.

Matrimonio da bikers
MATRIMONIO DA BIKERS – Ph. by Gianfranco Roberto – Allestimenti e fiori by Marco Berton – Acconciatura by Guido Giganti – Location c/o La Pacheca di Lazise

Partecipazioni, inviti e stationery

Partecipazioni, inviti e stationery

Partecipazioni ed inviti sappiamo tutti (più o meno) cosa sono, ma la stationery cos’è???

Letteralmente significa “cartoleria”.
Nel mondo del wedding, con questa parola si intende “il mondo di carta”, tutto ciò che in un matrimonio è cartaceo. Quindi partecipazioni, inviti, save the date, tableau de mariage, tag delle bomboniere, segnaposto, cartellonistica, ecc…

Inviti e partecipazioni

Iniziamo dalla cosa più semplice.

Tutti abbiamo sentito parlare, almeno una volta nella vita, di inviti e partecipazioni di matrimonio. Ma qual è la differenza tra i due?

Entrambi sono dei modi per comunicare a parenti e amici la data e il luogo esatti del matrimonio. Ma con finalità diverse.

Partecipazioni Rockabilly
Grafiche esclusive Rock Wedding Planner(R)

Le partecipazioni danno solo la comunicazione di giorno e ora della cerimonia, senza indicazioni relative al ricevimento.
Quindi chi riceve la partecipazione è invitato solo ed esclusivamente alla cerimonia. In chiesa o in Comune è indifferente, ma comunque non ricomprende il pranzo o la cena che segue.

L’invito, invece, contiene anche l’indicazione del luogo dove si terrà il ricevimento, dando nome e indirizzo precisi della location. Generalmente viene scritto su un biglietto separato, ma dipende dallo stile adottato dagli sposi per il loro matrimonio e dal progetto creativo di riferimento.

Chiaramente le partecipazioni possono essere distribuite più o meno senza limite (compatibilmente con la capienza della chiesa o della sala comunale). Mentre, invece, per gli inviti bisogna ragionare sul numero di persone che si desidera avere al ricevimento, soprattutto in relazione al budget.

Mi rendo conto che, detta così, è molto poco romantica. Ma è la verità.
Bisogna farsi i conti in tasca e decidere quante persone ci si può permettere di invitare a mangiare.

Per questo motivo sono nati degli “escamotage”. Tra cui l’invito al taglio della torta.

Invito al taglio della torta

Chi riceve questo invito può andare alla cerimonia e poi viene atteso sul luogo del ricevimento solo dopo una certa ora, quando ci sarà il taglio della torta e l’inizio della festa danzante.

A differenza di molti altri Paesi, come America e Inghilterra, qui in Italia generalmente il ricevimento è a tavola.
Ci si siede comodi, si mangia un discreto numero di portate e poi si fa il taglio della torta con l’apertura del buffet di dolci. Solo alla fine, dopo tutto questo, ci si scatena con le danze.

In quest’ultima parte, la maggioranza delle volte restano solo gli amici. I parenti, soprattutto i più anziani, preferiscono andare a casa.
E per questo motivo si possono invitare persone aggiuntive al taglio della torta e all’ultima parte del ricevimento.

E’ un modo per limitare i costi del pranzo o della cena ma avere comunque tutte le persone care a festeggiare il matrimonio.

Save the date

Il save the date è una novità in voga da pochi anni, che è stata utilizzata moltissimo nel periodo del covid, quando tutti hanno dovuto spostare le date di matrimonio.

Invito save the dateConsiste in un annuncio che viene fatto a tutti indistintamente: amici, parenti, colleghi di lavoro, soci in affari… tutti. Perchè non contiene una richiesta di presenza e non prevede una risposta.
Va un po’ a sostituire l’annuncio del fidanzamento che si faceva una volta sui giornali.

Non contiene nessun tipo di informazioni, solo la data delle nozze e il nome degli sposi.
E’ completamente informale e spesso si usano soluzioni grafiche simpatiche. O addirittura si utilizzano delle foto scherzose degli sposi. O si fanno dei video apposta.

Il save the date è talmente tanto informale, che a volte si invia anche per mail o per whatsapp.

