Matrimonio in vigna

Matrimonio in vigna

La pandemia ha cambiato completamente la nostra vita e gli schemi che esistevano prima del 2020 oggi non valgono più.
Le persone si sono abituate a pensare in modo differente, a fare le cose approcciandole da un altro punto di vista, a tenere meno in considerazione i “format” mentali che una volta sembravano irrinunciabili.

I matrimoni non fanno eccezione.
Con tutte le nuove regole, i divieti, le limitazioni… o si pensa in modo alternativo, oppure si rinuncia a sposarsi.
Molti hanno deciso di adottare la seconda opzione. Io sono ancora tra i sognatori che credono che le cose, con un po’ di fantasia e di volontà, si possano fare. E fare bene.

Quindi oggi, in questo articolo, voglio parlarvi di un tipo di matrimonio “alternativo“: il matrimonio in vigna.

Da dove nasce l’idea

Matrimonio in vigna - panoramaErano un po’ di anni che ci pensavo e ripensavo. Alcune società che si occupano di organizzazione di eventi, fanno regolarmente le cene in vigna. Sono serate molto belle, dove i commensali sono tutti seduti a lunghi tavoli posizionati tra i filari di qualche vigna. E sono molto suggestive, con tutte le lucine appese, le tovaglie bianche che riflettono la luce e quest’aria frizzante di festa.

E io mi sono sempre domandata: ma perchè nn farci un matrimonio, invece di una semplice cena?
Quindi ho provato per parecchio tempo a trovare una location adatta.

Ma – benché in questo periodo tanti sembrino non rendersene conto – un matrimonio non è come una semplice cena. Le dinamiche sono ben diverse, il mood degli invitati è diverso e diversi sono i numeri delle persone presenti.
Poi ci sono gli spostamenti, perchè in un matrimonio non si è tutti fermi, seduti a tavola per due o tre ore. Intanto si parla, come minimo, di quattro o cinque ore. E poi ci si muove in massa da un ambiente all’altro per fare aperitivo, pranzo/cena e taglio della torta. E poi c’è la festa con i balli a chiusura.

E quindi nessuna location mi dava la disponibilità per il timore (oggettivamente giustificato) che lo spostamento delle persone, la vivacità dell’evento e il grado alcolico, potessero causare danni alle vigne.

Finchè poi ho incontrato Paolo Nenci.

Il matrimonio in vigna Nenci

Ho conosciuto Paolo Nenci ad un evento di fine settembre 2020 a Milano. In quel periodo di zona franca in cui si potevano fare eventi all’aperto, prima che richiudessero di nuovo tutto.

Ho scoperto, parlando con lui, che proprio quell’estate, per far fronte al periodo poco favorevole, si era inventato le serate di “musica in vigna“.
Musica in vignaSi trattava (e si tratta ancora, perchè da qualche settimana ha iniziato a riproporlo anche per il 2021) di serate organizzate in uno dei campi della sua azienda agricola, tra le vigne e gli ulivi.
Completamente all’aperto, con distanze ben maggiori di quelle richieste per legge.
Arredi rustici, in linea con la location, con tavoli fatti di pancali e sedute ricavate da balle di fieno imbottite con cuscini. E le lucine appese tra i rami degli alberi.
Il vino è ovviamente marcato Nenci e il cibo è fornito da professionisti dello street food. Una combinazione pazzesca.
E poi, ovviamente la musica. Con artisti diversi per ogni serata.

Quindi abbiamo deciso di parlarne, di confrontarci per creare un matrimonio bello, divertente, che rispecchiasse lo stile della location. Ma allo stesso tempo non il “classico” e ormai inflazionato matrimonio boho-chic. Qui non c’è lo chic, c’è solo il boho.

Il matrimonio in vigna… ma rock

Proprio qui sta la differenza.
Non si vuole fare un matrimonio tradizionale in una location particolare.
Non si vuole fare il matrimonio “agreste”, ma che alla fine è uguale a tanti altri.

Matrimonio in vigna NenciCon il matrimonio in vigna si vuole creare un’occasione di aggregazione, dove nessun amico o parente resta escluso, dove si fa una vera festa inclusiva, che prende la dimensione di una festa di paese.
Avete presente il primo film di don Camillo, quello con Fernandel e Gino Cervi? Che alla fine fanno il matrimonio dei due ragazzi e festeggiano per le vie del paese, con la giostra dei cavalli e il tiro a segno?
Ecco, l’idea è più o meno quella.

A seconda del budget, ce la si può “rischiare” per via del meteo.
Un “piano B” è previsto, ma per un numero ristretto di persone. Quindi se si ha un budget limitato, necessariamente anche gli invitati dovranno essere ridotti. In questo caso non per via dei costi proibitivi della location, ma proprio per il fattore meteorologico.
Se invece il budget lo consente, si può pensare ad una tensostruttura che quindi diventerebbe il piano di emergenza in caso di pioggia. Con magari una pavimentazione per poter fare, eventualmente, da pista da ballo.

Cosa ne dite?
Vi piacerebbe un matrimonio del genere?

Tenuta Nenci dall'alto

I fornitori del matrimonio

I fornitori del matrimonio

Esistono tantissimi fornitori del matrimonio, le più svariate figure professionali che, in un modo o nell’altro, gravitano intorno al giorno delle nozze.

Fin’ora, nei miei vari articoli, ho parlato dei principali: ristorante, location, abito, catering, stationery, fotografo, eccetera.
In questo articolo, invece, vorrei porre l’accento su alcune figure che potrebbero sembrare “residuali”, ma che sono in realtà molto molto importanti.

Il fiorista (o floral designer)

Il fiorista è un fornitore fondamentale del matrimonio, perché non crea solo le decorazioni floreali, ma si occupa, in generale, di tutti gli allestimenti.

Altri fornitori - floral designer
Matrimonio da bikers – foto e allestimento di Marco Berton

Per questo motivo vi do subito un consiglio, diretto e molto esplicito: andate da un professionista che non faccia semplicemente il fiorista, ma che sia un “floral designer”. Perché quest’ultimo ha competenze che vanno ben al di là del semplice assemblaggio di un bouquet o della creazione di una bottoniera. Ha una visione di insieme e vi aiuterà a creare l’atmosfera intorno al matrimonio.

Inoltre con i fiori si possono creare delle illusioni ottiche pazzesche e si possono far sembrare gli ambienti più o meno grandi, più o meno luminosi, a seconda delle composizioni che si creano.

