Green pass e regole anti-covid

Green pass e regole anti-covid

Il 15 giugno si riparte e potremo finalmente inaugurare la stagione dei matrimoni 2021, tra green pass e regole anti-covid varie.

Ma è tutto così chiaro riguardo alle disposizioni per fare i matrimoni in sicurezza?
Beh, decisamente no.

green pass e regole anti-covidE se siete degli sposi, dovete convolare a nozze tra giugno e luglio e ancora non avete capito esattamente cosa dovrete fare… tranquilli, siete in buona compagnia. Perfino gli operatori del settore non hanno capito al 100%. Ma non per mancanza di competenza o di informazione, sia chiaro. Semplicemente perché le Autorità non hanno ancora provveduto ad emettere una normativa univoca con regole certe e stabili.

Quindi in questo articolo voglio darvi un quadro della situazione ad oggi, 4 giugno 2021. Ma dovete essere consapevoli che potrebbe cambiare tutto dall’oggi al domani. Potrebbe perfino cambiare dopo cinque minuti dalla pubblicazione di questo “vademecum”.

Regola generale per i matrimoni 2021

La prima cosa da chiarire è che per i matrimoni del 2021 valgono le stesse regole generali che c’erano per i (pochi) matrimoni fatti nel 2020.

  1. Agli ospiti dev’essere misurata la temperatura all’ingresso e non deve essere superiore a 37,5°C.
  2. Al momento dell’ingresso in location, ci si devono igienizzare le mani. Ed è buona norma farlo diverse volte nel corso della giornata.
  3. Tutti devono indossare sempre la mascherina, in modo che copra tutte le vie aeree (naso e bocca).
  4. L’elenco degli invitati presenti al matrimonio, con i rispettivi numeri di telefono, deve essere conservato per almeno 14 giorni.

Green pass

Ma cos’è questo green pass? E come si ottiene?

In realtà la cosa è molto semplice.
Il cosiddetto “Green Pass” non è altro che un lasciapassare per il matrimonio che possono avere alcune persone aventi determinati requisiti.
In particolare, sono dotate di green pass tutte le persone che:

  1. Hanno ricevuto entrambe le dosi di vaccino.
  2. Hanno ricevuto solo la prima dose di vaccino MA! solo decorsi 15 giorni dalla somministrazione.
    Quindi, per esempio, se una persona riceve la prima dose di vaccino il 30 giugno, dal 15 luglio potrà tranquillamente partecipare ad un matrimonio.
  3. Hanno avuto il covid e sono guariti da esso entro i 6 mesi precedenti le nozze.
    Fa fede la data del primo tampone negativo dopo la malattia.
  4. Hanno fatto il tampone (molecolare o rapido) entro le 48 ore precedenti il matrimonio.

Ricevimento all’esterno

Il ricevimento deve essere organizzato all’aperto tutte le volte in cui è possibile.

Se, per vari motivi, non è proprio possibile farlo in giardino, allora si può organizzare all’interno, ma le finestre e le porte devono rimanere spalancate per garantire il ricambio dell’aria.

In via residuale, se concorrono delle circostanze tali per cui anche le porte e le finestre devono restare chiuse (per esempio un forte maltempo), è comunque possibile restare all’interno. Sarà compito dell’organizzatore trovare dei momenti idonei in cui aprire porte e finestre per cambiare aria.

Buffet libero: sì o no?

No. Niente buffet libero.

Questo non significa che si debba rinunciare al buffet. Semplicemente non verrà utilizzata la classica modalità self service.

Il buffet potrà essere servito.
buffet e regole anti-covidCioè vengono allestiti i tavoli o le “isole” come di consueto, ma il cibo rimane dietro le barriere anti-droplet. Ad ogni tavolo è assegnato un cameriere con guanti e mascherina. Gli ospiti si avvicinano al tavolo, dichiarano al cameriere cosa vogliono tra le pietanze esposte e il cameriere prepara il piatto.

In alternativa può essere valutata una modalità self service, ma solo ed esclusivamente con pietanze già porzionate e chiuse in confezioni monodose.

Distanze di sicurezza

Tranquilli, non è un matrimonio drive-in. Anche se l’hanno fatto e ne ho già parlato in un articolo.
No, qui non ci riferiamo alle distanze in macchina, bensì a quelle tra le persone.

I tavoli devono essere distanziati l’uno dall’altro di almeno 2 metri e gli ospiti seduti ad ogni tavolo devono avere una distanza minima di 1 metro tra loro.

Inoltre, tutte le disposizioni elencate fin’ora non prescindono assolutamente dal mantenere una distanza interpersonale di almeno un metro in tutte le varie fasi del matrimonio.

Lo so, lo so, lo so. Parliamo di un matrimonio, come caspita si fa a tenere la distanza di un metro? E il bacio alla sposa, vuoi non darlo? E un abbraccio a quel cugino che vedo solo a Natale e il Natale scorso abbiamo pure saltato a causa della zona rossa???

Che vi devo dire, ragazzi… è così. Io vi riporto le regole. Non le ho (purtroppo) fatte io e che ci piaccia o non ci piaccia, almeno per quest’anno dobbiamo sottostare a queste disposizioni. Almeno finchè non ci leviamo il covid di torno.

Ballare: le regole anti-covid lo consentono?

Ebbene sì, è consentito, si può ballare.
Ovviamente, anche qui, con le dovute accortezze.

Se il ricevimento è all’esterno, c’è il solo limite della distanza minima di un metro tra le persone che stanno ballando.

Se il ricevimento è all’interno, la distanza tra le persone che stanno ballando è aumentata a 2 metri. E dopo 15 minuti consecutivi di balli è necessario fermarsi per far arieggiare il locale.

balliE’ consentita la musica dal vivo, oltre al dj set.
Ma dovrà esserci una distanza minima di 3 metri tra i musicisti e il pubblico. In realtà alcune fonti dicono 2 metri e altre dicono 1 metro se ci sono le barriere anti-droplet tra band e ospiti. Quindi sul punto ci sono ancora un po’ di dubbi da chiarire.

Per ora le regole sono queste.
Come anticipavo all’inizio, potrebbe anche essere che fra 10 minuti cambino tutto e queste spiegazioni non siano più valide. Quindi aggiornatevi costantemente, prestate attenzione alle varie notizie e, se potete, affidatevi ad un professionista che gestisca la festa al meglio.

Wedding Planner: drago o sirena?

Wedding Planner: drago o sirena?

Questa settimana ho pubblicato l’ultimo episodio del mio podcast “Chi ha paura della wedding planner”. E, tirando un po’ le somme di quanto raccontato in dodici episodi, ho posto la domanda: “Wedding planner: drago o sirena?”.

Argomenti e scopo del podcast

Ho toccato molti punti “caldi” riguardo l’organizzazione del matrimonio, quali, ad esempio, la differenza fra i vari tipi di cerimonie.
Avrei avuto moltissimi altri argomenti da trattare, come la timeline, le bomboniere, gli abiti da sposa e (soprattutto) da sposo, l’auto, ecc…

Ma lo scopo di questo podcast era fornirvi uno strumento per capire megliowedding planner tutto quello che sta dietro all’organizzazione di un matrimonio e valutare se, effettivamente, una wedding planner sia per voi la scelta migliore.
Perché a posteriori, dopo il matrimonio, chiunque può dirlo. Ma è anche troppo tardi. Ormai i giochi sono fatti. E, a meno che abbiate già pianificato di sposarvi più di una volta, il matrimonio è una delle pochissime situazioni in cui non potete imparare dai vostri errori.

Quindi, alla fine, chi è la wedding planner? Questa figura mitologica che alcuni vedono come un drago sputafuoco e altri invece come una sirena ammaliatrice?

Chi è la wedding planner? Un drago o una sirena?

La wedding planner è tante cose e può essere considerata drago o sirena a seconda dei punti di vista.

Generalmente è drago prima di assumerla.
Perchè le coppie pensano che sia costosa, che non serva a niente, che crei solo impiccio. Che le stesse cose che fa lei le possono fare loro stessi oppure gli amici o i parenti stretti.

E diventa sirena dopo averla assunta e dopo aver fatto il matrimonio con lei.
Perchè a quel punto è chiaro che la spesa è stata un investimento e non un costo. E la coppia capisce il valore della propria serenità durante il giorno del matrimonio.

Ma di fatto… chi è la wedding planner?

sirenaE’ semplicemente una persona che per lavoro fa tutto quello che voi fareste dopo le 8 o 10 ore del vostro lavoro quotidiano. E quindi vi evita lo stress di sedervi (di nuovo) a pc alla sera dopo cena, con gli occhi gonfi, per spulciare internet alla ricerca dei fornitori.
Fornitori che, tutto sommato, non potrete mai sapere davvero come lavorano finché non faranno il vostro matrimonio. Con tutte le conseguenze del caso.

E’ una persona che passa il suo tempo a fare ricerche per voi, per realizzare i vostri desideri e sogni riguardanti il vostro matrimonio. Perchè possiate regalarvi un ricordo indelebile ed emozionante di quei momenti.

E’ una persona che quel giorno sarà presente per fare in modo che sia tutto in ordine, tutto perfetto e che tutto fili liscio e senza intoppi.
O meglio… che voi non vi accorgiate degli intoppi e che tutto, per voi, prosegua in modo sereno e tranquillo.

wedding planner: drago o sirena?

E’ la persona che controllerà che i testimoni arrivino in orario, che i libretti siano distribuiti sulle panche, che il fiorista abbia terminato gli allestimenti per quando voi arriverete… e se vi sembrano cose ovvie, dovreste sentire i miei racconti di tutto quello che ho visto capitare ai matrimoni!
Magari un giorno ci scriverò un libro.

Ma perchè proprio una wedding planner?

L’obiezione più frequente è che le stesse cose possono farle gli amici. Che sono tanto bravi e tanto fidati. Mica c’è bisogno di spendere i soldi di una wedding planner.

Certo, possono farlo gli amici o i parenti.
Certo. Sono sicuramente fidatissimi.

Ma!

Vi è mai capitato che questi amici così fidati non vi dessero una risposta alla vostra proposta di fare qualcosa insieme?
Voi scrivete, dite che è un po’ che non vi vedete. Vi rispondono che sì, è un sacco. Voi proponete un aperitivo. Messaggio visualizzato, spunta blu. Ma nessuna risposta. E poi viene fuori che in quel momento non potevano rispondere e pensavano di farlo dopo, ma poi il messaggio si è perso nei meantri di WhatsApp e quindi…. scusa, mi dispiace un sacco, riorganizziamo per un’altra volta, ti va?

O vi è mai capitato che l’appuntamento fosse preso, ma si presentassero in ritardo? O che si dimenticassero di avvisarvi che non potevano venire per un impegno improvviso capitato tra capo e collo?
Voi magari siete lì ad aspettare e loro non arrivano. Passano i minuti. Cinque, dieci… avranno trovato traffico. Mandate un messaggio per sapere dove siano. Non visualizzato. Va beh, staranno guidando. Quindici minuti, poi venti. Chiamate e dopo 29 squilli… ah, sì, scusa, è successo un macello al lavoro e non sono riuscito ad avvisarti, mi sa che va per le lunghe e non riesco ad arrivare.

Per carità, sono cose che possono capitare e comunque sono tutte banalità rispetto ad un matrimonio.
Ma potete davvero permettere che capiti qualcosa di simile il giorno delle vostre nozze?

Se volete assumervi il rischio e vivere comunque tranquilli, nessun problema.

Ma se non volete assumervi il rischio oppure non pensate che vivreste sereni… fatevi due conti.

Andate a riascoltarvi tutti gli episodi del mio podcast, rileggetevi gli articoli di questo blog, prendete appunti e valutate molto attentamente qual è il prezzo per la vostra tranquillità e la vostra serenità durante quel giorno.

Poi contattatemi per una prima consulenza gratuita e per un preventivo senza impegno. Così potete togliervi ogni dubbio.

Rock Wedding Planner

I fornitori del matrimonio

I fornitori del matrimonio

Esistono tantissimi fornitori del matrimonio, le più svariate figure professionali che, in un modo o nell’altro, gravitano intorno al giorno delle nozze.

Fin’ora, nei miei vari articoli, ho parlato dei principali: ristorante, location, abito, catering, stationery, fotografo, eccetera.
In questo articolo, invece, vorrei porre l’accento su alcune figure che potrebbero sembrare “residuali”, ma che sono in realtà molto molto importanti.

Il fiorista (o floral designer)

Il fiorista è un fornitore fondamentale del matrimonio, perché non crea solo le decorazioni floreali, ma si occupa, in generale, di tutti gli allestimenti.

Altri fornitori - floral designer
Matrimonio da bikers – foto e allestimento di Marco Berton

Per questo motivo vi do subito un consiglio, diretto e molto esplicito: andate da un professionista che non faccia semplicemente il fiorista, ma che sia un “floral designer”. Perché quest’ultimo ha competenze che vanno ben al di là del semplice assemblaggio di un bouquet o della creazione di una bottoniera. Ha una visione di insieme e vi aiuterà a creare l’atmosfera intorno al matrimonio.

Inoltre con i fiori si possono creare delle illusioni ottiche pazzesche e si possono far sembrare gli ambienti più o meno grandi, più o meno luminosi, a seconda delle composizioni che si creano.

Quindi il fiorista (chiamiamolo così per semplicità) ha un grande e importante compito: far sentire bene le persone nell’ambiente in cui si troveranno a festeggiare il matrimonio.

Il parrucchiere (o hair stylist)

Il parrucchiere deve saperci fare.
Deve saper acconciare bene i capelli, perché la pettinatura non è solo mettere due mollette e qualche fiore.
E’ un modo per far emergere la personalità della sposa, esattamente come l’abito: deve essere coerente con il suo carattere e il suo modo di essere.

E bisogna anche sapere come correggere qualche piccolo difetto estetico che la sposa potrebbe avere, come le orecchie un po’ troppo pronunciate (è quello più frequente).

Fornitori del matrimonio - hair stylist
Acconciature di Guido Giganti

Quindi cosa facciamo? Rinunciamo al sogno di fare un raccolto o semi-raccolto solo per questo motivo?
Ma assolutamente no!
Si dovranno usare degli accorgimenti particolari, ma un professionista serio sa come accontentare la sposa,  pur mascherando i suoi punti deboli e consigliandola per il meglio.

 

 

In questo caso il consiglio è quello di fare prima delle prove di acconciatura.
E fatevi fare delle fotografie delle pettinature fatte in prova, a scanso di equivoci. Cioè… andate a fare la prova, al termine vi guardate negli specchi e chiedete alla parrucchiera di farvi una foto di quanto appena fatto.

Il motivo è molto semplice.
Mi è capitato di sentire di spose (non mie) che hanno insistito per andare dal parrucchiere da cui sono sempre andate, perché “mi conosce da una vita e sa come sono io“, hanno fatto una prova e poi il giorno del matrimonio sono state pettinate in un altro modo. E, alle rimostranze della sposa, la risposta della parrucchiera è stata: “Ma tanto stai bene lo stesso“.
Direi che non ci siamo.
Quindi fate una bella foto e il giorno del matrimonio, al momento dell’acconciatura, la mostrate al parrucchiere come “pro memoria”.

La make-up artist

La make up artist deve essere una professionista del trucco.
Non basta la semplice estetista o l’amica tanto brava a truccare che segue sempre Clio Make Up.
Perché, per quanto brave possano essere (e sono sicura che lo siano davvero), esistono dei “trucchetti”, dei “tricks” che solo le make up artist esperte e che abbiano frequentato appositi corsi e accademie, conoscono.

fornitori del matrimonio - make up artist
Ph. by Apostolos Vamvouras

Parlo al femminile, ma ovviamente mi rivolgo ad entrambi i sessi.

 

Vi faccio un esempio di quello che intendo.
Se usate un trucco perlato, che luccica – e tra le spose va per la maggiore il desiderio di essere luccicosa il giorno delle nozze… sì, anche tra le spose dark, giuro – il brillantinato di questo tipo di make up contrasta con i flash della macchina fotografica.
E quindi sulle foto risulterete come se non vi foste truccate affatto. Perché le due luci si annullano tra loro.

Quindi accertatevi di essere truccate da una professionista seria.

I confetti e le bomboniere

I confetti di zucchero con la mandorla all’interno, sono una tradizione tutta italiana. Ogni bomboniera che si rispetti li ha. Ma qui casca anche l’asino. Perché se un confetto è scadente, si sente al gusto. Dai, diciamocelo… quando un confetto non è buono, sa di cartone. E’ così.

Quindi, o mettete a budget una cifra seria e fate una confettata seria, oppure evitate del tutto la confettata. Ma per favore, niente confetti scadenti. E’ il classico “scivolone” dei matrimoni.

I confetti
Ph. by Magnaduf

In realtà, se volete fare una bellissima figura, con un’alta qualità e un prezzo molto ragionevole, potete acquistate i confetti di Sulmona. Che tra l’altro sono anche quelli originali, perché il confetto così come lo conosciamo oggi è stato inventato proprio lì.
Sono molto belli e alternativi, perché vengono confezionati in vere composizioni floreali fatte proprio con i confetti. Ci sono margherite, rose, calle, viole, grappoli d’uva…

Se volete fare qualcosa di diverso, vi consiglio questo.

Le cortesie per gli ospiti

Le cortesie per gli ospiti sono dei regalini, dei pensierini che vengono dati agli invitati.

Cortesie per gli ospiti
Ph. by Sandra Grünewald

Di solito sono delle piccole borsine, che vengono consegnate al momento della cerimonia e che contengono tantissimi gadgets.
Quasi sempre, anche se siamo nell’era digitale, possiamo trovare la mappa per arrivare al ristorante o alla location. Poi spesso ci sono delle bolle di sapone, un ventaglio se fa caldo, dei fazzolettini di carta per chi si emoziona…
Nella borsina della famiglia che ha dei bambini piccoli spesso vengono inserite delle matite colorate e dei libri da colorare.

Qui il fornitore più adatto è difficile da trovare. Potete spaziare da Amazon al negozio sotto casa.

…Volete la verità?
Su questo, i miei migliori amici sono Tyger e un sito che si chiama Troppo Togo. Fateci un giro ma occhio a non comprare tutto, perchè è il classico sito dove parte l’acquisto compulsivo.

Quindi, per concludere: come fornitori del vostro matrimonio, avvaletevi di professionisti. Non lasciate nulla al caso. Perché è uno di quegli eventi che si vivono una volta sola nella vita.
E anche voler fare un matrimonio a basso costo, non significa fare le cose “alla carlona”, come direbbe mia nonna.

E per qualsiasi dubbio possiate avere, scrivetemi e prenotate una prima consulenza gratuita.

Matrimonio da bikers
MATRIMONIO DA BIKERS – Ph. by Gianfranco Roberto – Allestimenti e fiori by Marco Berton – Acconciatura by Guido Giganti – Location c/o La Pacheca di Lazise

Fotografo e videomaker

Fotografo e videomaker

 

Fotografo
Ph. by Lisanto

Nel corso del tempo ho notato che gli sposi hanno la tendenza a  sottovalutare le figure di fotografo e videomaker.
Li scelgono sempre tra gli ultimi fornitori, dopo aver deciso a proposito di location, catering, abiti, bomboniere, partecipazioni, fiori, eccetera.

Ma fotografo e videomaker non sono affatto fornitori di seconda scelta, anzi. Sono molto importanti.

Tuttavia spesso gli sposi preferiscono valutare opzioni alternative ad un fotografo o videomaker professionista.

Alternative valutate dagli sposi

Se gli sposi hanno un budget limitato, sono portati a pensare ad una delle seguenti soluzioni:

  1. Domandare a “quell’invitato” appassionato di fotografia (o addirittura fotografo professionista) se fa il servizio.
  2. Incaricare un amico che non avrebbero invitato al matrimonio, di fare il servizio. Così si prendono due piccioni con una fava: si risparmia sul fotografo e si può avere un amico in più.
  3. Chiedere agli invitati di fare foto con i cellulari o con le fotocamere (una volta si usavano le macchinette usa e getta) e poi caricarle su una cloud o un sito appositamente creato.

Di per sé, potrebbero potenzialmente essere tutte opzioni valide. Soprattutto se si sta cercando di fare un matrimonio davvero low cost.
Ma vorrei farvi notare alcuni punti deboli che, a parer mio, sono importanti.

Obiezioni alle alternative valutate dagli sposi

Le idee alternative per avere un fotografo o un videomaker a costo (quasi) zero presentano delle problematiche… morali, innanzi tutto.

  1. Sul fatto di chiedere a qualche invitato fotografo o appassionato di fotografia di fare il servizio… Sì, probabilmente verrebbero anche delle foto belle.
    Ma poi? Gli si chiede anche di post produrle? Potrebbe farlo come regalo di nozze, certo. Però considerate anche che lui (o lei) quella festa di nozze non se la godrà per niente. Perché sarà impegnato a fare foto, che – visto che è il regalo di nozze – devono essere fatte molto bene.
    Inoltre gli si chiede di alzarsi all’alba (il fotografo inizia a scattare già prima della cerimonia, a casa degli sposi mentre si preparano) e rimanere per forza fino alla fine di tutta la festa.
    In generale, per quanto l’invitato in questione sia disponibile, non è il massimo della cortesia nei suoi riguardi.

    Fotografo amico
    Ph. by Uyen Nguyen
  2. Prendere un amico (o conoscente) fotografo o appassionato di foto, che si sarebbe escluso dal ricevimento per ragioni di budget… non è molto cortese. E comunque cosa si fa con l’eventuale accompagnatore o accompagnatrice? Se questo ha famiglia, si invita solo lui/lei? E poi gli si chiede pure di farlo gratis o di fare un prezzo davvero basico?
    Direi che non è molto elegante. Anche se si è in estrema confidenza, non è proprio il caso.

    Fotografo amico
    Ph. by Benjamin Combs
  3. Chiedere agli invitati di fare foto con il cellulare e poi caricarle su una cloud o un sito, si può fare. Ma difficilmente verranno foto e filmati davvero belli. Forse su cento foto se ne possono salvare dieci. Anche perché bisogna considerare che la bellezza delle foto è inversamente proporzionale al tasso alcolemico, quindi più la festa va avanti, più peggiora la qualità delle foto.
    E’ una soluzione che userei solo in aggiunta ad un fotografo professionista: questo solo per la cerimonia e poi per il ricevimento si chiedono le foto agli ospiti. Così si è almeno sicuri di avere una base certa.

    Fotografi con cellulare
    Ph. by Gabriel

Il mio consiglio per scegliere fotografo e videomaker

Per il tipo di fotografo o di videomaker, io vi consiglio qualcuno specializzato nei servizi per i matrimoni.

Ci sono moltissimi fotografi bravi, ma magari hanno altri ambiti di lavoro.
C’è chi si occupa di ritratti in studio. C’è chi è specializzato in foto di cosplayer, quindi soggetti che devono sembrare autentici ma è palese che non lo siano e quindi il carico emotivo delle foto è molto diverso. Ci sono anche fotografi o videomaker che fanno servizi per conferenze, meeting aziendali o simili.

Videomaker
Ph. by Kal Visuals

Sono sicuramente tutti molto bravi nel loro specifico settore, ma nei matrimoni deve trasparire l’emozione.
E soprattutto non si possono rifare le foto.
Cioè, in alcuni casi sì, quando si fanno le foto ai soli sposi, mettendoli in posa. Ma sono davvero poche foto. Quelle con il carico emozionale maggiore sono quelle spontanee e lì… è buona la prima. Non ci sono seconde possibilità. O scatti in quel momento, oppure perdi l’attimo.

Un fotografo specializzato in matrimoni è pronto e sa come comportarsi in queste circostanze e coglie gli istanti quando accadono.

Quindi il consiglio è quello di valutare bene a chi vi affidate.
E riservate una buona quota del budget a fotografo e videomaker, perché fra vent’anni, quando riguarderete le foto, vorrete vedere delle immagini belle, che vi riportino all’emozione di quel giorno.

Il progetto creativo

Il progetto creativo

Il progetto creativo altro non è che la progettazione del matrimonio, la sua realizzazione “artistica”. E’ l’idea che gli sposi hanno, nel loro immaginario, di come dovrebbe essere quella giornata.

Ho trattato l’argomento ieri sera in una diretta sulla mia pagina Facebook.

Qual è la sua funzione?

Serve da guida per gli sposi: ha la funzione di individuare il tema principale del matrimonio (ambientazione, colori, stile, ecc…).

Una mia collega americana, una volta, riferendosi al budget, disse ad una sua cliente: “Il fatto che ci sia un codice a barre sopra, non significa che devi acquistarlo per forza“.
Il concetto è lo stesso per il progetto creativo: il fatto che ti piaccia una cosa, non significa che debba per forza essere inserita nel matrimonio.

A volte capita che l’entusiasmo porti gli sposi un po’ “fuori rotta”.

Il fatto di vedere tante belle cose su internet, tante immagini su Pinterest e sui vari social, può far cadere gli sposi nel tranello di buttare dentro al matrimonio un po’ di tutto. Ma questa è una cosa da evitare assolutamente, perché gli elementi del matrimonio devono essere coerenti gli uni con gli altri.

Per esempio, se gli sposi decidono che vogliono che il loro matrimonio sia a tema mare e poi si innamorano follemente di una baita in montagna e decidono di sposarsi lì in gennaio, con la neve… non è più coerente con il tema.

Il progetto creativo ha la funzione di guidare gli sposi, di far convogliare le loro scelte verso una sola direzione e di farli restare coerenti con il tema scelto.
Cosa, molto importante perché la mancanza di coerenza toglie carattere all’evento.

Può esserci un solo progetto creativo?

L’ideale è che ci sia un tema unico e che rispecchi gli sposi e le loro personalità.

Tuttavia, nel caso in cui la coppia ci tenga particolarmente ad avere più di un tema, si può valutare di dividere la giornata in diversi momenti e assegnare a ciascuno di essi un diverso fil-rouge.

In ogni caso, questo non farebbe perdere la coerenza, perché ogni momento avrebbe il suo tema, come un cerchio che inizia e finisce. Non sarebbe un’accozzaglia indistinta di mille cose.

Un consiglio per gli sposi?

Parlate molto fra di voi. Cercate di focalizzare cosa vi accomuna e cosa vi caratterizza come persone. Potete aiutarvi con delle domande.

Per esempio, io chiedo sempre alle mie coppie, in fase conoscitiva, di dirmi quali sono le tre cose che, per loro, assolutamente non devono mancare il giorno delle nozze. E quali, invece, sono da escludere completamente.

E vedrete che poi, man mano, le idee vengono.
Ma sempre tenendo gli occhi sul progetto creativo.

Il progetto creativo
Ph. by Thomas Curryer

Matrimoni alternativi ai tempi del Covid

 Matrimoni alternativi ai tempi del Covid

Ormai è passato un anno dall’inizio della pandemia e circa 13 mesi dal lancio di Rock Wedding Planner.
All’inizio, a febbraio 2020, ero esaltatissima: tre matrimoni in un mese, cosa potevo volere di più? Poi è arrivata la pandemia e si è dovuti fare – tutti, nessuno escluso – buon viso a cattivo gioco.

La situazione del settore wedding, nel corso dell’anno appena passato, non è stata semplice.
La maggior parte delle coppie ha rinviato il matrimonio e, in alcune regioni d’Italia, c’è stato un calo fino al 95%.
Si pensava che nel 2021 sarebbe tutto migliorato, che ci sarebbe stato il boom dei matrimoni, ma ad oggi è evidente che non sarà così.
Forse l’anno prossimo, ma lo dico a bassa voce.

Quindi i casi sono due: o gli sposi continuano a rinviare le nozze all’infinito, oppure si trovano soluzioni alternative.

Rimandare a tempo indeterminato, a data da destinarsi, non è consigliabile, perchè non sappiamo quanto tempo ci vorrà per tornare ad una situazione normale. Ammesso e non concesso che sia possibile tornare a quello che per noi era “normalità” prima della pandemia, potrebbero comunque volerci anni.

Quindi rimane solo l’opzione di creare dei matrimoni alternativi per questi tempi di Covid. E magari anche un po’ eccentrici, ai nostri occhi non abituati. Ma che con il tempo, pian piano,  andranno a creare una nuova normalità.

Matrimonio itinerante

Soluzione adottata da Chiara e Vincenzo, una coppia che doveva sposarsi a metà ottobre 2020 e che ha dovuto trovare una soluzione rapida ed efficace.

Matrimoni alternativi - Chiara e VincenzoLa sposa, essendo di Bergamo, aveva patito in modo particolare la prima ondata di pandemia e aveva tutte le intenzioni di rispettare le regole stabilite a tutela della salute. Tuttavia, non voleva rinunciare o rimandare il matrimonio, ormai organizzato da mesi. Quindi, in accordo con Vincenzo (di Faenza), ha deciso di ridimensionare il numero degli ospiti e di fare un matrimonio su tre turni.

Infatti, la doppietta di decreti di Conte del 13 e 18 ottobre prevedeva che i matrimoni potessero essere fatti con al massimo 30 persone presenti.

E loro hanno perfettamente rispettato il dictat della norma.
Trenta invitati… alla volta.

Il matrimonio è iniziato il sabato sera, in un primo turno con i parenti degli sposi.
Poi è proseguito la domenica a pranzo con un secondo turno dedicato agli amici più stretti.
Infine, la domenica sera c’è stato il terzo turno con gli scout dello sposo.

Un modo abbastanza particolare ed eccentrico di festeggiare, ma che ha dato la possibilità di avere una festa molto bella e sicuramente indimenticabile.

Matrimonio Drive-in

Il drive-in è una realtà molto lontana da noi, sia geograficamente, sia temporalmente. Ma comunque una giovane coppia del trevigiano ha deciso di adottarla come “soluzione punk” per festeggiare le nozze senza escludere nessuno e senza violare alcuna normativa.

Matrimonio al drive in

Questo particolarissimo matrimonio si è tenuto il 7 febbraio 2021.

Giulia e Paolo hanno utilizzato il piazzale davanti alla Baia degli Alpini, a Villa d’Asolo (TV): hanno posizionato un gazebo al centro e hanno fatto parcheggiare le 56 auto dei loro ospiti tutte intorno, a semicerchio.

Gli invitati erano 130 in totale e sono rimasti tutti dentro alle vetture, quindi in completa sicurezza. Ma, allo stesso tempo, tutta avevano una perfetta visuale del gazebo e degli sposi.

Matrimoni alternativi in tempi di covid - Drive in
Ph. by Terry Jaskiw

Il rinfresco è stato servito agli ospiti all’interno delle loro automobili.
Dei camerieri hanno distribuito prima un aperitivo composto da cocktail e finger food; per il pranzo, poi, sono stati consegnati dei “cestini” tipo lunch box contenenti paella e lasagne.

Non si sono fatti mancare nemmeno il taglio della torta, fatto sempre sotto il gazebo e accompagnato da colpi di clacson, palloncini e nastri bianchi lanciati dai finestrini.

Matrimoni ROCK ai tempi del Covid

Di fatto, questi “matrimoni alternativi ai tempi del Covid” altro non sono che dei matrimoni rock.

Cosa rimane di queste coppie che decidono di adottare queste soluzioni non-convenzionali?
Resta il loro amore e il loro desiderio di stare insieme nonostante tutto.
Resta la creatività di fare qualcosa di originale e che esprima la loro personalità.
Resta l’emozione per aver compiuto un grande passo in un momento in cui non sembrava possibile.

Questi sono matrimoni rock.
Adottare soluzioni punk per sopravvivere” (cit.).

Matrimoni alternativi ai tempi del Covid
Ph. by Foto Pettine

Amati o amàti: questione di accento

Amati o amàti: questione di accento.

“Amati o amàti: questione di accento” è il titolo del libro che ho scritto in collaborazione con un team di coautrici e che è in prevendita dal giorno di San Valentino.

Non avevo mai pensato di scrivere un libro, prima. O meglio, ci avevo pensato, ma non pensavo di essere in grado. Temevo di non riuscire a scrivere molte pagine, di non trovare un argomento e, soprattutto, avevo paura di non trovare un editore che  accettasse di pubblicarmi.

Poi è successa una cosa folle.
E’ scoppiata una pandemia.

Come è iniziato tutto

A marzo, quando ci hanno messo in quarantena la prima volta, ero abbastanza impensierita.
Avevo lanciato il mio nuovo brand da un mese, avevo fatto tabula rasa di tutto quello che avevo fatto in precedenza e c’erano (come per tutti) delle grosse incertezze sul futuro lavorativo.

Quindi decisi di accogliere la proposta di un mio conoscente e di aderire allo staff di quello che potremmo definire un “programma on line”.
Si trattava di webinar fatti all’ora di pranzo, dove ogni giorno veniva intervistato un personaggio leader nel proprio settore lavorativo, che faceva circa un’ora di formazione.
In pratica si trattava comunque di organizzare eventi: online, di diversa tipologia rispetto ai matrimoni, ma i princìpi di base erano gli stessi.

In questo contesto, inizio a creare relazioni con tantissime persone, principalmente professionisti, dei più disparati settori di business.
Faccio amicizia con Valentina Vandilli, che si occupa di consulenza ed è una delle maggiori esperte italiane di Linkedin; con Hillary Schepps, direttrice didattica della scuola di formazione linguistica Intuition; con Teresita di Lauro, architetto, business coach e titolare di un’agenzia immobiliare a Milano; con Valentina Carbonera, la consulente sorridente di Rimini che si occupa di crescita professionale per imprenditori, startupper e imprese; con Giancarlo Moret, che si occupa di macchine agricole e per il giardinaggio… E moltissimi altri.

Ma quella che davvero ha dato una svolta al mio lockdown è stata lei: Tiziana Iozzi, la pazzesca donna di Pescara che ha lanciato questa idea del libro e l’ha portata avanti fino a mandarci a pubblicazione.

Com’è nata l’idea del libro

Tiziana è una persona fantastica e mi sono subito trovata benissimo con lei.
Avevo capito sin dal primo momento che era una persona dall’animo rock, ma solo dopo qualche mese di conoscenza ha iniziato a mostrarlo.

Durante la quarantena abbiamo passato ore ed ore al telefono, a parlare degli argomenti più vari. E un giorno mi chiese un parere su questa sua idea di scrivere un libro a più mani con donne che avessero, in qualche modo, trovato il coraggio di cambiare la loro vita professionale e personale. Per creare un testo che potesse incoraggiare altre donne a fare lo stesso, a non lasciarsi andare, a non sottostare ai vincoli imposti da una società ancora troppo patriarcale.

Ovviamente ne fui entusiasta.
L’unico dubbio era legato a come trovare altre donne che volessero partecipare.

La soluzione arrivò da sola, il 12 aprile.

Il reclutamento delle coautrici

Il 12 aprile 2020 proprio Tiziana fu l’ospite d’onore per quei webinar a cui entrambe collaboravamo. Durante la trasmissione, lanciò l’idea del libro e ben undici donne (oltre a me) risposero.

Siamo donne provenienti da città diverse, da situazioni di vita diverse, con diversi bagagli culturali e professioni davvero agli antipodi.

Ma la cosa bella, che mi fa venire la pelle d’oca ogni volta che ci penso, è che tutte – pur con esperienze diverse, alcune delle quali davvero da lasciare senza parole – abbiamo fatto lo stesso processo mentale di crescita. E io in tutte le loro storie mi sono ritrovata, in un modo o nell’altro.

Di cosa parla il libro e perché è “questione di accento”

Il libro (e qui si ricollega al mio settore di competenza, anche se in modo indiretto) parla dell’Amore.

L’Amore ha miriadi forme e sfumature.
Può essere per sé stessi o per gli altri. E’ quello che proviamo per un partner, ma anche quello per i figli o per i genitori o anche per gli amici, perché anche l’amicizia è una forma di amore.

Da qui il titolo “Amati o amàti: questione di accento“. Perché a seconda di dove metti l’accento, si parla di amore dato o ricevuto, da e per sé stesso o da e per gli altri.

Un libro scritto con il cuore, che racconta dell’Amore, non solo quello romantico, ma anche quello rifiutato o non sano o manipolatorio.

Un libro che racconta a tutte le donne che tutto quello che viviamo non accade solo a noi. A prescindere che siamo architette, casalinghe, astronaute o impiegate, indipendentemente da quanti e quali studi abbiamo fatto, da dove veniamo, da quale sia il nostro reddito, se siamo madri, spose o single. In ogni caso, a tutte capitano – in fondo – le stesse cose, nel bene e nel male.

E, alla fine, non ha  importanza se è “Àmati” o “Amàti”: perché le cose meravigliose possono sempre accadere.

Come dice Alessio Masciulli, il nostro mitico editore di Masciulli Edizioni, la persona che ha creduto nella forza del nostro progetto, “Nella vita si cade, ma ci si può rialzare più forti di prima“.
Ed è esattamente questo che vogliamo raccontare nel nostro libro.

Come acquistare “Amati o amàti: questione di accento”

In questo momento “Amati o amàti: questione di accento” può essere acquistato in prevendita, online, cliccando su questo link.

Alle prime 50 persone che ordineranno il libro, sapendo che potranno riceverlo solo dopo l’8 marzo, verrà offerto un REGALO: un servizio professionale tra quelli messi a disposizione dalle varie coautrici.

Ciascuna di noi ha offerto qualcosa di inerente al suo lavoro. Nel mio caso, si tratta di una consulenza per organizzare un evento (di qualsiasi tipo, dal matrimonio alla festa di laurea, al battesimo, ecc…).
Nella pagina a cui rimanda il link sono contenute le istruzioni per accedere a questo omaggio da parte nostra.

E voi, in questo caso, dove mettete l’accento?

Amati o amàti: questione di accento
Copertina del libro

Chi ha paura della wedding planner?

Chi ha paura della wedding planner?

Questo sarà il titolo del mio podcast. Ovviamente è provocatorio e nasce dal fatto che ogni tanto, davvero, mi domando se le persone non abbiano paura della wedding planner.

In che senso la gente ha “paura” della wedding planner

Un giorno notai che le persone avevano la tendenza a fare una sorta di saltino indietro appena sentivano “wedding planner”. Pensando di essere paranoica, accantonai il pensiero.

Poi, ad una fiera degli sposi a cui ero andata come visitatrice, mi capitò nuovamente: le persone a cui stringevo la mano, sembravano lasciarla subito, quasi scottasse, appena sentivano la mia professione.

A quel punto volevo davvero capire se ero io ad avere le visioni, oppure se era effettivamente così.

Quindi chiesi ad una mia amica di accompagnarmi ad una fiera e le domandai di fare caso alla reazione delle persone, senza specificare meglio cosa intendessi. E questa amica confermò la mia percezione.

Per questo motivo ho iniziato a domandarmi: “Ma non sarà che la gente ha paura della wedding planner?”

Il podcast

Innanzi tutto partiamo da dire cosa sia un podcast.

Molto semplicemente, è una trasmissione audio che può essere ascoltata online. Un po’ come le “rubriche” delle radio, dove c’è lo speaker che parla di un argomento. In quel caso la trasmissione è intervallata dalle canzoni, mentre nel caso del podcast non lo è. Ma il funzionamento è più o meno lo stesso.

I podcast possono essere sui più svariati argomenti. Materie tecniche, crescita personale, marketing, psicologia… e tantissimi altri.
Tra i professionisti che conosco e che seguo, ci sono Giulio Colnaghi che si occupa di marketing automation. Matteo Neroni che tratta argomenti di psicologia. Tiziana Iozzi che parla di crescita personale al femminile.

Ma io, che di professione faccio la Rock Wedding Planner, che cosa potrei mai trasmettere su un podcast?

Il mio progetto personale

Il progetto che inizio con questo podcast si basa sulla considerazione di cui vi parlavo nel mio precedente articolo: le coppie non hanno bisogno della wedding planner. Non è una necessità.

Il problema è semplicemente che la coppia non si può permettere di fare errori. Non può imparare da quegli sbagli. O meglio, può farlo, ma è quello che causa, di solito, alcune recriminazioni tipo: “A ripensarci, forse avremmo fatto meglio a fare così invece di cosà“. Oppure: “Con il senno del poi, se tornassi indietro, mai e poi mai rifarei questo e quello“.

Quando ci si rende conto delle cose, è troppo tardi.
A posteriori, si realizza di quanto sarebbe stata utile la presenza di qualcuno con esperienza, che mettesse sull’avviso e spiegasse le cose da fare.

Questo è quello che mi prefiggo con questo podcast.
Dare ai futuri sposi la consapevolezza di tutta la preparazione che il matrimonio richiede, di tutte le “insidie” e dei vari trucchetti da poter applicare.
In questo modo, gli sposi possono avere consapevolezza di cosa li attende, di come gestire la preparazione delle nozze. E possono anche decidere se davvero è il caso di avere paura della wedding planner oppure se può essere una valida alleata a cui rivolgersi.

Abbinamento podcast – canale twitch

Gli episodi del podcast saranno molto brevi, al massimo cinque minuti l’uno. Perché gli argomenti sono talmente vasti che si ci sarebbe da parlare per ore. Quindi il podcast serve per dare le indicazioni principali.

Come fare per approfondire?

Basta iscriversi gratuitamente al mio canale twitch.
Che ovviamente adesso è vuoto perchè le trasmissioni inizieranno settimana prossima, subito dopo l’uscita del podcast.

Il canale twitch è una via di mezzo tra le dirette Facebook e il canale YouTube. Io vado in diretta, le persone collegate possono farmi domande a cui rispondo direttamente e poi il video rimane sul canale e può essere rivisto anche in un secondo momento.

Il podcast andrà in onda la prima e la terza domenica di ogni mese.
Sul canale twitch sarò presente ogni mercoledì e riproporrò l’argomento del podcast appena pubblicato, approfondendolo e rispondendo alle domande.

Quindi saranno due trasmissioni twitch per ogni episodio del podcast.

E non escludo, un domani, di aprire una stanza in Club House.
Adesso non lo faccio perché non mi piace che sia esclusivo appannaggio di chi ha IPhone. Io sono sempre per l’inclusività, credo che certe conoscenze debbano essere a disposizione di tutti. Ma un domani, quando sarà disponibile anche per Android, potrebbe essere una possibilità.

Intanto inizio con podcast e twitch.
Iniziate a seguirmi su questi. