L’auto degli sposi

L’auto degli sposi

Il tragitto verso il fatidico “sì” è un momento estremamente importante e l’auto degli sposi è quella con cui verrà effettuato.
L'auto degli sposiQuindi il mezzo di trasporto ha una grandissima importanza, anche se forse gli sposi stessi non ne sono perfettamente consapevoli.
E deve sempre essere in linea con lo stile del matrimonio: scegliere una Ferrari per un matrimonio boho-chic non è decisamente il caso.

Ma come scegliere l’auto più adatta?
Meglio restare su qualcosa di tradizionale o pensare ad un mezzo un po’ “alternativo”?
E soprattutto, quanto costa l’auto degli sposi?

I mezzi più richiesti dagli sposi italiani

Le auto più richieste dalle coppie di sposi in Italia sono tutte abbastanza tradizionali, anche quando gli sposi sono convinti di essere trasgressivi.

  1. Auto classiche
    Con questo termine intendo automobili relativamente ordinarie. Magari più eleganti e raffinate della media, ma comunque veicoli che è possibile veder circolare regolarmente per le strade.
    E sono BMW, Audi,  Mercedes, Alfa Romeo e Citroen. Generalmente decorate con un cuscino di fiori sul retro.
  2. Auto sportive di lusso
    Da alcuni anni va di moda scegliere veicoli particolarmente di lusso, spesso sportivi a due posti, guidati direttamente da uno degli sposi.
    Ferrari, Lamborghini e Porsche sono le preferite dagli sposi che desiderano un effetto particolarmente scenico all’uscita dalla cerimonia.
    Unica accortezza: attenzione all’acconciatura o al velo della sposa.
  3. Auto storica
    Fra le auto storiche più amate dagli sposi primeggiano il Maggiolone cabrio, la Jaguar XJ e la Rolls Royce. Dipende tutto dallo stile e dal tenore del matrimonio.
  4. Limousine
    E’ l’auto degli sposi sicuramente più scenografica e che si fa notare maggiormente. Anche se, diciamocelo, fa un po’ “boss delle cerimonie”… ma è l’ideale quando si hanno un buon numero di damigelle e paggetti, perchè in fatto di capienza è davvero imbattibile. E anche di comodità.

Mezzi di trasporto alternativi

L’auto degli sposi non è l’unico mezzo di trasporto che si sia visto fuori da una chiesa o da un municipio. Molti sposi hanno avuto idee alternative e non convenzionali e sicuramente di grande effetto.

La moto degli sposiA me, in prima persona, è capitato di vedere un tandem (ebbene sì, gli sposi non avevano un grande budget e hanno fatto una scelta coerente e simpatica), un pullmino Volkswagen arancione (uno simile era stato la prima auto della sposa) e, ovviamente, la moto.

Mi sono però giunte notizie di sposi che hanno scelto la carrozza con cavalli bianchi, la Vespa o addirittura il trattore!
E, recentemente, ho visto delle fotografie di un matrimonio de La Corte del Re dove gli sposi avevano la macchina di Hazzard.

E devo ammettere che queste sono le auto degli sposi che piacciono a me, perchè sono davvero rock.

L’auto degli sposi e il galateo

Ebbene sì, bisogna farsene una ragione e prendere atto che quasi tutto quello che riguarda il matrimonio ha delle regole di galateo. Che, se non è obbligatorio seguire, è almeno buona norma conoscere per poterle eludere meglio.

Quindi ecco alcune prescrizioni del galateo per quanto riguarda l’auto degli sposi.

  • Il noleggio dell’auto dev’essere pagato dalla famiglia della sposa.
  • Se la strada dove si trovano la casa della sposa o il luogo della cerimonia è molto stretta o trafficata, l’auto degli sposi non deve essere molto grande.
  • No ad addobbi floreali esterni; ai fiori sul pianale tra schienale posteriore e lunotto.
  • L’auto sportiva a due posti può essere usata dalla coppia solo dopo la cerimonia. Prima della cerimonia, cioè nel tragitto tra casa della sposa e luogo della cerimonia, deve essere usata un’auto classica.
  • L’auto deve essere guidata da un autista estraneo alla coppia, o da un fratello o amico degli sposi e il posto accanto al guidatore deve restare vuoto.
  • La sposa siede sul sedile posteriore, sulla destra. Il padre della sposa siede accanto a lei, a sinistra.
  • Per l’ingresso della sposa in auto: l’autista apre la portiera, entra la sposa e poi entra il padre.
  • Per l’uscita della sposa dall’auto: l’autista apre lo sportello al padre che a sua volta apre la portiera alla sposa e l’aiuta a scendere, porgendole il braccio destro.
  • La sposa deve essere fatta scendere dall’auto direttamente sul sagrato della chiesa o il più vicino possibile all’ingresso del Municipio.

Quanto costa l’auto degli sposi?

Se non è possibile farsi prestare la macchina da qualche amico o parente, ovviamente bisogna ripiegare sul noleggio e fare attenzione a non sforare la quota di budget  che ci si è prefissati.

Il costo medio del noleggio dipende da vari fattori: principalmente rilevano marca e modello della macchina e, di conseguenza, la cilindrata. Ma anche la presenza o meno di un autista (come vorrebbe il galateo).

In generale possiamo dire che i prezzi giornalieri partono da un minimo di € 150 fino a oltre gli € 500.

È importante accertarsi preventivamente di quali siano le variabili che influiscono sul prezzo. Di solito sono compresi il carburante e l’assicurazione per i passeggeri.

E voi, con quale veicolo vorreste sposarvi?

 

L’importanza del budget

L’importanza del budget

L’importanza del budget deve essere chiara, perchè questo è la bussola che guiderà gli sposi in tutte le scelte relative all’organizzazione del matrimonio.

Il budget è il totale delle somme stanziate per le nozze.
E’ formato da un elenco dei costi divisi per tipologia, la cui somma non deve superare il totale fissato dal cliente. E devono essere inserite TUTTE le voci di spesa.

Perché fissare un budget è così importante?

L'importanza del budgetNon si può semplicemente decidere cosa si vuole e andare a cercarlo al miglior prezzo?

La risposta sincera è… no.

Cioè, si potrebbe fare e in effetti tantissimo sposi lo fanno. Ma non è il modo migliore né il più conveniente per organizzare il proprio matrimonio.