Quindi il fiorista (chiamiamolo così per semplicità) ha un grande e importante compito: far sentire bene le persone nell’ambiente in cui si troveranno a festeggiare il matrimonio.

Il parrucchiere (o hair stylist)

Il parrucchiere deve saperci fare.
Deve saper acconciare bene i capelli, perché la pettinatura non è solo mettere due mollette e qualche fiore.
E’ un modo per far emergere la personalità della sposa, esattamente come l’abito: deve essere coerente con il suo carattere e il suo modo di essere.

E bisogna anche sapere come correggere qualche piccolo difetto estetico che la sposa potrebbe avere, come le orecchie un po’ troppo pronunciate (è quello più frequente).

Fornitori del matrimonio - hair stylist
Acconciature di Guido Giganti

Quindi cosa facciamo? Rinunciamo al sogno di fare un raccolto o semi-raccolto solo per questo motivo?
Ma assolutamente no!
Si dovranno usare degli accorgimenti particolari, ma un professionista serio sa come accontentare la sposa,  pur mascherando i suoi punti deboli e consigliandola per il meglio.

 

 

In questo caso il consiglio è quello di fare prima delle prove di acconciatura.
E fatevi fare delle fotografie delle pettinature fatte in prova, a scanso di equivoci. Cioè… andate a fare la prova, al termine vi guardate negli specchi e chiedete alla parrucchiera di farvi una foto di quanto appena fatto.

Il motivo è molto semplice.
Mi è capitato di sentire di spose (non mie) che hanno insistito per andare dal parrucchiere da cui sono sempre andate, perché “mi conosce da una vita e sa come sono io“, hanno fatto una prova e poi il giorno del matrimonio sono state pettinate in un altro modo. E, alle rimostranze della sposa, la risposta della parrucchiera è stata: “Ma tanto stai bene lo stesso“.
Direi che non ci siamo.
Quindi fate una bella foto e il giorno del matrimonio, al momento dell’acconciatura, la mostrate al parrucchiere come “pro memoria”.

La make-up artist

La make up artist deve essere una professionista del trucco.
Non basta la semplice estetista o l’amica tanto brava a truccare che segue sempre Clio Make Up.
Perché, per quanto brave possano essere (e sono sicura che lo siano davvero), esistono dei “trucchetti”, dei “tricks” che solo le make up artist esperte e che abbiano frequentato appositi corsi e accademie, conoscono.

fornitori del matrimonio - make up artist
Ph. by Apostolos Vamvouras

Parlo al femminile, ma ovviamente mi rivolgo ad entrambi i sessi.

 

Vi faccio un esempio di quello che intendo.
Se usate un trucco perlato, che luccica – e tra le spose va per la maggiore il desiderio di essere luccicosa il giorno delle nozze… sì, anche tra le spose dark, giuro – il brillantinato di questo tipo di make up contrasta con i flash della macchina fotografica.
E quindi sulle foto risulterete come se non vi foste truccate affatto. Perché le due luci si annullano tra loro.

Quindi accertatevi di essere truccate da una professionista seria.

I confetti e le bomboniere

I confetti di zucchero con la mandorla all’interno, sono una tradizione tutta italiana. Ogni bomboniera che si rispetti li ha. Ma qui casca anche l’asino. Perché se un confetto è scadente, si sente al gusto. Dai, diciamocelo… quando un confetto non è buono, sa di cartone. E’ così.

Quindi, o mettete a budget una cifra seria e fate una confettata seria, oppure evitate del tutto la confettata. Ma per favore, niente confetti scadenti. E’ il classico “scivolone” dei matrimoni.

I confetti
Ph. by Magnaduf

In realtà, se volete fare una bellissima figura, con un’alta qualità e un prezzo molto ragionevole, potete acquistate i confetti di Sulmona. Che tra l’altro sono anche quelli originali, perché il confetto così come lo conosciamo oggi è stato inventato proprio lì.
Sono molto belli e alternativi, perché vengono confezionati in vere composizioni floreali fatte proprio con i confetti. Ci sono margherite, rose, calle, viole, grappoli d’uva…

Se volete fare qualcosa di diverso, vi consiglio questo.

Le cortesie per gli ospiti

Le cortesie per gli ospiti sono dei regalini, dei pensierini che vengono dati agli invitati.

Cortesie per gli ospiti
Ph. by Sandra Grünewald

Di solito sono delle piccole borsine, che vengono consegnate al momento della cerimonia e che contengono tantissimi gadgets.
Quasi sempre, anche se siamo nell’era digitale, possiamo trovare la mappa per arrivare al ristorante o alla location. Poi spesso ci sono delle bolle di sapone, un ventaglio se fa caldo, dei fazzolettini di carta per chi si emoziona…
Nella borsina della famiglia che ha dei bambini piccoli spesso vengono inserite delle matite colorate e dei libri da colorare.

Qui il fornitore più adatto è difficile da trovare. Potete spaziare da Amazon al negozio sotto casa.

…Volete la verità?
Su questo, i miei migliori amici sono Tyger e un sito che si chiama Troppo Togo. Fateci un giro ma occhio a non comprare tutto, perchè è il classico sito dove parte l’acquisto compulsivo.

Quindi, per concludere: come fornitori del vostro matrimonio, avvaletevi di professionisti. Non lasciate nulla al caso. Perché è uno di quegli eventi che si vivono una volta sola nella vita.
E anche voler fare un matrimonio a basso costo, non significa fare le cose “alla carlona”, come direbbe mia nonna.

E per qualsiasi dubbio possiate avere, scrivetemi e prenotate una prima consulenza gratuita.

Matrimonio da bikers
MATRIMONIO DA BIKERS – Ph. by Gianfranco Roberto – Allestimenti e fiori by Marco Berton – Acconciatura by Guido Giganti – Location c/o La Pacheca di Lazise

Matrimonio con rito simbolico

Matrimonio con rito simbolico

Il matrimonio con rito simbolico in realtà non è un vero matrimonio. Nel senso che non ha valore legale.

Sotto certi aspetti si potrebbe considerare solo una sceneggiata e, per questo motivo, da alcuni non è ben visto.
In realtà è fortemente emozionale, perché sono gli sposi a decidere come vogliono che avvenga, completamente al di fuori degli schemi imposti dai classici rituali dei matrimoni civili o religiosi.

rito simbolico - storiaIn Italia la cerimonia religiosa cattolica è quella da sempre più diffusa, per ragioni prettamente culturali. E benché adesso sia un po’ in decremento, rimane ancora la più frequente. Tuttavia spesso questo non è dovuto alla reale fede degli sposi, ma a ragioni diverse, come la paura del cambiamento. O il voler assecondare i desideri della mamma o – più spesso – della nonna. O la paura del giudizio degli invitati.