Tableau de mariage e i segnaposto

Il Tableau de mariage è una stationery che serve per indicare agli ospiti a quale tavolo devono sedersi.

Originariamente era semplicemente un cartellone, più o meno decorato, con i nomi dei tavoli e l’elenco delle persone assegnate a ciascuno di essi.
Poi, con il passare del tempo, la fantasia ha preso il sopravvento e ci si è lanciati in cose creative. Quindi cartelloni dipinti a mano o disegnati in modo artistico. Oppure grandi specchi facenti le funzioni dei cartelloni, quindi con i nomi scritti proprio sulla superficie riflettente. Oppure ancora cornici vuote con dei piccoli cartellini attaccati con dei nastri. O bicchierini di vetro (contenenti uno shottino) con inciso il nome dell’invitato e il tavolo.

Insomma, chi più ne ha, più ne metta.

Va da sé che poi, trovato il tavolo, gli ospiti devono capire il loro posto esatto. E qui entrano in scena i segnaposto, generalmente collocati sopra al tovagliolo, con indicato il nome di ciascun ospite.

La cartellonistica

La cartellonistica esula un po’ dal “mondo della carta”, perchè può essere realizzata in molti materiali.
Anche qui la fantasia è l’ingrediente principale.

Statonery cartellonistica
Ph. by Scott Webb

La sua funzione è principalmente indicare agli invitati dove si tengono i vari momenti del matrimonio: cerimonia, aperitivo, buffet di dolci, confettata, ecc…
Ma anche indirizzare gli ospiti verso stanze “utili”… come la toilette, per fare un esempio.

Poi ci sono cartelli più ludici, come quelli indicati il photobooth, il giocabimbi e simili.
O anche quelli che danno semplici indicazioni, come lo stare attenti allo scalino.

Consiglio

E’ molto importante ricordarsi sempre di non dare nulla per scontato. Soprattutto quando tra gli ospiti ci sono anche persone anziane o con mobilità limitata. O quando ci sono tanti bambini.

statonery
Ph. by Ben Rosett

Le tipologie di ricevimento

Le tipologie di ricevimento

Oggi vi parlo delle tipologie di ricevimento.

Nel mio ultimo articolo ho parlato dei vari tipi di location e, quindi, di dove festeggiare il matrimonio.
Oggi, invece, vi racconterò come può essere un ricevimento di nozze.

Ci sono tante tipologie diverse: alcune sono più tradizionali e anche più conosciute. Altre sono di nuova generazione e… alternative.

Il ricevimento placé

Il ricevimento placé è quello più conosciuto perché è anche il più tradizionale; gli invitati sono seduti a tavola e vengono serviti dallo staff di camerieri.

La festa si apre con un aperitivo di benvenuto, solitamente servito a buffet, in attesa dell’arrivo degli sposi.

Tipologie di ricevimento - placéPoi, quando giunge la coppia, tutti si spostano in sala da pranzo, dove si prende posto a tavola e si consuma il pranzo o la cena seduti, serviti dai camerieri.
A volte c’è solo una musica di sottofondo, in filodiffusione. Altre volte ci sono dei musicisti dal vivo che, tra una portata e l’altra, intrattengono anche gli ospiti.

Sarebbe buona norma che il menu non comprendesse più di quattro portate, per evitare che la permanenza a tavola si protragga oltre le due ore.
Di solito si propende per un antipasto, un bis di primi, un secondo con contorno e il sorbetto.

Al termine del pranzo, tutti gli ospiti prendono parte al taglio della torta, che generalmente avviene in un’apposita area della location.
Questo decreta la fine della parte “seduta” e dà inizio alla festa con balli, karaoke, buffet di dolci, area rhum e sigari, zona caffè, gelato, bon-bon… eccetera.

E’ la tipologia di ricevimento classica quando si sceglie un ristorante come location.
Che ovviamente non è escluso quando si preferisce, invece, una location con catering. Ma in questo secondo caso si è più liberi di gestirla come meglio si crede e si può optare anche per qualcosa di più “creativo” per il ricevimento.

Il buffet

Il buffet  è il tipico pranzo in piedi, sicuramente più dinamico e informale di un ricevimento placé.

In questa tipologia di ricevimento, le pietanze sono posizionate su dei tavoli (chiamati “isole”), generalmente suddivisi per tipologia (primi, secondi, pesce, carne, verdure, formaggi, ecc..).
Ciascuna di queste isole ha un cameriere assegnato, a disposizione degli ospiti per servire quello che desiderano e scelgono al momento.

Ci sono dei tavoli o delle poltroncine, per far accomodare gli invitati, ma i posti non sono assegnati e ognuno è libero di sedersi dove meglio crede. E anche di cambiare posto di volta in volta, per socializzare con più persone.

Come per il ricevimento placé, termina con il taglio della torta e i seguenti festeggiamenti più “goliardici”.

E’ adatto ad un matrimonio giovane e che, comunque, non si desidera che si protragga troppo a lungo.

Il cocktail

Il cocktail è un tipo di ricevimento simile al buffet e che spesso viene scambiato per quest’ultimo, ma in realtà hanno caratteristiche diverse.

Tipologie di ricevimento - cocktail
Ph. by Road Trip with Raj

Si tratta sempre di un ricevimento in piedi, ma ha delle limitazioni di orario: si fa tassativamente tra le 16 e le 18 (anche se alcune varianti del galateo impongono l’orario 18-21) e ha più la forma di un aperitivo elegante.

 

Il menu non è quello classico e per mangiare non è necessario sedersi e usare le posate, ma è sullo stile “finger food“. Anzi, per questa tipologia di ricevimento non sono proprio previsti dei tavoli. L’opzione di sedersi non è contemplata. Ovviamente sono previste delle poltroncine o dei divanetti per i parenti più agés o con problemi di salute, ma sono poche e mai assembrate in un medesimo posto.

Il servizio spesso è fatto da camerieri che girano tra gli invitati con dei vassoi.

Tipologie di ricevimento: cocktails
Ph. by Walter Lee Olivares de la Cruz

L’elemento chiave della festa è – appunto – la presenza di varie tipologie di cocktails: alcolici, analcolici, alla frutta, dolci, secchi…
Un tocco di classe è sicuramente dato dalla possibilità di avere un cocktail inventato e preparato appositamente per il matrimonio, che venga servito in via esclusiva agli invitati. Magari proprio dal barman che l’ha creato.

Il tutto termina con un brindisi e il taglio della torta.

E’ un’opzione un po’ più smart per chi non vuole impegnarsi con un pranzo lungo, ma vuole comunque qualcosa di elegante e di stile.

Altre tipologie di ricevimento

Negli ultimi anni, la moda e il desiderio di innovazione hanno lanciato varie altre tipologie di ricevimento.

Prima fra tutte troviamo il picnic.

picnic
Ph. by Evangelina Silina

E’ una variante molto bella e molto romantica. Si organizza su delle tovaglie colorate e con dei classici cesti da picnic che contengono tovaglioli, bicchieri e alcune cortesie per gli ospiti (per esempio dei ventagli o degli ombrellini o delle bolle di sapone). Per sedersi ci sono dei morbidi cuscini.

Il servizio è generalmente fatto da un servizio catering, che si occupa di servire le varie portate. Anche se il menu non sarà proprio quello tradizionale, per ragioni di praticità nella consumazione dei cibi.

E’ una delle tipologie di ricevimento che preferisco, anche se ha sempre l’inconveniente del piano B in caso di pioggia. Che, ovviamente, si organizza, ma fare un picnic al chiuso non è ugualmente suggestivo.

Poi, come altre tipologie, troviamo la merenda o del tea delle cinque.
Sono ricevimenti informali, di breve durata, per chi vuole festeggiare ma anche essere libero in due o tre ore.
Sono opzioni molto valide nel caso in cui la cerimonia si tenga nel primo pomeriggio.

Nel caso in cui la cerimonia si svolga al mattino, due opzioni di ricevimento equivalenti alla merenda e al tea sono la colazione e il brunch.

colazione e brunch
Ph. by Febrian Zakaria

La colazione è ideale nel caso in cui ci si sposi la mattina presto, verso le 9:00: fuori dalla cerimonia si può andare in una pasticceria o in un bar con giardino e offrire cappuccino e brioche a tutti coloro che sono intervenuti in chiesa o in municipio. Ovviamente con tutte le varianti possibili, dai muffin ai biscotti e dal caffè al latte macchiato.
Il brunch è più adatto ad una tarda mattinata e comprende anche le varianti salate. Ma il concetto rimane sempre quello di un ricevimento informale, divertente e di breve durata.

Quindi, in conclusione.
Sappiate che ci sono mille possibilità e opzioni, anche per i budget più piccoli.
Siate creativi, non limitatevi a ipotizzare il classico ristorante. Che per carità, è un evergreen, come la musica di Sinatra. Ma se voi avete un’anima briosa o alternativa… perchè non buttarsi in un bel rock’n’roll?

Pensate in modo trasversale, cercate le cose che piace fare a voi.
E’ la vostra giornata ed è giusto che la festeggiate nel modo che vi appartiene.

tipologie di ricevimento
Ph. by Eric Brehm

Il progetto creativo

Il progetto creativo

Il progetto creativo altro non è che la progettazione del matrimonio, la sua realizzazione “artistica”. E’ l’idea che gli sposi hanno, nel loro immaginario, di come dovrebbe essere quella giornata.

Ho trattato l’argomento ieri sera in una diretta sulla mia pagina Facebook.

Qual è la sua funzione?

Serve da guida per gli sposi: ha la funzione di individuare il tema principale del matrimonio (ambientazione, colori, stile, ecc…).

Una mia collega americana, una volta, riferendosi al budget, disse ad una sua cliente: “Il fatto che ci sia un codice a barre sopra, non significa che devi acquistarlo per forza“.
Il concetto è lo stesso per il progetto creativo: il fatto che ti piaccia una cosa, non significa che debba per forza essere inserita nel matrimonio.

A volte capita che l’entusiasmo porti gli sposi un po’ “fuori rotta”.

Il fatto di vedere tante belle cose su internet, tante immagini su Pinterest e sui vari social, può far cadere gli sposi nel tranello di buttare dentro al matrimonio un po’ di tutto. Ma questa è una cosa da evitare assolutamente, perché gli elementi del matrimonio devono essere coerenti gli uni con gli altri.

Per esempio, se gli sposi decidono che vogliono che il loro matrimonio sia a tema mare e poi si innamorano follemente di una baita in montagna e decidono di sposarsi lì in gennaio, con la neve… non è più coerente con il tema.

Il progetto creativo ha la funzione di guidare gli sposi, di far convogliare le loro scelte verso una sola direzione e di farli restare coerenti con il tema scelto.
Cosa, molto importante perché la mancanza di coerenza toglie carattere all’evento.

Può esserci un solo progetto creativo?

L’ideale è che ci sia un tema unico e che rispecchi gli sposi e le loro personalità.

Tuttavia, nel caso in cui la coppia ci tenga particolarmente ad avere più di un tema, si può valutare di dividere la giornata in diversi momenti e assegnare a ciascuno di essi un diverso fil-rouge.

In ogni caso, questo non farebbe perdere la coerenza, perché ogni momento avrebbe il suo tema, come un cerchio che inizia e finisce. Non sarebbe un’accozzaglia indistinta di mille cose.

Un consiglio per gli sposi?

Parlate molto fra di voi. Cercate di focalizzare cosa vi accomuna e cosa vi caratterizza come persone. Potete aiutarvi con delle domande.

Per esempio, io chiedo sempre alle mie coppie, in fase conoscitiva, di dirmi quali sono le tre cose che, per loro, assolutamente non devono mancare il giorno delle nozze. E quali, invece, sono da escludere completamente.

E vedrete che poi, man mano, le idee vengono.
Ma sempre tenendo gli occhi sul progetto creativo.

Il progetto creativo
Ph. by Thomas Curryer

Chi ha paura della wedding planner?

Chi ha paura della wedding planner?

Questo sarà il titolo del mio podcast. Ovviamente è provocatorio e nasce dal fatto che ogni tanto, davvero, mi domando se le persone non abbiano paura della wedding planner.

In che senso la gente ha “paura” della wedding planner

Un giorno notai che le persone avevano la tendenza a fare una sorta di saltino indietro appena sentivano “wedding planner”. Pensando di essere paranoica, accantonai il pensiero.

Poi, ad una fiera degli sposi a cui ero andata come visitatrice, mi capitò nuovamente: le persone a cui stringevo la mano, sembravano lasciarla subito, quasi scottasse, appena sentivano la mia professione.

A quel punto volevo davvero capire se ero io ad avere le visioni, oppure se era effettivamente così.

Quindi chiesi ad una mia amica di accompagnarmi ad una fiera e le domandai di fare caso alla reazione delle persone, senza specificare meglio cosa intendessi. E questa amica confermò la mia percezione.

Per questo motivo ho iniziato a domandarmi: “Ma non sarà che la gente ha paura della wedding planner?”

Il podcast

Innanzi tutto partiamo da dire cosa sia un podcast.

Molto semplicemente, è una trasmissione audio che può essere ascoltata online. Un po’ come le “rubriche” delle radio, dove c’è lo speaker che parla di un argomento. In quel caso la trasmissione è intervallata dalle canzoni, mentre nel caso del podcast non lo è. Ma il funzionamento è più o meno lo stesso.

I podcast possono essere sui più svariati argomenti. Materie tecniche, crescita personale, marketing, psicologia… e tantissimi altri.
Tra i professionisti che conosco e che seguo, ci sono Giulio Colnaghi che si occupa di marketing automation. Matteo Neroni che tratta argomenti di psicologia. Tiziana Iozzi che parla di crescita personale al femminile.

Ma io, che di professione faccio la Rock Wedding Planner, che cosa potrei mai trasmettere su un podcast?

Il mio progetto personale

Il progetto che inizio con questo podcast si basa sulla considerazione di cui vi parlavo nel mio precedente articolo: le coppie non hanno bisogno della wedding planner. Non è una necessità.

Il problema è semplicemente che la coppia non si può permettere di fare errori. Non può imparare da quegli sbagli. O meglio, può farlo, ma è quello che causa, di solito, alcune recriminazioni tipo: “A ripensarci, forse avremmo fatto meglio a fare così invece di cosà“. Oppure: “Con il senno del poi, se tornassi indietro, mai e poi mai rifarei questo e quello“.

Quando ci si rende conto delle cose, è troppo tardi.
A posteriori, si realizza di quanto sarebbe stata utile la presenza di qualcuno con esperienza, che mettesse sull’avviso e spiegasse le cose da fare.

Questo è quello che mi prefiggo con questo podcast.
Dare ai futuri sposi la consapevolezza di tutta la preparazione che il matrimonio richiede, di tutte le “insidie” e dei vari trucchetti da poter applicare.
In questo modo, gli sposi possono avere consapevolezza di cosa li attende, di come gestire la preparazione delle nozze. E possono anche decidere se davvero è il caso di avere paura della wedding planner oppure se può essere una valida alleata a cui rivolgersi.

Abbinamento podcast – canale twitch

Gli episodi del podcast saranno molto brevi, al massimo cinque minuti l’uno. Perché gli argomenti sono talmente vasti che si ci sarebbe da parlare per ore. Quindi il podcast serve per dare le indicazioni principali.

Come fare per approfondire?

Basta iscriversi gratuitamente al mio canale twitch.
Che ovviamente adesso è vuoto perchè le trasmissioni inizieranno settimana prossima, subito dopo l’uscita del podcast.

Il canale twitch è una via di mezzo tra le dirette Facebook e il canale YouTube. Io vado in diretta, le persone collegate possono farmi domande a cui rispondo direttamente e poi il video rimane sul canale e può essere rivisto anche in un secondo momento.

Il podcast andrà in onda la prima e la terza domenica di ogni mese.
Sul canale twitch sarò presente ogni mercoledì e riproporrò l’argomento del podcast appena pubblicato, approfondendolo e rispondendo alle domande.

Quindi saranno due trasmissioni twitch per ogni episodio del podcast.