All’interno di un matrimonio ci sono tantissime voci di costo. Le più note sono il ristorante o la location con il catering, il vestito della sposa e gli addobbi floreali.
Ma ce ne sono tantissime altre che le coppie generalmente non considerano fintanto che non si trovano a doverle effettivamente pagare.

Un esempio banale?
La musica. Perché non c’è solo il costo dei musicisti, ma c’è anche quello della Siae.

Un altro esempio?
Il noleggio di tutti gli accessori come i candelabri o i vasi per la confettata. Perché non sempre la location li ha. Anzi, diciamo che non li ha quasi mai.

Certamente sono voci di per sé non enormi, se prese singolarmente.
Ma il fatto è che poi, sommate tutte insieme, vanno ad incidere in modo notevole.

Come si determina il budget?

Data l’importanza del budget, come si fa a preventivare quanto si potrà spendere?

Innanzi tutto gli sposi devono sedersi a tavolino e, con molta onestà verso sé stessi e verso la famiglia che stanno per creare, devono valutare qual è la cifra REALE che possono permettersi di spendere.

Una volta ottenuta la cifra massima spendibile, è bene togliere il 5% o anche il 10%. Questa percentuale andrà a fare da “fondo cassa” per tutte le spese extra impreviste. Per tutte quelle piccole cose che possono servire (es: stampe in più, nastri, bolle di sapone, giochi per i bimbi…) e che, per qualche motivo, si sono aggiunte all’ultimo momento.
Una volta detratta questa cifra, quello sarà il vostro budget per il matrimonio. Da non sforare. Tassativo.

Come gestisco il budget?

Come gestire il budgetUna volta trovato l’ammontare complessivo, come gestisco il budget?
Come faccio a sapere quale parte di budget destinare a certe spese e quale parte ad altre?

Bisogna fare un elenco il più dettagliato possibile di tutte le spese e attribuire a ciascuna di esse una quota, una percentuale del totale.

In generale potremmo suddividere così le percentuali.

La spesa più grossa è il ricevimento, che comprende ristorante o location+catering, la torta, l’eventuale open bar, ecc… che ritaglia circa il 45% del budget.

Poi l’altra spesa importante è costituita dagli abiti degli sposi (compresi, scarpe, accessori, trucco e parrucco), che impegna circa il 25% del budget.

E infine rimangono le spese più piccole, quali la cerimonia (1%), foto e video (10%), musica (5%), fiori (7%), trasporti (2%), stationery e bomboniere (5%).

Sempre che le fedi le regali qualcuno. Altrimenti bisogna mettere in conto anche quelle.

Costi fissi e costi variabili

Bisogna aver ben presente la differenza, perchè incidono in modo diverso sul budget.

Le spese variabili dipendono dal numero degli invitati. Aumentano all’aumentare del numero degli ospiti. Come il ristorante o le bomboniere, per esempio.
le spese fisse sono quelle che rimangono invariate che ci siano 10 o 100 invitati. Come il fotografo o gli abiti degli sposi.

Budget: costi fissi e variabiliPer contenere i costi delle nozze, quasi tutti vanno a giocare sulle spese variabili, perchè pensano che fare un matrimonio con pochi invitati sia meno costoso.
E in effetti lo è, ma la riduzione del costo è meno che proporzionale. Cioè è vero che c’è una riduzione della spesa, ma è anche vero che non è una riduzione così forte ed importante come si potrebbe pensare.
Se un matrimonio con 100 invitati può costarmi 25.000 euro, un matrimonio con 30 invitati me ne può costare 15.000. Quindi il numero degli invitati si è ridotto del 70%, ma la spesa si è ridotta solo del 40%.

Questo accade perchè è necessario “giocare” sui costi variabili ma anche su quelli fissi. E la wedding planner sa come fare.

Esempio di budget medio-alto

Facciamo un primo esempio di un possibile budget di matrimonio abbastanza aderente alla realtà. Per un matrimonio dignitoso (ma non esoso) con 100 invitati, nel Nord Italia (è bene specificare).
Calcoliamo, come primo esempio, € 25.000 di budget.

Una volta detratta una quota per il “fondo cassa”, otteniamo € 23.000.
Partiamo con i costi fissi (arrotondati sempre per difetto):
Fotografo = 2.300
Abiti degli sposi = 5.700
Cerimonia = 230
Musica = 1.150 + Siae
Fiori = 1.600
Trasporti = 460

Passando ai costi variabili, calcolando sempre che stiamo valutando un matrimonio con 100 invitati, abbiamo:
Bomboniere e Stationery = 1.150
Ricevimento = 10.350

Queste sono le cifre che potreste spendere per ciascuna di queste voci.
Per ogni variazione su una, deve esserne variata un’altra in modo da rispettare il budget totale.

Esempio di budget basso

Faccio un secondo esempio con un budget ridotto, in modo che sia comprensibile – numeri alla mano – come il costo del matrimonio ci metta un attimo ad alzarsi. E, di conseguenza, quale sia effettivamente l’importanza di avere un budget predefinito.

Rimaniamo sempre con l’esempio del matrimonio con 100 invitati, nel Nord Italia. E questa volta il budget sarà 15.000 euro.

Prima di tutto, togliamo la quota di “fondo-cassa”. Quindi dai 15.000 euro arriviamo a 13.500 euro di budget totale.
Iniziamo dai costi fissi (leggermente arrotondati):
Fotografo = 1.300
Abiti degli sposi = 3.700
Cerimonia = 135
Musica = 750 + Siae
Fiori = 1.000
Trasporti = 300

Guardando ai costi variabili, invece, abbiamo:
Stationery e bomboniere = 750
Ricevimento = 6.700

E’ chiaro che un matrimonio si può fare anche con budget ridotto. Si può fare anche con 5.000 euro, volendo. Ma si dovrà essere un po’ elastici su alcune cose. E fare tutto in modo un po’ più rock.

L'importanza del budget

Quando un matrimonio è rock

Quando un matrimonio è rock

Io continuo a parlare del mio matrimonio rock, ma alla fine… quando un matrimonio è rock? Cosa significa? Che differenza c’è rispetto ad un matrimonio tradizionale? E bisogna proprio essere dei rockettari per farlo?

Sono tutte domande che mi vengono poste e in questo articolo vorrei cercare di rispondere a tutte in modo coordinato.

Cosa si intende per “matrimonio rock”?

Io sono una rocker, quindi ovviamente per me il matrimonio rock ideale coinvolge questo genere musicale e invitati che, in un modo o nell’altro, sono coinvolti nella musica rock.

Quando un matrimonio è rock
Ph. by Emanuele Bellotti

Ma non è solo questo.
Prende spunto da come il rock è nato: come desiderio di uscire dagli schemi musicali imposti fino a quel momento, di fare qualcosa di nuovo e innovativo, che lasciasse il segno e parlasse di temi importanti e socialmente rilevanti.

Quindi il matrimonio che organizzo è rock nel senso di massima espressione di sé stessi e della propria personalità.
Rappresenta il desiderio degli sposi di evolversi rispetto l’idea tradizionale di matrimonio. Che non significa negare le tradizioni, ma reinterpretarle secondo la propria personalità e il proprio modo di vivere.
Non è il matrimonio per fare contenta la mamma o i parenti, ma per vivere pienamente quel giorno secondo il proprio stile di vita e i propri valori.

La wedding planner gestisce solo la parte musicale?

matrimonio rock
Ph. by Emanuele Bellotti

No, mi occupo di tutto, esattamente come le altre wedding planner.
Elaboro un progetto creativo e lo realizzo. Allestimenti, fiori, bomboniere, location, musica… tutto. Ho anche delle grafiche esclusive create da una illustratrice apposta per me. Ovviamente sempre secondo le esigenze e i desideri degli sposi.

E, cosa molto importante, mi occupo anche del coordinamento, cioè la regia della giornata: verifico che quel giorno funzioni tutto correttamente, che i fornitori siano puntuali e lavorino a regola d’arte.
E, soprattutto, faccio in modo che nessun imprevisto possa in alcun modo turbare gli sposi.

Ma quindi la differenza con le altre wedding planner qual è?

La differenza è che io vivo rock, quindi conosco quello stile di vita.
E sulla mia lista di cose che potrebbero succedere al matrimonio, ci sono situazioni che farebbero impallidire qualsiasi altra wedding planner.

Quando il matrimonio è rock
Ph. by Emanuele Bellotti

Per esempio, non mi stupirebbe più di tanto che al concerto live dopo il taglio della torta, la gente inizi a pogare (saltare buttandosi addosso gli uni agli altri). O che la sposa, ubriaca, salga sul palco e si lanci sugli ospiti per essere presa al volo.
Sono situazioni un po’ border-line, ma non escludo che possano succedere. Penso che qualsiasi wedding planner, al mio posto, sverrebbe.

I tuoi sposi devono per forza essere rockers?

NO, assolutamente. Mi può contattare anche chi non ascolta musica rock.

Sposa rock
Ph. by Emanuele Bellotti

Il matrimonio che organizzo non è un semplice matrimonio a tema musicale.
Io realizzo una giornata che è espressione piena della personalità, dello stile di vita e dei valori degli sposi, che quindi non vanno ad “appiattirsi” con un matrimonio uguale a quello di chiunque altro.

Per esempio, un matrimonio che ho trovato estremamente rock è stato quello in cui gli sposi hanno domandato agli invitati di portarsi il pranzo da casa.
Non volevano escludere nessuno ma non avevano abbastanza budget. Quindi hanno affittato una location, hanno offerto la torta, lo spumante per il brindisi e la confettata… e ogni invitato ha portato qualcosa da mangiare e lo si è messo in comune.
E’ venuta una festa meravigliosa. E molto, molto rock. Anche se, in questo caso, la musica rock non c’entrava proprio niente.

Ma chissà quanto costa fare un matrimonio rock!

Errore.
Grossissimo errore.

Intanto bisogna dire che, in generale, per fare un bel matrimonio non è necessario spendere chissà che cifra.
Ovviamente ci sono dei costi, non è come uscire una domenica e andare in pizzeria con gli amici. Ma volendo, anche sì.
E’ questo il bello del matrimonio rock: vuoi fare una cosa strana? Con me puoi farla. I voglio rendere gli sposi liberi di fare quello che davvero hanno in testa e nel cuore, a prescindere da quello che “si usa fare”.
E se loro vogliono fare il ricevimento al McDonald… lo facciamo! E, in questo caso, ovviamente costerà poco.

Ma comunque, per dare una risposta meno “estremista”, posso dire che, nel mio caso, il costo della wedding planner incide in modo relativo.
Infatti io lavoro a budget. Gli sposi mi dicono qual è il loro tetto massimo di spesa, io applico la mia percentuale e, una volta tolta dal budget, con quello che rimane organizzo il matrimonio.
Quindi, di fatto, la wedding planner rimane una delle voci di spesa interne a quello stesso budget. Nessun costo aggiuntivo.

Ma quindi… nel vostro sogno più folle, voi come lo fareste il vostro matrimonio?

Matrimonio con la rock wedding planner
 Ph. by Emanuele Bellotti

Wedding Planner: drago o sirena?

Wedding Planner: drago o sirena?

Questa settimana ho pubblicato l’ultimo episodio del mio podcast “Chi ha paura della wedding planner”. E, tirando un po’ le somme di quanto raccontato in dodici episodi, ho posto la domanda: “Wedding planner: drago o sirena?”.

Argomenti e scopo del podcast

Ho toccato molti punti “caldi” riguardo l’organizzazione del matrimonio, quali, ad esempio, la differenza fra i vari tipi di cerimonie.
Avrei avuto moltissimi altri argomenti da trattare, come la timeline, le bomboniere, gli abiti da sposa e (soprattutto) da sposo, l’auto, ecc…

Ma lo scopo di questo podcast era fornirvi uno strumento per capire megliowedding planner tutto quello che sta dietro all’organizzazione di un matrimonio e valutare se, effettivamente, una wedding planner sia per voi la scelta migliore.
Perché a posteriori, dopo il matrimonio, chiunque può dirlo. Ma è anche troppo tardi. Ormai i giochi sono fatti. E, a meno che abbiate già pianificato di sposarvi più di una volta, il matrimonio è una delle pochissime situazioni in cui non potete imparare dai vostri errori.

Quindi, alla fine, chi è la wedding planner? Questa figura mitologica che alcuni vedono come un drago sputafuoco e altri invece come una sirena ammaliatrice?

Chi è la wedding planner? Un drago o una sirena?

La wedding planner è tante cose e può essere considerata drago o sirena a seconda dei punti di vista.

Generalmente è drago prima di assumerla.
Perchè le coppie pensano che sia costosa, che non serva a niente, che crei solo impiccio. Che le stesse cose che fa lei le possono fare loro stessi oppure gli amici o i parenti stretti.

E diventa sirena dopo averla assunta e dopo aver fatto il matrimonio con lei.
Perchè a quel punto è chiaro che la spesa è stata un investimento e non un costo. E la coppia capisce il valore della propria serenità durante il giorno del matrimonio.

Ma di fatto… chi è la wedding planner?

sirenaE’ semplicemente una persona che per lavoro fa tutto quello che voi fareste dopo le 8 o 10 ore del vostro lavoro quotidiano. E quindi vi evita lo stress di sedervi (di nuovo) a pc alla sera dopo cena, con gli occhi gonfi, per spulciare internet alla ricerca dei fornitori.
Fornitori che, tutto sommato, non potrete mai sapere davvero come lavorano finché non faranno il vostro matrimonio. Con tutte le conseguenze del caso.

E’ una persona che passa il suo tempo a fare ricerche per voi, per realizzare i vostri desideri e sogni riguardanti il vostro matrimonio. Perchè possiate regalarvi un ricordo indelebile ed emozionante di quei momenti.

E’ una persona che quel giorno sarà presente per fare in modo che sia tutto in ordine, tutto perfetto e che tutto fili liscio e senza intoppi.
O meglio… che voi non vi accorgiate degli intoppi e che tutto, per voi, prosegua in modo sereno e tranquillo.

wedding planner: drago o sirena?

E’ la persona che controllerà che i testimoni arrivino in orario, che i libretti siano distribuiti sulle panche, che il fiorista abbia terminato gli allestimenti per quando voi arriverete… e se vi sembrano cose ovvie, dovreste sentire i miei racconti di tutto quello che ho visto capitare ai matrimoni!
Magari un giorno ci scriverò un libro.

Ma perchè proprio una wedding planner?

L’obiezione più frequente è che le stesse cose possono farle gli amici. Che sono tanto bravi e tanto fidati. Mica c’è bisogno di spendere i soldi di una wedding planner.

Certo, possono farlo gli amici o i parenti.
Certo. Sono sicuramente fidatissimi.

Ma!

Vi è mai capitato che questi amici così fidati non vi dessero una risposta alla vostra proposta di fare qualcosa insieme?
Voi scrivete, dite che è un po’ che non vi vedete. Vi rispondono che sì, è un sacco. Voi proponete un aperitivo. Messaggio visualizzato, spunta blu. Ma nessuna risposta. E poi viene fuori che in quel momento non potevano rispondere e pensavano di farlo dopo, ma poi il messaggio si è perso nei meantri di WhatsApp e quindi…. scusa, mi dispiace un sacco, riorganizziamo per un’altra volta, ti va?

O vi è mai capitato che l’appuntamento fosse preso, ma si presentassero in ritardo? O che si dimenticassero di avvisarvi che non potevano venire per un impegno improvviso capitato tra capo e collo?
Voi magari siete lì ad aspettare e loro non arrivano. Passano i minuti. Cinque, dieci… avranno trovato traffico. Mandate un messaggio per sapere dove siano. Non visualizzato. Va beh, staranno guidando. Quindici minuti, poi venti. Chiamate e dopo 29 squilli… ah, sì, scusa, è successo un macello al lavoro e non sono riuscito ad avvisarti, mi sa che va per le lunghe e non riesco ad arrivare.

Per carità, sono cose che possono capitare e comunque sono tutte banalità rispetto ad un matrimonio.
Ma potete davvero permettere che capiti qualcosa di simile il giorno delle vostre nozze?

Se volete assumervi il rischio e vivere comunque tranquilli, nessun problema.

Ma se non volete assumervi il rischio oppure non pensate che vivreste sereni… fatevi due conti.

Andate a riascoltarvi tutti gli episodi del mio podcast, rileggetevi gli articoli di questo blog, prendete appunti e valutate molto attentamente qual è il prezzo per la vostra tranquillità e la vostra serenità durante quel giorno.

Poi contattatemi per una prima consulenza gratuita e per un preventivo senza impegno. Così potete togliervi ogni dubbio.

Rock Wedding Planner

Fotografo e videomaker

Fotografo e videomaker

 

Fotografo
Ph. by Lisanto

Nel corso del tempo ho notato che gli sposi hanno la tendenza a  sottovalutare le figure di fotografo e videomaker.
Li scelgono sempre tra gli ultimi fornitori, dopo aver deciso a proposito di location, catering, abiti, bomboniere, partecipazioni, fiori, eccetera.

Ma fotografo e videomaker non sono affatto fornitori di seconda scelta, anzi. Sono molto importanti.

Tuttavia spesso gli sposi preferiscono valutare opzioni alternative ad un fotografo o videomaker professionista.

Alternative valutate dagli sposi

Se gli sposi hanno un budget limitato, sono portati a pensare ad una delle seguenti soluzioni:

  1. Domandare a “quell’invitato” appassionato di fotografia (o addirittura fotografo professionista) se fa il servizio.
  2. Incaricare un amico che non avrebbero invitato al matrimonio, di fare il servizio. Così si prendono due piccioni con una fava: si risparmia sul fotografo e si può avere un amico in più.
  3. Chiedere agli invitati di fare foto con i cellulari o con le fotocamere (una volta si usavano le macchinette usa e getta) e poi caricarle su una cloud o un sito appositamente creato.

Di per sé, potrebbero potenzialmente essere tutte opzioni valide. Soprattutto se si sta cercando di fare un matrimonio davvero low cost.
Ma vorrei farvi notare alcuni punti deboli che, a parer mio, sono importanti.

Obiezioni alle alternative valutate dagli sposi

Le idee alternative per avere un fotografo o un videomaker a costo (quasi) zero presentano delle problematiche… morali, innanzi tutto.

  1. Sul fatto di chiedere a qualche invitato fotografo o appassionato di fotografia di fare il servizio… Sì, probabilmente verrebbero anche delle foto belle.
    Ma poi? Gli si chiede anche di post produrle? Potrebbe farlo come regalo di nozze, certo. Però considerate anche che lui (o lei) quella festa di nozze non se la godrà per niente. Perché sarà impegnato a fare foto, che – visto che è il regalo di nozze – devono essere fatte molto bene.
    Inoltre gli si chiede di alzarsi all’alba (il fotografo inizia a scattare già prima della cerimonia, a casa degli sposi mentre si preparano) e rimanere per forza fino alla fine di tutta la festa.
    In generale, per quanto l’invitato in questione sia disponibile, non è il massimo della cortesia nei suoi riguardi.

    Fotografo amico
    Ph. by Uyen Nguyen
  2. Prendere un amico (o conoscente) fotografo o appassionato di foto, che si sarebbe escluso dal ricevimento per ragioni di budget… non è molto cortese. E comunque cosa si fa con l’eventuale accompagnatore o accompagnatrice? Se questo ha famiglia, si invita solo lui/lei? E poi gli si chiede pure di farlo gratis o di fare un prezzo davvero basico?
    Direi che non è molto elegante. Anche se si è in estrema confidenza, non è proprio il caso.

    Fotografo amico
    Ph. by Benjamin Combs
  3. Chiedere agli invitati di fare foto con il cellulare e poi caricarle su una cloud o un sito, si può fare. Ma difficilmente verranno foto e filmati davvero belli. Forse su cento foto se ne possono salvare dieci. Anche perché bisogna considerare che la bellezza delle foto è inversamente proporzionale al tasso alcolemico, quindi più la festa va avanti, più peggiora la qualità delle foto.
    E’ una soluzione che userei solo in aggiunta ad un fotografo professionista: questo solo per la cerimonia e poi per il ricevimento si chiedono le foto agli ospiti. Così si è almeno sicuri di avere una base certa.

    Fotografi con cellulare
    Ph. by Gabriel

Il mio consiglio per scegliere fotografo e videomaker

Per il tipo di fotografo o di videomaker, io vi consiglio qualcuno specializzato nei servizi per i matrimoni.

Ci sono moltissimi fotografi bravi, ma magari hanno altri ambiti di lavoro.
C’è chi si occupa di ritratti in studio. C’è chi è specializzato in foto di cosplayer, quindi soggetti che devono sembrare autentici ma è palese che non lo siano e quindi il carico emotivo delle foto è molto diverso. Ci sono anche fotografi o videomaker che fanno servizi per conferenze, meeting aziendali o simili.

Videomaker
Ph. by Kal Visuals

Sono sicuramente tutti molto bravi nel loro specifico settore, ma nei matrimoni deve trasparire l’emozione.
E soprattutto non si possono rifare le foto.
Cioè, in alcuni casi sì, quando si fanno le foto ai soli sposi, mettendoli in posa. Ma sono davvero poche foto. Quelle con il carico emozionale maggiore sono quelle spontanee e lì… è buona la prima. Non ci sono seconde possibilità. O scatti in quel momento, oppure perdi l’attimo.

Un fotografo specializzato in matrimoni è pronto e sa come comportarsi in queste circostanze e coglie gli istanti quando accadono.

Quindi il consiglio è quello di valutare bene a chi vi affidate.
E riservate una buona quota del budget a fotografo e videomaker, perché fra vent’anni, quando riguarderete le foto, vorrete vedere delle immagini belle, che vi riportino all’emozione di quel giorno.

Matrimonio con rito civile

Matrimonio civile

Come anticipato nel mio ultimo articolo, in Italia esistono vari tipi di cerimonie di matrimonio; oggi vorrei approfondire il tema del matrimonio celebrato con il solo rito civile.
Alcuni dei punti che toccherò (per esempio la richiesta di pubblicazioni) riguardano anche il matrimonio concordatario, ma ho deciso di trattarli direttamente qui per maggiore completezza e comodità.

Le pubblicazioni di matrimonio

La richiesta di pubblicazioni va fatta presso l’Ufficio Matrimoni del Comune di residenza di almeno uno dei due fidanzati, portando il proprio documento d’identità in originale e in fotocopia.

Può essere fatta anche solo da uno dei due sposi, purché abbia una delega dell’altro, unitamente ad una copia del documento d’identità.

E, addirittura, può farla anche una terza persona!
Sempre con delega dei futuri sposi (in questo caso di entrambi) e con le copie dei rispettivi documenti d’identità.

La richiesta di pubblicazioni ha un costo di € 16,52, a cui si aggiungono € 16 per ogni Comune “coinvolto”.

Facciamo un esempio con Milano.

  • Se entrambi gli sposi risiedono a Milano e si sposano a Milano, la pratica costerà € 16,52. Facile, semplice, lineare.
  • Se gli sposi risiedono in due Comuni differenti e, quindi, uno a Milano e uno in un diverso Comune, il costo sarà di € 32,52, cioè € 16,52 a cui vanno aggiunti altri € 16.
  • Se poi la cerimonia si svolge in un altro Comune, al costo delle pubblicazioni occorre aggiungere altri 16 euro ancora.

L’importo va pagato in contanti direttamente all’Ufficiale di Stato Civile, al momento della presentazione della richiesta di pubblicazioni.
Attenzione a non portare voi le marche da bollo, perché gli uffici non le accettano: l’assolvimento dell’imposta avviene in modo virtuale e quindi non servono le marche cartacee.

Le pubblicazioni devono rimanere affisse per 8 giorni consecutivi presso i Comuni di residenza degli sposi, all’interno dell’Albo Pretorio. Oggi questo si trova anche online, quindi le pubblicazioni, di fatto, risultano anche sui siti internet dei Comuni di residenza dei fidanzati.

All’esito, il Comune rilascia il certificato di avvenuta pubblicazione, che ha una validità di 180 giorni. Questo significa che il matrimonio dev’essere celebrato entro questo termine. Che di fatto sono 6 mesi.

La cerimonia di matrimonio con rito civile

Una volta ottenuto il certificato di avvenuta pubblicazione, la coppia deve prendere un appuntamento in Comune, sempre presso l’Ufficio Matrimoni, per prenotare la data delle nozze.

La cerimonia di matrimonio con rito civile può essere gratuita o può avere dei costi, che comunque sono minimi e accessibili a tutti.
I costi sono dovuti a diversi fattori che variano a seconda:

  1. che almeno uno degli sposi sia residente nel Comune dove avviene la celebrazione del matrimonio;
  2. che gli sposi siano cittadini italiani o stranieri dell’UE o extra UE;
  3. dal giorno e dall’orario in cui gli sposi vogliano celebrare il matrimonio;
  4. che gli sposi vogliano celebrare le nozze nel luogo preposto dal Comune o presso una location (pur sempre autorizzata dal Comune, ma diversa rispetto ai luoghi messi a disposizione dall’Amministrazione Comunale).

Il matrimonio può essere anche celebrato da una persona “vicina” alla coppia, purché sia cittadino italiano, maggiorenne, abbia tutti i diritti civili e politici e NON sia un parente di primo grado degli sposi.
In questo caso è sufficiente fare richiesta in Comune almeno 30 giorni prima del matrimonio e si viene delegati dal sindaco.

Sembra tutto abbastanza semplice, cosa ne dite?

matrimonio rito civile
Ph. by Nick Karvounis

Chi ha paura della wedding planner?

Chi ha paura della wedding planner?

Questo sarà il titolo del mio podcast. Ovviamente è provocatorio e nasce dal fatto che ogni tanto, davvero, mi domando se le persone non abbiano paura della wedding planner.

In che senso la gente ha “paura” della wedding planner

Un giorno notai che le persone avevano la tendenza a fare una sorta di saltino indietro appena sentivano “wedding planner”. Pensando di essere paranoica, accantonai il pensiero.

Poi, ad una fiera degli sposi a cui ero andata come visitatrice, mi capitò nuovamente: le persone a cui stringevo la mano, sembravano lasciarla subito, quasi scottasse, appena sentivano la mia professione.

A quel punto volevo davvero capire se ero io ad avere le visioni, oppure se era effettivamente così.

Quindi chiesi ad una mia amica di accompagnarmi ad una fiera e le domandai di fare caso alla reazione delle persone, senza specificare meglio cosa intendessi. E questa amica confermò la mia percezione.

Per questo motivo ho iniziato a domandarmi: “Ma non sarà che la gente ha paura della wedding planner?”

Il podcast

Innanzi tutto partiamo da dire cosa sia un podcast.

Molto semplicemente, è una trasmissione audio che può essere ascoltata online. Un po’ come le “rubriche” delle radio, dove c’è lo speaker che parla di un argomento. In quel caso la trasmissione è intervallata dalle canzoni, mentre nel caso del podcast non lo è. Ma il funzionamento è più o meno lo stesso.

I podcast possono essere sui più svariati argomenti. Materie tecniche, crescita personale, marketing, psicologia… e tantissimi altri.
Tra i professionisti che conosco e che seguo, ci sono Giulio Colnaghi che si occupa di marketing automation. Matteo Neroni che tratta argomenti di psicologia. Tiziana Iozzi che parla di crescita personale al femminile.

Ma io, che di professione faccio la Rock Wedding Planner, che cosa potrei mai trasmettere su un podcast?

Il mio progetto personale

Il progetto che inizio con questo podcast si basa sulla considerazione di cui vi parlavo nel mio precedente articolo: le coppie non hanno bisogno della wedding planner. Non è una necessità.

Il problema è semplicemente che la coppia non si può permettere di fare errori. Non può imparare da quegli sbagli. O meglio, può farlo, ma è quello che causa, di solito, alcune recriminazioni tipo: “A ripensarci, forse avremmo fatto meglio a fare così invece di cosà“. Oppure: “Con il senno del poi, se tornassi indietro, mai e poi mai rifarei questo e quello“.

Quando ci si rende conto delle cose, è troppo tardi.
A posteriori, si realizza di quanto sarebbe stata utile la presenza di qualcuno con esperienza, che mettesse sull’avviso e spiegasse le cose da fare.

Questo è quello che mi prefiggo con questo podcast.
Dare ai futuri sposi la consapevolezza di tutta la preparazione che il matrimonio richiede, di tutte le “insidie” e dei vari trucchetti da poter applicare.
In questo modo, gli sposi possono avere consapevolezza di cosa li attende, di come gestire la preparazione delle nozze. E possono anche decidere se davvero è il caso di avere paura della wedding planner oppure se può essere una valida alleata a cui rivolgersi.

Abbinamento podcast – canale twitch

Gli episodi del podcast saranno molto brevi, al massimo cinque minuti l’uno. Perché gli argomenti sono talmente vasti che si ci sarebbe da parlare per ore. Quindi il podcast serve per dare le indicazioni principali.

Come fare per approfondire?

Basta iscriversi gratuitamente al mio canale twitch.
Che ovviamente adesso è vuoto perchè le trasmissioni inizieranno settimana prossima, subito dopo l’uscita del podcast.

Il canale twitch è una via di mezzo tra le dirette Facebook e il canale YouTube. Io vado in diretta, le persone collegate possono farmi domande a cui rispondo direttamente e poi il video rimane sul canale e può essere rivisto anche in un secondo momento.

Il podcast andrà in onda la prima e la terza domenica di ogni mese.
Sul canale twitch sarò presente ogni mercoledì e riproporrò l’argomento del podcast appena pubblicato, approfondendolo e rispondendo alle domande.

Quindi saranno due trasmissioni twitch per ogni episodio del podcast.

E non escludo, un domani, di aprire una stanza in Club House.
Adesso non lo faccio perché non mi piace che sia esclusivo appannaggio di chi ha IPhone. Io sono sempre per l’inclusività, credo che certe conoscenze debbano essere a disposizione di tutti. Ma un domani, quando sarà disponibile anche per Android, potrebbe essere una possibilità.

Intanto inizio con podcast e twitch.
Iniziate a seguirmi su questi. Poi vedremo cosa ci riserverà il futuro.

chi ha paura della wedding planner?

Il costo della wedding planner

Il costo della Wedding Planner

Quando una coppia decide di convolare a giuste nozze, è inevitabile che inizi a farsi due conti in tasca. E la prima cosa che si pensa di dover eliminare per risparmiare è proprio l’organizzatrice di matrimoni.
Ma alla fine… qual è il vero costo della Wedding Planner??

 La necessità della wedding planner

Diciamoci la verità: la wedding planner non è necessaria.
Non c’è un vero BISOGNO di questa figura professionale. Da che mondo è mondo, le coppie si sono sempre organizzate il matrimonio da sole ed è sempre andata benissimo. Quindi… perché cambiare?

La prima obiezione che mi viene in mente è che se Henry Ford avesse ragionato nello stesso modo, oggi noi gireremmo ancora con carrozze e cavalli.

Certo, questo non significa che allora la wedding planner sia una necessità.
Però se chiedete alle coppie già sposate di raccontarvi come hanno organizzato il loro matrimonio, quasi tutte diranno che, con il senno di poi, avrebbero avuto bisogno di una mano per gestire le cose.
Per fare più in fretta, potete guardare la rubrica di YouTube dove intervisto coppie sposate. Verificherete rapidamente la circostanza.

Tutti gli sposi che ho intervistato, senza esclusione, hanno detto che è normale fare errori, perché “non ci sposiamo tutti i giorni“.
E sono perfettamente d’accordo. Ma il punto è proprio questo.
Il matrimonio è uno dei rarissimi casi (forse l’unico) in cui non potete imparare dai vostri errori. Perché quando avete realizzato di aver sbagliato, ormai è troppo tardi e, a meno che abbiate già preventivato di sposarvi più di una volta, non potrete più correggervi.
Quindi forse è meglio affidarsi a un professionista – il/la wedding planner – che, praticamente, è come se si sposasse tutti i giorni.

Sfatiamo i falsi miti

Ho già affrontato questo tema in un altro articolo di questo blog, ma da una prospettiva leggermente diversa. Pertanto qui vorrei analizzare i falsi miti e le leggende metropolitane secondo le quali la wedding planner è da evitare.

1) La wedding planner costa tanto.
Falso.

Certo, se dicendo “wedding planner” pensi ad Enzo Miccio, ovvio che sì, costa tanto. Ma qui parliamo di professionisti normali.
Fare un ragionamento del genere sarebbe come dire che comprare dei una torta di cioccolato costa tanto perché pensi a Knam. Grazie tante.

Per quanto mi riguarda, io lavoro a percentuale sul budget.
Questo significa che gli sposi mi dicono qual è la cifra massima che vogliono spendere, in totale, per il loro matrimonio. Io generalmente tolgo un 5-7% per le spese impreviste e da questo risultato calcolo la percentuale di mia spettanza. Con quello che rimane, organizzo il matrimonio e faccio in modo che tutte le spese restino dentro al tetto massimo fissato dagli sposi.

E’ chiaro che tutto deve rientrare nei limiti della ragionevolezza. Il budget deve essere commisurato al tipo di matrimonio che gli sposi vogliono fare. Perché se vogliono un matrimonio con anche la banda e la parata militare e vogliono spendere 5.000 euro… forse è poco realistico.
Ma è questo il motivo per cui esiste il progetto creativo.

2) La wedding planner è il costo che ti fa sforare il budget.
Falso.

La wedding planner è il costo che ti permette di restare dentro al tuo budget, comprese le sue spettanze. Perché tu non sai esattamente quali sono tutte le cose che serviranno per il matrimonio. O magari le conosci, ma alcune sono note solo a chi se ne occupa professionalmente. Quindi, agendo da solo, potresti trovarti ad affrontare spese impreviste che, quindi, ti porterebbero a spendere più del preventivato.

Inoltre, la wedding planner conosce molti più fornitori di te, quindi può trovare quello che ha un prezzo più conveniente.
Ti faccio un esempio.
Ipotizziamo che tu voglia spendere, per il ricevimento al ristorante, massimo 50 euro ad invitato.
Cerchi su internet, chiedi ad amici e parenti, vai a vedere dei posti e ne trovi uno che ti piace che costa 50 euro a testa. Ottimo. Ti fermi lì.
Ma magari, se andassi avanti a cercare, ne troveresti uno più conveniente. Solo che non lo fai, perché non passi il tempo solo a cercare ristoranti, hai anche la tua vita, il tuo lavoro, ecc… e per te tu hai trovato quello che ti serviva.
Invece la wedding planner, che nella vita fa solo quello, può andare oltre e trovarti un posto che ti vada bene e che costa magari 40 euro a testa. E quindi ti fa risparmiare.

Ora, se questo ragionamento lo applichi a tutti i fornitori, puoi capire bene che non solo salta fuori il compenso della wedding planner, ma anche qualcosa di più.

3) La wedding planner basta anche solo per trovare i fornitori.
Falso.

Il giorno del matrimonio può succedere di tutto.
Ho visto spose a cui si è rotta la macchina nel tragitto chiesa-ristorante (circa 50 km di distanza). E anche uno sposo restare bloccato nell’ascensore. Ho visto testimoni dimenticarsi le fedi e l’atelier consegnare l’abito sbagliato. Ho visto il ristorante aprire il buffet di dolci prima che gli sposi facessero il taglio della torta.

Insomma, ne ho viste di tutti i colori.
Gli imprevisti ci sono, capitano. Ma non sono gli sposi che devono pensare a come risolverli. Loro devono solo godersi la loro giornata con serenità. E quindi è necessario che ci sia una persona delegata a risolvere i pasticci che possono capitare. E tranquilli, la Legge di Murphy colpisce anche nel giorno delle nozze.

Ma non ci può pensare un amico? O un parente?

Certo. Ma sei sicuro al 100% che quell’amico o parente non sgarrerà di una virgola? E’ uno che non è mai, mai, mai arrivato tardi ad un vostro appuntamento (per fare un esempio banale)?
Bene, se sei sicuro, se sei assolutamente sicuro sopra ogni altra cosa che saprà gestire alla perfezione il giorno più importante della tua vita, allora ok, fallo fare all’amico. O parente.

In conclusione…

Fidatevi.
Andate a chiedere ai vostri amici che si sono già sposati se loro, alla fine, non hanno avuto più spese di quante pensassero inizialmente.
E chiedetegli se, con il senno del poi, non prenderebbero una wedding planner.

E vediamo cosa vi rispondono.

qual è il costo della wedding planner?
Ph. by Dmitry Demidko

restituzione caparra causa covid

Cambio di data causa Covid: che fine fa la caparra?

Ieri sera ero a cena con un’amica avvocato e parlavamo della situazione relativa agli spostamenti dei matrimoni a causa della pandemia.
In particolare ci siamo confrontate sulla questione della restituzione delle caparre già versate alle location.

La caparra già versata, che fine fa?

La situazione sembrerebbe di facile risoluzione, perchè si tratta, apparentemente, di un “caso di scuola”.

Secondo l’art, 1463 Cod. Civ., infatti, “Nei contratti con prestazioni corrispettive, la parte liberata per la sopravvenuta impossibilità della prestazione dovuta non può chiedere la controprestazione, e deve restituire quella che abbia già ricevuta, secondo le norme relative alla ripetizione dell’indebito“.

Che, tradotto in italiano, significa che se i contraenti volevano adempiere ma è successo qualcosa, indipendente dalla loro volontà, che ha fatto sì che la prestazione non potesse essere eseguita, allora il contratto si risolve (= si estingue). E se è stata pagata una caparra, va restituita.

La norma si spiega considerando che nei contratti a prestazioni corrispettive ciascuna prestazione trova giustificazione nella prestazione della controparte: quindi, se una di esse viene meno, viene meno anche la causa che giustifica la controprestazione.

Perciò, apparentemente la caparra andrebbe restituita.

Ma io ho dei dubbi in merito.

Perchè in realtà in questo caso la prestazione della location può essere eseguita. Solo non è stato possibile eseguirla nel momento previsto, per causa di forza maggiore (il covid). Ma del resto, nemmeno il matrimonio ha potuto essere celebrato.

Diverso sarebbe nella circostanza in cui, per esempio, il ristorante crollasse e quindi non esistesse più.
In questo caso, ovviamente la prestazione diventa impossibile da eseguire e quindi il contratto si risolverebbe e la caparra dovrebbe essere restituita.
Lo stesso varrebbe anche se i titolari avessero un diverso ristorante e proponessero agli sposi di trasferire lì il ricevimento, perchè gli sposi avevano scelto proprio quella location e quindi, essendo crollata, viene meno la causa della loro prestazione.

Il Sole 24ore, in risposta ad un quesito posto da una coppia, che potete leggere a questo link, sostiene la tesi iniziale, cioè che il contratto può essere risolto con restituzione della caparra.

La questione, quindi, è abbastanza controversa e ci sono vari fattori da considerare.
Soprattutto vanno vagliate le varie disposizioni regionali, va considerato se la data inizialmente scelta per il matrimonio era in periodo di pieno divieto di matrimonio, va valutata l’effettiva disponibilità della location ad eseguire la prestazione…
Ricordiamo sempre che la legge è interpretabile.

Quindi? Qual è il consiglio?
Consultate un avvocato, prima di accettare delle nuove condizioni che non vi soddisfano appieno.
Può essere che la risposta vi sorprenda.

restituzione della caparra
Ph. by Tingey Injury Law Firm

Quanto costa una wedding planner

Ma quanto mi costi??

ma quanto mi costi?

Vi ricordate la pubblicità della Telecom (o si chiamava ancora Sip?) della ragazza che telefonava al fidanzato e diceva “Ma mi ami? E quanto mi ami? Ma mi pensi? Ma quanto mi pensi?” e poi interveniva il la madre con un esasperato “Ma quanto mi costi??” perchè la chiamata era in teleselezione.

Bene, non so se siate nella fascia di età di chi può ricordarselo, ma lo spot finiva con la ragazza che spiegava che con la Sip (ho controllato, confermo che era Sip) la teleselezione costava come la tariffa urbana.

Ecco, con la wedding planner potremmo più o meno fare lo stesso discorso.

E’ ovvio che i costi ci sono. Ma vi posso garantire che un matrimonio fai-da-te (no Alpitur, per restare sempre in tema con le pubblicità Anni Ottanta) non viene a costare meno.
Per vari motivi.
Partiamo dai motivi strettamente economici:

  1. Le wedding planner hanno generalmente dei fornitori di fiducia, che offrono dei prezzi agevolati.
  2. Per quanto i fidanzati possano passare tempo a cercare i fornitori, non ne potranno mai visionare tanti quanti ne conosce una wedding planner, che quindi saprà dove meglio indirizzarsi per ottenere il miglior rapporto qualità-prezzo, in linea con quello che desiderano gli sposi.
  3. Fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio. Se non si fa firmare un contratto preciso ai fornitori, si rischia di non avere quanto pattuito. Le wedding planner lo fanno anche con i fornitori con cui collaborano abitualmente, per non correre rischi di nessun tipo. Che poi ci può essere quello che tenta comunque il colpo gobbo, anche se c’è un contratto, ma almeno si viene tutelati dalla legge. Se gli sposi, nel matrimonio fai-da-te, si accontentano di una stretta di mano di qualcuno che non conoscono, il rischio è decisamente elevato.

Poi ci sono da considerare i motivi “morali”, per così dire.
Tutte quegli inconvenienti che possono accadere (e accadono, diciamoci la verità, perchè non va MAI tutto liscio) e che possono rovinare la festa, pur senza cagionare un danno economico.

Un esempio su tutti?

Facciamo conto che la macchina degli sposi improvvisamente non si metta più in moto mentre la coppia è in chiesa a celebrare il matrimonio.
Se c’è una wedding planner, l’autista si rivolge a lei e nel tempo della cerimonia si trova una soluzione, in modo che quando gli sposi escono abbiamo comunque un mezzo di trasporto.
Se la wedding planner non c’è… beh, gli sposi scopriranno il guasto all’uscita dalla chiesa e dovranno occuparsi loro (o chi per loro) solo allora di risolvere il problema. Facendo slittare tutto e facendo inevitabilmente arrivare tardi al ricevimento.

Potrei citare decine di questi esempi.
La verità è che avere qualcuno che faccia in modo che la giornata fili liscia (alla percezione degli sposi, perchè ripeto, non fila MAI tutto liscio, ma l’importante è che… the show must go on) è impagabile.

Io posso anche giurarvi sui Beatles che i prezzi delle wedding planner non sono così esorbitanti come credete, ma la verità è che finchè non chiedete un preventivo e non prenotate una consulenza, non potrete mai verificarlo voi stessi.

Poi certo che se interpellate Enzo Miccio allora magari costicchia un pelo di più…