Se prima era inaccettabile un altro tipo di cerimonia, a partire dagli anni Ottanta, è aumentato il numero di chi non aveva paura di dichiarare ad alta voce di volere un matrimonio non cattolico. E, con il passare del tempo, il matrimonio civile è diventato normale prassi.

MA!! In entrambe questi riti ci sono dei difetti.
Quello cattolico è ricco di  riti e simboli che possono risultare pesanti, soprattutto se non condivisi. Pur essendo molto bello e scenografico da vedere, con i fiori, l’incenso, l’organo e il tappeto rosso.
Quello in comune è più snello, pratico e anche economico (niente allestimenti). Però è completamente spersonalizzato: quindici minuti, due firme e gli articoli del Codice Civile.

Quando scegliere il rito simbolico

Sono proprio questi i casi in cui va scelto il matrimonio con rito simbolico. Per personalizzare la cerimonia.

rito simbolico - spiaggia
Ph. by Getúlio Moraes

A volte gli sposi sono alle seconde nozze, quindi vogliono qualcosa di particolarmente eccentrico, che non hanno potuto o voluto fare al primo matrimonio.
Oppure sono appassionati dei riti tribali o celtici o altri rituali particolari che non possono essere espletati durante il rito civile.
Oppure vogliono assolutamente sposarsi in una determinata location, ma questa non è autorizzata a celebrare matrimoni validi agli effetti di legge.

Come fare per avere un matrimonio valido?

Ma quindi si deve scegliere tra avere un rito simbolico e avere un matrimonio legalmente valido?

Assolutamente no!

Semplicemente la coppia si sposa prima in Comune o in chiesa, magari con un numero minimo di invitati (a volte solo i testimoni) e poi si realizza la cerimonia simbolica secondo i desideri degli sposi.

A questo punto, di solito, la domanda che mi fanno le coppie è: quali sono i possibili riti?

Esistono varie cerimonie possibili. Possono anche essere combinate tra loro. Oppure gli sposi possono decidere di crearne di nuove a partire da zero.
Ma la cosa bella della cerimonia simbolica è proprio il fatto che si può fare quello che si vuole.

Generalmente i riti più richiesti sono:

  1. Il rito della sabbia, dove gli sposi hanno ciascuno un vaso contenete della sabbia colorata e, durante le promesse, la versano in un terzo contenitore più capiente, mischiando così i colori. Ovviamente rimane scenografica se i vasi sono trasparenti.

  2. rito simbolico - luce
    Ph. by Diego Lozano

    Il rito della luce. Gli sposi hanno ciascuno una candela accesa e con queste accendono insieme una terza candela. A volte il fuoco passa addirittura dai testimoni. Cioè i testimoni hanno anch’essi una candela; la accendono con l’accendino e poi fanno accendere le candele ai rispettivi sposi. E poi, infine, viene acceso l’ultimo cero.

  3. Il legamento delle mani, in cui gli sposi si tengono le mani e il celebrante, mentre loro si scambiano le promesse, lega con un nastro le mani della coppia. Questo rito ha una forte componente religiosa, perché è un tipo di simbologia utilizzata in alcuni culti.

  4. Il rito celtico, basato su antichi rituali di questo popolo.

    In ogni caso tutti queste cerimonie sono personalizzabili a seconda delle esigenze e della volontà degli sposi. Anche la partecipazione degli invitati può essere più o meno significativa, a seconda di quello che la coppia desidera. In alcuni riti, per esempio, c’è un passaggio delle fedi tra gli ospiti, affinché ogni invitato metta la sua energia all’interno degli anelli nuziali, prima che vengano indossati dagli sposi.

    Quindi le possibilità sono davvero infinite.
    Ci sono anche delle agenzie apposite per le cerimonie simboliche, con dei celebranti preparati a tutte le tipologie di riti.

Il mio consiglio

Il mio consiglio, in questi casi, è di focalizzarvi su quello che più piace a voi. Che poi è il motivo fondamentale per cui è nato il rito simbolico.

Un cerimonia più essere bellissima, ma se il contesto non vi appartiene in modo profondo, poi risulta affettata, finta. Si percepisce che non vi calza bene addosso. Allora tanto varrebbe fare il rito cattolico o civile e non pensarci più.

Le cerimonie meglio riuscite sono quelle dove gli sposi si sentono a loro agio, perché c’è coerenza tra la loro personalità e il tipo di cerimonia.

Non fatevi spaventare dal numero di possibilità. E’ tutto bello e siamo d’accordo. Ma partite da voi, da chi siete e da cosa caratterizza le vostre personalità singole e di coppia.
E poi da lì fate la vostra scelta.

rito simbolico
Ph. by Juan Manuel Núñez Méndez

Matrimonio con rito concordatario

Matrimonio con rito concordatario

Il matrimonio con rito concordatario è il classico matrimonio celebrato in una chiesa cattolica. Consente di sposarsi in chiesa e, nello stesso tempo, di dare alla funzione effetti vincolanti anche per lo Stato italiano.
Con un’unica funzione quindi si è sposati sia per la Chiesa e sia per la legge.

Cos’è il matrimonio concordatario

Rito concordatario
Ph. by Josh Applegate

Il rito concordatario è quello celebrato davanti al ministro di culto cattolico, al quale la legge dello Stato italiano riconosce gli stessi effetti del matrimonio civile.
Questo è possibile in virtù dei Patti Lateranensi del 1929, riformati poi nel 1984 con i cosiddetti Accordi di Villa Madama).
Ma sempre a condizione che il matrimonio celebrato davanti al parroco segua le stesse prescrizioni di Legge per i matrimoni civili e purché sia trascritto nei registri di stato civile.

Questo significa che la coppia dovrà espletare tutte le pratiche richieste per il matrimonio civile ma anche presentare i documenti richiesti dalla Chiesa cattolica per soddisfare i requisiti religiosi.

Passi preparatori al matrimonio

Prima di tutto dovete andare a parlare con il parroco: con lui fisserete la data del matrimonio e sempre lui vi darà tutte le informazioni circa la documentazione da presentare.

La parrocchia, di regola, è quella di residenza di uno dei due sposi. Ciò non toglie che ci si possa sposare anche in una parrocchia diversa: in quel caso semplicemente le pratiche saranno un po’ più lunghe.

Dovrete poi seguire il corso fidanzati. Generalmente si segue presso la parrocchia dove ci si sposerà, ma non è un obbligo. Si può seguire anche in un’altra sede e addirittura in un’altra città. L’importante è che otteniate poi il certificato che attesta che l’avete completato regolarmente.
Mi è capitato spesso di coppie originarie del sud che tornavano nella città di origine per il matrimonio, ma, per ragioni di praticità, hanno seguito il corso a Milano. E’ regolare e non comporta problemi di nessun tipo.

Siccome si tratta pur sempre di un matrimonio valido anche per lo Stato, bisogna seguire le stesse prescrizioni di legge. Quindi è necessario fare richiesta di pubblicazioni in Comune, pagare i bolli e ottenere il certificato di avvenuta pubblicazione, che ha validità di 6 mesi.

Per il matrimonio cattolico è previsto, comunque, un regime di doppia pubblicazione: vanno fatte anche le pubblicazioni ecclesiastiche, ad opera del parroco. Devono essere affisse alle porte della chiesa sia dello sposo che della sposa (se diverse) per 8 giorni consecutivi comprendenti due domeniche.

Una volta espletata tutta questa burocrazia, potete tranquillamente sposarvi.

La cerimonia di rito concordatario

La cerimonia in chiesa è più complessa di quella in Comune.
Segue il rito cattolico, quindi occorrerà incaricare delle persone per leggere le letture, suonare e cantare, portare i doni all’altare al momento dell’offertorio, ecc… Sarà necessario stampare i libretti della messa e addobbare la chiesa con i fiori.
Tutte queste cose spettano a voi sposi, non vengono fatte dal parroco o da altri addetti. E’ la coppia che si deve attivare per tutto ciò che riguarda la liturgia. A meno che, chiaramente, abbia una wedding planner.

Cerimonia rito concordatario

Per gli effetti civili, è necessaria la presenza di due testimoni per parte. E’ possibile anche averne in numero maggiore, ma l’atto di matrimonio ne richiede solo due. Quindi se ce ne sono, per esempio, tre, un testimone non firmerà la copia dell’atto che viene trasmessa in Comune, ma solo quella che resta alla Chiesa.

Durante la celebrazione il parroco deve obbligatoriamente dare lettura degli articoli del codice civile riguardanti i diritti e i doveri dei coniugi.

Dopo il matrimonio il parroco compila l’atto di matrimonio in duplice originale, che deve essere sottoscritto dal parroco stesso, dagli sposi e dai testimoni. L’atto contiene le generalità complete degli sposi, l’indicazione di luogo e data della celebrazione e le generalità del celebrante. E può essere inserita anche la scelta del regime patrimoniale (comunione o separazione dei beni).
Il parroco deve trasmettere una copia di questo atto, entro e non oltre 5 giorni, all’ufficiale di stato civile del comune in cui è avvenuto il matrimonio per la trascrizione nei registri comunali.
Se il non venisse trascritto, resterebbe un atto religioso privo di effetti per l’ordinamento italiano.

Gestire la cerimonia concordataria

La cerimonia concordataria è la più tradizionale ma anche quella che richiede più impegno nella preparazione. Nonché più abilità nella gestione delle varie parti della cerimonia, il giorno stesso del matrimonio.

Per questo motivo le Wedding Planner fanno anche solo il cosiddetto coordinamento, cioè la regia delle giornata. Controllano, in sostanza, che tutto fili liscio.

Questo è importante soprattutto per le cerimonie in chiesa, dove si chiede agli invitati di partecipare attivamente con delle letture o con altri gesti tipici del rito. Ma gli ospiti potrebbero essere atei, agnostici o appartenere ad altri culti. O semplicemente non essere praticanti e quindi non sapere come muoversi o a chi rivolgersi. Perciò è essenziale avere una figura di riferimento, che guidi e coordini la cerimonia e permetta alla celebrazione di svolgersi con fluidità.

Se vi raccontassi tutto quello che ho visto in questi anni…

matrimonio con rito concordatario
Ph. by Josh Applegate

Cerimonie di matrimonio

Cerimonie di matrimonio

Con l’articolo di oggi voglio introdurre l’argomento delle cerimonie di matrimonio. Poi, nelle prossime settimane andrò ad approfondirle singolarmente, dedicando a ciascuna di esse uno spazio particolare e a sé stante.

Non tutte le cerimonie di matrimonio sono valide fin da subito agli effetti di legge. In alcuni casi, il rito produce immediati effetti civili. In altri casi, invece, occorre trascrivere l’atto di matrimonio o anche fare un’apposita cerimonia valida per lo Stato italiano.

Cerimonie di matrimonio produttive di effetti civili

Le cerimonie valide agli effetti civili fin da subito sono quelle civili e quelle concordatarie.

La cerimonia civile è quella laica, che si tiene in municipio o in un luogo preposto alla celebrazione, appositamente autorizzato dal Comune.

Quindi potrà essere una sala comunale oppure un luogo di interesse storico o architettonico che il Comune adibisce a luogo per le celebrazioni di nozze. Oppure il luogo per la cerimonia potrebbe anche essere all’interno di una location che ne abbia fatto richiesta e abbia ottenuto lo status di “casa comunale”.

cerimonie di matrimonio cattolico
Ph. by Josh Applegate

La cerimonia concordataria è quella di rito cattolico.
Si celebra in chiesa o in una cappella o comunque in un luogo consacrato preposto dall’autorità ecclesiastica alla celebrazione delle nozze.

E’ immediatamente produttiva di effetti civili anche per lo Stato in forza di una legge del 1929, poi revisionata nel 1984. Ma di questo vi parlerò nei mie prossimi articoli.

Cerimonie NON produttive di effetti civili IMMEDIATI

Esistono delle cerimonie di nozze che non producono immediatamente i loro effetti per la legge italiana.

Cerimonie di matrimonio acattoliche
Ph. by Muhammad Murtaza Ghani

Le cerimonie religiose acattoliche sono relative a tutti i culti diversi da quello

cattolico: queste religioni sono ammesse in Italia, ma la celebrazione del matrimonio secondo i loro rituali non è produttiva di effetti diretti. Il matrimonio avrà validità per lo Stato solo dopo la trascrizione dell’atto di matrimonio. Quindi, dopo la celebrazione, sarà necessario un iter burocratico per la trascrizione nei registri di stato civile.

Bisogna specificare che questo tipo di cerimonia non è una terza tipologia rispetto a quella civile e concordataria. Può essere definita come una forma particolare di matrimonio civile, celebrata da un ministro di culto acattolico che assume la funzione di delegato dall’ufficiale di stato civile.

Cerimonie NON produttive di effetti civili

Esiste poi una tipologia di cerimonia divenuta di moda negli ultimi anni ed è la cosiddetta cerimonia simbolica.

Generalmente si usa quando gli sposi vogliono celebrare le nozze con rito civile in un particolare luogo (ad esempio una spiaggia) ma il Comune non ha autorizzato la location (o la location non ha mai fatto richiesta) a celebrare matrimoni legalmente validi. Oppure quando la coppia vuole seguire un rituale specifico (ad esempio il rito celtico) che non è previsto da nessun culto religioso ammesso in Italia.

Questa cerimonia non ha valore legale, quindi la coppia dovrà comunque sposarsi in municipio (o anche in chiesa) per rendere l’unione valida agli effetti civili.

Voi quale di queste opzioni scegliereste?

Cerimonie di matrimonio
Ph. by Samantha Gades

Le tipologie di ricevimento

Le tipologie di ricevimento

Oggi vi parlo delle tipologie di ricevimento.

Nel mio ultimo articolo ho parlato dei vari tipi di location e, quindi, di dove festeggiare il matrimonio.
Oggi, invece, vi racconterò come può essere un ricevimento di nozze.

Ci sono tante tipologie diverse: alcune sono più tradizionali e anche più conosciute. Altre sono di nuova generazione e… alternative.

Il ricevimento placé

Il ricevimento placé è quello più conosciuto perché è anche il più tradizionale; gli invitati sono seduti a tavola e vengono serviti dallo staff di camerieri.

La festa si apre con un aperitivo di benvenuto, solitamente servito a buffet, in attesa dell’arrivo degli sposi.

Tipologie di ricevimento - placéPoi, quando giunge la coppia, tutti si spostano in sala da pranzo, dove si prende posto a tavola e si consuma il pranzo o la cena seduti, serviti dai camerieri.
A volte c’è solo una musica di sottofondo, in filodiffusione. Altre volte ci sono dei musicisti dal vivo che, tra una portata e l’altra, intrattengono anche gli ospiti.

Sarebbe buona norma che il menu non comprendesse più di quattro portate, per evitare che la permanenza a tavola si protragga oltre le due ore.
Di solito si propende per un antipasto, un bis di primi, un secondo con contorno e il sorbetto.

Al termine del pranzo, tutti gli ospiti prendono parte al taglio della torta, che generalmente avviene in un’apposita area della location.
Questo decreta la fine della parte “seduta” e dà inizio alla festa con balli, karaoke, buffet di dolci, area rhum e sigari, zona caffè, gelato, bon-bon… eccetera.

E’ la tipologia di ricevimento classica quando si sceglie un ristorante come location.
Che ovviamente non è escluso quando si preferisce, invece, una location con catering. Ma in questo secondo caso si è più liberi di gestirla come meglio si crede e si può optare anche per qualcosa di più “creativo” per il ricevimento.

Il buffet

Il buffet  è il tipico pranzo in piedi, sicuramente più dinamico e informale di un ricevimento placé.

In questa tipologia di ricevimento, le pietanze sono posizionate su dei tavoli (chiamati “isole”), generalmente suddivisi per tipologia (primi, secondi, pesce, carne, verdure, formaggi, ecc..).
Ciascuna di queste isole ha un cameriere assegnato, a disposizione degli ospiti per servire quello che desiderano e scelgono al momento.

Ci sono dei tavoli o delle poltroncine, per far accomodare gli invitati, ma i posti non sono assegnati e ognuno è libero di sedersi dove meglio crede. E anche di cambiare posto di volta in volta, per socializzare con più persone.

Come per il ricevimento placé, termina con il taglio della torta e i seguenti festeggiamenti più “goliardici”.

E’ adatto ad un matrimonio giovane e che, comunque, non si desidera che si protragga troppo a lungo.

Il cocktail

Il cocktail è un tipo di ricevimento simile al buffet e che spesso viene scambiato per quest’ultimo, ma in realtà hanno caratteristiche diverse.

Tipologie di ricevimento - cocktail
Ph. by Road Trip with Raj

Si tratta sempre di un ricevimento in piedi, ma ha delle limitazioni di orario: si fa tassativamente tra le 16 e le 18 (anche se alcune varianti del galateo impongono l’orario 18-21) e ha più la forma di un aperitivo elegante.

 

Il menu non è quello classico e per mangiare non è necessario sedersi e usare le posate, ma è sullo stile “finger food“. Anzi, per questa tipologia di ricevimento non sono proprio previsti dei tavoli. L’opzione di sedersi non è contemplata. Ovviamente sono previste delle poltroncine o dei divanetti per i parenti più agés o con problemi di salute, ma sono poche e mai assembrate in un medesimo posto.

Il servizio spesso è fatto da camerieri che girano tra gli invitati con dei vassoi.

Tipologie di ricevimento: cocktails
Ph. by Walter Lee Olivares de la Cruz

L’elemento chiave della festa è – appunto – la presenza di varie tipologie di cocktails: alcolici, analcolici, alla frutta, dolci, secchi…
Un tocco di classe è sicuramente dato dalla possibilità di avere un cocktail inventato e preparato appositamente per il matrimonio, che venga servito in via esclusiva agli invitati. Magari proprio dal barman che l’ha creato.

Il tutto termina con un brindisi e il taglio della torta.

E’ un’opzione un po’ più smart per chi non vuole impegnarsi con un pranzo lungo, ma vuole comunque qualcosa di elegante e di stile.

Altre tipologie di ricevimento

Negli ultimi anni, la moda e il desiderio di innovazione hanno lanciato varie altre tipologie di ricevimento.

Prima fra tutte troviamo il picnic.

picnic
Ph. by Evangelina Silina

E’ una variante molto bella e molto romantica. Si organizza su delle tovaglie colorate e con dei classici cesti da picnic che contengono tovaglioli, bicchieri e alcune cortesie per gli ospiti (per esempio dei ventagli o degli ombrellini o delle bolle di sapone). Per sedersi ci sono dei morbidi cuscini.

Il servizio è generalmente fatto da un servizio catering, che si occupa di servire le varie portate. Anche se il menu non sarà proprio quello tradizionale, per ragioni di praticità nella consumazione dei cibi.

E’ una delle tipologie di ricevimento che preferisco, anche se ha sempre l’inconveniente del piano B in caso di pioggia. Che, ovviamente, si organizza, ma fare un picnic al chiuso non è ugualmente suggestivo.

Poi, come altre tipologie, troviamo la merenda o del tea delle cinque.
Sono ricevimenti informali, di breve durata, per chi vuole festeggiare ma anche essere libero in due o tre ore.
Sono opzioni molto valide nel caso in cui la cerimonia si tenga nel primo pomeriggio.

Nel caso in cui la cerimonia si svolga al mattino, due opzioni di ricevimento equivalenti alla merenda e al tea sono la colazione e il brunch.

colazione e brunch
Ph. by Febrian Zakaria

La colazione è ideale nel caso in cui ci si sposi la mattina presto, verso le 9:00: fuori dalla cerimonia si può andare in una pasticceria o in un bar con giardino e offrire cappuccino e brioche a tutti coloro che sono intervenuti in chiesa o in municipio. Ovviamente con tutte le varianti possibili, dai muffin ai biscotti e dal caffè al latte macchiato.
Il brunch è più adatto ad una tarda mattinata e comprende anche le varianti salate. Ma il concetto rimane sempre quello di un ricevimento informale, divertente e di breve durata.

Quindi, in conclusione.
Sappiate che ci sono mille possibilità e opzioni, anche per i budget più piccoli.
Siate creativi, non limitatevi a ipotizzare il classico ristorante. Che per carità, è un evergreen, come la musica di Sinatra. Ma se voi avete un’anima briosa o alternativa… perchè non buttarsi in un bel rock’n’roll?

Pensate in modo trasversale, cercate le cose che piace fare a voi.
E’ la vostra giornata ed è giusto che la festeggiate nel modo che vi appartiene.

tipologie di ricevimento
Ph. by Eric Brehm

Le origini della Wedding Cake

Le origini della Wedding Cake

Qualche giorno fa, scorrendo Instagram, mi sono imbattuta in un post della Pasticceria Martini, in cui si accennava alle origini della wedding cake.
E così ho pensato di fare qualche ricerca e di raccontarvi qualcosa in più.

Il matrimonio è una grande festa. E così come ci si mette l’abito bello, l’abito “della domenica”, per usare un termine di una volta, allo stesso modo i festeggiamenti devono rappresentare ricchezza e abbondanza.

Greci e Romani

Gli antichi greci usavano fare dei dolci chiamati Plakuntes o Pemmata. Si trattava di semplici torte di farina, miele e sesamo. Insieme alla sua porzione, alla sposa veniva offerto anche un dattero come auspicio di fertilità.

Anche gli antichi romani usavano dei dolci a base di miele. Il motivo, in realtà, è molto semplice: lo zucchero iniziò ad essere usato in Europa solo dopo l’anno 1000 d.C., portato dagli arabi. E si diffuse solo dopo la scoperta dell’America.

I romani, comunque, avevano una tradizione molto particolare.

Il dolce veniva spezzato dallo sposo, che ne cospargeva, poi, con le briciole, il capo della sposa. Infine, queste erano mangiate dagli invitati, secondo il rito della “confarreatio” (mangiare insieme).

La wedding cake nel Medioevo

Nel Medioevo nacque in Inghilterra una vera e propria torta nuziale, più vicina a come la conosciamo oggi.

Si trattava di un dolce alto, creato sul momento grazie all’intervento dei commensali.
Gli invitati al pranzo di nozze, infatti, dovevano portare dei pani dolci o dei biscotti, in segno di omaggio agli sposi. Questi venivano, poi, assemblati fino a formare un’unica torta che si sviluppava in altezza.
Più alta era la wedding cake così realizzata, maggiore era il numero di persone intervenute al matrimonio e quindi “vicine” agli sposi.

Wedding cake francese
Croquenbouche

Affinché i pani e i biscotti stessero meglio insieme, venivano ricoperti di lardo. Gli sposi dovevano baciarsi sporgendosi sopra questa sorta di “muro” e se riuscivano a non farlo cadere, allora era di buon auspicio per la vita coniugale.

Nel XVII secolo, uno chef francese era in visita in Inghilterra ed ebbe l’idea geniale di sostituire il lardo con il caramello.
Diede così vita alla “croquenbouche” (una piccola montagna di bigné farciti di crema) che ancora oggi, in Francia, ricopre l’ultimo piano delle torte nuziali.

Il 1600 e la Bride’s Pie

Intorno al Seicento, nei Paesi Anglosassoni nacque la tradizione della Bride’s Pie, cioè la “torta della sposa”.

Si trattava di una semplice crostata (ma poteva anche essere salata) al cui interno veniva nascosto un anello di vetro. La donna che l’avesse trovato, sarebbe stata la successiva a sposarsi.

[ …io mi sono sempre chiesta: e se l’avesse trovato un uomo?? ]

Gli altri ospiti non ancora sposati, sia uomini che donne, avrebbero potuto sognare il volto del loro futuro consorte, ponendo le briciole della loro porzione di torta sotto il cuscino, quella notte.

L’Ottocento e la “torta bianca”

E’ nell’Ottocento che si sviluppa la tradizione della copertura bianca sulla torta nuziale e, più precisamente la moda fu lanciata dalla Regina Vittoria, durante il suo matrimonio con il Principe Alberto (10 febbraio 1840).

Wedding Cake Queen Victoria
 Credit line: The Royal Collection (c) 2011, Her Majesty Queen Elizabeth II

Il colore bianco fu caratteristico nelle nozze di questa grande regina inglese che, infatti, lanciò anche la moda dell’abito da sposa candido.
Questo colore, per quanto riguarda la wedding cake, indicava la ricchezza della dote della sposa, perché lo zucchero raffinato, all’epoca, era molto caro e poteva permetterselo solo una famiglia estremamente benestante.

La torta della Regina Vittoria si distinse anche per un altro particolare: sulla sommità della torta erano posizionati dei “topper” (le statuine raffiguranti gli sposi). Erano una novità assoluta dell’epoca.

La tradizione della torta nuziale in Italia

La tradizione della wedding cake, in Italia, ci mise parecchio tempo a diffondersi.

Fino agli anni Cinquanta il ricevimento di nozze si chiudeva semplicemente con l’offerta dei dessert, non c’era una vera e propria torta.

Fu solo dalla metà del Novecento che iniziò a prendere piede questa usanza. Forse grazie al boom economico o per via dell’espansione culturale e dell’apertura a nuove tradizioni.

Oggi la wedding cake può considerarsi uno dei simboli principali del matrimonio, seconda solo alla sposa nell’ordine di importanza di quella giornata.

wedding cake today
Ph. by Tinh Nguyen

Sposarsi in una diocesi diversa

Sposarsi in una diocesi diversa

Ho passato tre week end di gennaio nella Fiera degli Sposi digitale. L’ultimo giorno si è collegata una coppia che, tra le varie questioni legate al matrimonio, mi ha chiesto spiegazioni su come fare per sposarsi in una diocesi diversa dalla loro.

Questa richiesta mi ha dato lo spunto perfetto per questo articolo.

 La parrocchia di appartenenza

Che siate fedeli praticanti oppure no, in ogni caso avete una parrocchia “di appartenenza”, che è quella del luogo di residenza.

La tradizione vuole che ci si sposi nella parrocchia della sposa. Ma è possibile anche sposarsi nella parrocchia del luogo di residenza dello sposo. O in quella della casa dove la coppia andrà ad abitare dopo le nozze.

sposarsi in diocesi diversa
Ph. by Žan Janžekovič

Queste sono le tre opzioni che non recano nessun problema nell’iter burocratico.
Tuttavia si può scegliere anche una chiesa che non sia una delle tre appena citate.

Per esempio, se gli sposi volessero convolare a nozze in quella bellissima chiesetta in cima alla scogliera dove si sono conosciuti… si può fare. Semplicemente ci sarà una procedura burocratica da seguire. Forse un po’ complessa e un po’ meno rapida del consueto, ma comunque possibile.

Sposarsi in parrocchia diversa, ma stessa diocesi

Se la chiesa “desiderata” si trova nella stessa diocesi di quella di appartenenza, semplicemente il parroco di quest’ultima dovrà dare il suo benestare alla celebrazione del matrimonio in altra parrocchia.

Tale via libera viene dato all’altro parroco con la trasmissione dell’attestato riassuntivo dei documenti di cui la coppia ha bisogno per sposarsi, unitamente al nulla osta del Comune di residenza, con allegato il certificato delle avvenute pubblicazioni civili.

Insomma, si tratta semplicemente di andare a parlare con il proprio parroco e spiegargli il motivo per cui ci si vuole sposare in un’altra chiesa.
Se lui non ha nulla da obiettare (a me non è mai successo, sono sempre stati tutti molto disponibili), si va a parlare con il parroco delle chiesa scelta per il matrimonio, per verificare anche la sua disponibilità e per fissare la data.
Infine, bisogna recarsi in Comune per fare gli stessi documenti che si farebbero per la chiesa di appartenenza; si consegnano al proprio parroco, che li trasmetterà, insieme al proprio benestare, al parroco della chiesa dove si terranno le nozze.

Sposarsi in parrocchia e diocesi diverse

In questo caso, quando anche la diocesi è diversa, l’iter è un po’ più lungo.

Il concetto di fondo è lo stesso e i documenti richiesti restano gli stessi.
Semplicemente non basta il benestare del parroco della parrocchia di appartenenza, ma occorre anche quello della Curia di cui fa parte detta parrocchia.

Quindi:

  1. andate dal vostro parroco per il suo consenso;
  2. andate dal parroco della chiesa prescelta per essere certi della sua disponibilità e per fissare la data (è importante farlo il prima possibile, perché c’è un solo registro matrimoni e quando una coppia si sposa in un’altra diocesi, il registro dev’essere spostato. Quindi ci può essere un solo matrimonio “esterno” al giorno);
  3. andate in Comune a fare i documenti civili e, una volta ottenuti, andate dal parroco di appartenenza a consegnarli. Egli li trasmetterà, unitamente ai documenti ecclesiastici richiesti, alla Curia per la vidimazione;
  4. una volta ricevuto il nulla osta della Curia, viene trasmesso il permesso definitivo al parroco della chiesa dove si terrà il matrimonio.

E a quel punto, i giochi sono fatti!

Lo so, è burocrazia fastidiosa. Sarebbe più semplice fare come in America, dove si chiede semplicemente la licenza di matrimonio e poi il celebrante comunica le avvenute nozze. Ci si sposa dove si vuole, con il rito che si vuole.

Giuro che è proprio così, l’ha spiegato Hillary Schepps in una delle interviste sul mio canale YouTube.

Vi piacerebbe questo tipo di modalità?

Sposarsi in diocesi diversa
Ph. by Arshad Pooloo

Chi ha paura della wedding planner?

Chi ha paura della wedding planner?

Questo sarà il titolo del mio podcast. Ovviamente è provocatorio e nasce dal fatto che ogni tanto, davvero, mi domando se le persone non abbiano paura della wedding planner.

In che senso la gente ha “paura” della wedding planner

Un giorno notai che le persone avevano la tendenza a fare una sorta di saltino indietro appena sentivano “wedding planner”. Pensando di essere paranoica, accantonai il pensiero.

Poi, ad una fiera degli sposi a cui ero andata come visitatrice, mi capitò nuovamente: le persone a cui stringevo la mano, sembravano lasciarla subito, quasi scottasse, appena sentivano la mia professione.

A quel punto volevo davvero capire se ero io ad avere le visioni, oppure se era effettivamente così.

Quindi chiesi ad una mia amica di accompagnarmi ad una fiera e le domandai di fare caso alla reazione delle persone, senza specificare meglio cosa intendessi. E questa amica confermò la mia percezione.

Per questo motivo ho iniziato a domandarmi: “Ma non sarà che la gente ha paura della wedding planner?”

Il podcast

Innanzi tutto partiamo da dire cosa sia un podcast.

Molto semplicemente, è una trasmissione audio che può essere ascoltata online. Un po’ come le “rubriche” delle radio, dove c’è lo speaker che parla di un argomento. In quel caso la trasmissione è intervallata dalle canzoni, mentre nel caso del podcast non lo è. Ma il funzionamento è più o meno lo stesso.

I podcast possono essere sui più svariati argomenti. Materie tecniche, crescita personale, marketing, psicologia… e tantissimi altri.
Tra i professionisti che conosco e che seguo, ci sono Giulio Colnaghi che si occupa di marketing automation. Matteo Neroni che tratta argomenti di psicologia. Tiziana Iozzi che parla di crescita personale al femminile.

Ma io, che di professione faccio la Rock Wedding Planner, che cosa potrei mai trasmettere su un podcast?

Il mio progetto personale

Il progetto che inizio con questo podcast si basa sulla considerazione di cui vi parlavo nel mio precedente articolo: le coppie non hanno bisogno della wedding planner. Non è una necessità.

Il problema è semplicemente che la coppia non si può permettere di fare errori. Non può imparare da quegli sbagli. O meglio, può farlo, ma è quello che causa, di solito, alcune recriminazioni tipo: “A ripensarci, forse avremmo fatto meglio a fare così invece di cosà“. Oppure: “Con il senno del poi, se tornassi indietro, mai e poi mai rifarei questo e quello“.

Quando ci si rende conto delle cose, è troppo tardi.
A posteriori, si realizza di quanto sarebbe stata utile la presenza di qualcuno con esperienza, che mettesse sull’avviso e spiegasse le cose da fare.

Questo è quello che mi prefiggo con questo podcast.
Dare ai futuri sposi la consapevolezza di tutta la preparazione che il matrimonio richiede, di tutte le “insidie” e dei vari trucchetti da poter applicare.
In questo modo, gli sposi possono avere consapevolezza di cosa li attende, di come gestire la preparazione delle nozze. E possono anche decidere se davvero è il caso di avere paura della wedding planner oppure se può essere una valida alleata a cui rivolgersi.

Abbinamento podcast – canale twitch

Gli episodi del podcast saranno molto brevi, al massimo cinque minuti l’uno. Perché gli argomenti sono talmente vasti che si ci sarebbe da parlare per ore. Quindi il podcast serve per dare le indicazioni principali.

Come fare per approfondire?

Basta iscriversi gratuitamente al mio canale twitch.
Che ovviamente adesso è vuoto perchè le trasmissioni inizieranno settimana prossima, subito dopo l’uscita del podcast.

Il canale twitch è una via di mezzo tra le dirette Facebook e il canale YouTube. Io vado in diretta, le persone collegate possono farmi domande a cui rispondo direttamente e poi il video rimane sul canale e può essere rivisto anche in un secondo momento.

Il podcast andrà in onda la prima e la terza domenica di ogni mese.
Sul canale twitch sarò presente ogni mercoledì e riproporrò l’argomento del podcast appena pubblicato, approfondendolo e rispondendo alle domande.

Quindi saranno due trasmissioni twitch per ogni episodio del podcast.

E non escludo, un domani, di aprire una stanza in Club House.
Adesso non lo faccio perché non mi piace che sia esclusivo appannaggio di chi ha IPhone. Io sono sempre per l’inclusività, credo che certe conoscenze debbano essere a disposizione di tutti. Ma un domani, quando sarà disponibile anche per Android, potrebbe essere una possibilità.

Intanto inizio con podcast e twitch.
Iniziate a seguirmi su questi. Poi vedremo cosa ci riserverà il futuro.

chi ha paura della wedding planner?

Il matrimonio negli USA

Il matrimonio negli Usa

La nuova rubrica del mio canale YouTube uscita proprio oggi e di cui parlavo nel mio precedente articolo,  mette a confronto la cultura sul matrimonio negli USA e in Italia.

La rubrica, di fatto, è un’unica lunga intervista fatta a Hillary Schepps Roselli, direttrice didattica di Intuition, una scuola di Formazione linguistica di Bologna.
Ogni domanda di questa intervista tocca un argomento. E ogni argomento compone un video, lungo al massimo cinque minuti.

E’ un bellissimo spaccato sulla cultura americana e soprattutto permette di capire i matrimoni di alcuni film o serie tv, in cui si vedono cose che per noi non hanno senso… ma effettivamente accadono!

Chi è Hillary?

Il matrimonio negli USA - Hillary
Hillary Schepps Roselli

Hillary è una giovane donna, nata e cresciuta negli Stati Uniti.

Ha studiato all’università di Yale, specializzandosi in linguistica e, poiché durante un viaggio si era innamorata dell’Italia, dopo la laurea ha scelto di venire a vivere nel nostro Paese.

Qui ha conosciuto Roberto, che ha poi sposato e con il quale lavora nella loro scuola di formazione linguistica aziendale, a Bologna.

Si occupa di gestire un team di docenti, per progetti che riguardano sia PMI, sia multinazionali. 

Ma la cosa bella di Hillary, quella per la quale ci siamo “trovate”, è che lei ama moltissimo la conoscenza di diverse culture.
Per lavoro, si occupa di abbattere le barriere linguistiche, ma – come me – crede che sia più semplice farlo se si conosce la cultura del popolo di cui si sta imparando la lingua. Scoprire le tradizioni, gli usi, i modi di dire, le radici culturali… aiutano nella comunicazione e nella comprensione gli uni degli altri.

Quindi per me è stato naturale chiedere a Hillary, quando ho pensato di creare una rubrica sul confronto tra il matrimonio negli USA e quello italiano.
E lei si è subito entusiasmata di questo progetto e ne è uscita una bellissima serie di video.

Gli argomenti della rubrica

Ogni domanda della rubrica è un argomento.

Noi siamo abituati a vedere film americani con trama incentrata su matrimoni.

Culture a confronto - il matrimonio negli USA

Cito solo qualche esempio: “Se scappi ti sposo“, “Il matrimonio del mio migliore amico“, “Bride wars“, “Una notte da leoni“. E moltissimi altri.
E ovviamente tantissime serie tv hanno inserito dei matrimoni nei loro episodi. Tra i più famosi possiamo ricordare il matrimonio di Carry e Mr. Big di “Sex and the city”, oppure quello tra Monica e Chandler di “Friends”, oppure ancora, quello di Patrick e Teresa in “The mentalist”.

In questi film succedono cose più o meno folli. Gente che si imbuca alla festa di nozze facendosi passare per il cugino di terzo grado, invitati che chiedono se ci sarà la cena, regali consegnato agli sposi il giorno stesso delle nozze…

Ma sono cose vere o è fantasia cinematografica?

Questi sono prevalentemente gli argomenti che ho toccato con Hillary: partendo dai film, ho chiesto se le situazioni fossero vere.
Oppure, in alcuni casi, ho valutato alcune tradizioni italiane e ho domandato se lo stesso accadesse anche in America o, eventualmente, quale sia il “corrispettivo” statunitense.

Nel primo video abbiamo parlato del ricevimento: come avviene? Ci si siede a tavola come da noi?

Vi invito a scoprirlo, guardando il video qui sotto.
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