E non escludo, un domani, di aprire una stanza in Club House.
Adesso non lo faccio perché non mi piace che sia esclusivo appannaggio di chi ha IPhone. Io sono sempre per l’inclusività, credo che certe conoscenze debbano essere a disposizione di tutti. Ma un domani, quando sarà disponibile anche per Android, potrebbe essere una possibilità.

Intanto inizio con podcast e twitch.
Iniziate a seguirmi su questi. Poi vedremo cosa ci riserverà il futuro.

chi ha paura della wedding planner?

Confetti: origini e valore simbolico

Confetti: origini e valore simbolico

Tutti sanno che i confetti sono i dolci tipici del matrimonio, ma in pochi conoscono le loro origini e il loro valore simbolico.

Come nascono i confetti?

Secondo l’etimologia, la parola “confetto” deriva dal latino “conficiere“, che significa “confezionare, fabbricare”.
Latino, quindi epoca romana. Infatti, secondo alcune fonti, già nell’Antica Roma si usava celebrare nascite e matrimoni con della frutta secca avvolta nel miele.

Altre fonti, invece, fanno risalire l’origine dei confetti agli arabi.
In particolare, pare che un un medico di nome Al Razi, per rendere i suoi preparati officinali meno amari, li ricoprisse con un guscio dolce.

In ogni caso, il popolo arabo ha un grosso merito nella creazione dei confetti. Furono i Saraceni, tra Settecento ed Ottocento, a portare in Europa lo zucchero di canna con cui sono prodotti.

Durante il Rinascimento, i confetti venduti dagli speziali (farmacisti dell’epoca), furono talmente apprezzati dai nobili che – pare – alle nozze tra Beatrice d’Este e Ludovico il Moro furono serviti 300 chicchi dorati e confettati.

Perché i confetti sono associati al matrimonio?

Perché inizialmente erano un dono che gli invitati facevano agli sposi. Addirittura, in alcuni luoghi era uso lanciare dei piccoli confetti agli sposi all’uscita dalla chiesa, come augurio di prosperità.

Poi, intorno al 1400 d.C., con il diffondersi di questo dolce anche fra i ceti meno abbienti, cambiò l’abitudine di chi li donava: non più gli invitati agli sposi, ma questi ultimi come regalo ai loro ospiti.

Potevano essere donati tramite la bomboniera, cioè un sacchettino contenente questi dolci.
Oppure la sposa, personalmente, provvedeva a distribuirli durante il ricevimento: li prelevava da un vassoio con un cucchiaio d’argento e li offriva  agli ospiti.

Il valore simbolico dei confetti

Innanzi tutto, il vero confetto, l’originale, è quello alla mandorla. E il primo simbolo è proprio questo frutto secco.
Infatti, la mandorla ha una forma simile all’ogiva, in cui sono storicamente rappresentati il Cristo e la Vergine. La mandorla è considerata, quindi icona di verginità. Nulla di più appropriato per le feste nuziali.

Inoltre, confetti devono sempre essere regalati in numero dispari, preferenzialmente cinque.
Vogliono, infatti, rappresentare le cinque qualità fondamentali del buon matrimonio: salute, ricchezza, felicità, lunga vita e fertilità.
A questo va aggiunto che il numero cinque è indivisibile: un ulteriore valore simbolico dei confetti.

Le ultime tendenze

Negli ultimi decenni è cambiata un po’ la tendenza.
Le bomboniere non sono più considerate semplicemente come il sacchettino di confetti regalato agli ospiti. Che, tuttavia, rimane come forma di cortesia per chi non è intervenuto al ricevimento.

Oggi le bomboniere sono dei veri e propri regali fatti agli invitati.
I confetti rimangono nel cosiddetto “tavolo della confettata” o “white table“.

Si tratta di un tavolo (generalmente allestito dalla wedding planner a fine rinfresco) dove abbondano diverse varietà di confetti, ai gusti più improbabili. Da questo tavolo gli ospiti possono servirsi direttamente. Spesso vengono anche messe a disposizione delle scatoline, affinché gli invitati possano confezionarsi da sé alcuni tra i gusti preferiti, da portare poi a casa.

Io, siccome sono rock, in barba alla tradizione confesso di preferire i confetti al cioccolato e quelli al pistacchio.

origini e valore simbolico dei confetti
Ph. by Luigi Pozzoli

Come suddividere gli invitati

Come suddividere gli invitati tra i tavoli

Superato lo scoglio di scegliere chi invitare al ricevimento, bisogna capire come suddividere gli invitati tra i tavoli.

Il tableau de mariage è uno strumento indispensabile, per questo.
E’ il tabellone con indicato a quale tavolo è assegnato ciascun invitato.
Va preparato circa due settimane prima del matrimonio, quando ormai gli invitati dovrebbero aver già confermato la loro presenza.
Dico “dovrebbero”, perché non sempre le risposte arrivano in modo tempestivo e comunque gli imprevisti dell’ultimo momento ci sono sempre.

Il tavolo imperiale è relativamente semplice da gestire.
La sfida maggiore riguarda la suddivisione degli invitati quando ci sono più tavoli.
Ne ho parlato nell’ultimo video sul mio canale YouTube, ma l’argomento merita un approfondimento.

Innanzi tutto, il tavolo degli sposi deve essere posto in un punto ben visibile da tutti. 

I tavoli (generalmente due) accanto a quello degli sposi, sono riservati agli ospiti più importanti, cioè i genitori e i testimoni.

Favorire la conversazione tra i commensali

La regola di base per suddividere gli invitati tra i tavoli è quella di favorire la conversazione.
Non è un compito semplice, ma esistono alcuni “trucchetti”.

  1. Mettere insieme gli amici di lunga data o persone con interessi comuni (es: hobby, studi effettuati, professione, ecc…).
  2. Se non è possibile fare un tavolo solo di single o di soli “over 60”, è bene mischiare questa tipologia di ospiti, unendo anche la presenza di almeno una coppia, per vivacizzare la conversazione.
  3. E’ consigliabile mettere vicine le famiglie con bambini, in modo che i genitori possano aiutarsi reciprocamente nel badare ai figli. Se non è possibile posizionarle nello stesso tavolo, è bene che siano almeno in tavoli vicini.

Cosa prescrive il galateo

Il galateo, anche su questo tema, detta alcune regole.
Prima di tutto, prescrive tassativamente di NON separare i fidanzati. In caso di necessità, è preferibile separare una coppia sposata.
Inoltre, stabilisce che sarebbe preferibile distribuire gli ospiti seguendo l’alternanza uomo-donna.

In ogni caso, ogni matrimonio é a sé stante e le dinamiche familiari sono spesso intricate, quindi è bene valutare caso per caso cosa convenga fare.

La suddivisione degli invitati tra i vari tavoli è il compito più impegnativo nell’organizzazione del matrimonio. E vi assicuro che qualsiasi coppia sposata potrà confermarvelo.

Un esempio creativo

Una volta, con una coppia di sposi abbiamo trovato una soluzione molto creativa.

Gli sposi avevano relativamente pochi invitati: una trentina di parenti oltre i quarantacinque anni, meno di dieci parenti sotto i trent’anni e poi una trentina di amici tra i venticinque e i trentacinque anni. Quindi la parte del leone la facevano i giovani.

Il ricevimento si teneva in una cascina all’interno di un parco. Avevamo il “piano B” in caso di pioggia, ma il “piano A” era quello davvero fuori dal comune.

Non abbiamo assegnato tutti i posti a sedere.

I parenti “over 45” sono stati fatti sedere ai tavoli sistemati sotto il porticato della cascina, con posti assegnati.
Poi avevamo predisposto dei tavoli rettangolari sul prato fuori dal porticato. Erano apparecchiati con un numero di coperti maggiore del necessario e senza assegnare i posti. I parenti “under 30” e gli amici, quindi, hanno potuto accomodarsi dove meglio credevano e hanno anche potuto cambiare tavolo ad ogni portata.

E’ stata una sorta di ricevimento itinerante.
Si sono tutti divertiti molto e hanno interagito molto più di quanto avrebbero fatto con posti fissi.

E, detto tra noi… gli sposi si sono tolti una bella gatta da pelare!

 

suddividere gli invitati
Ph. by Natalie Thornley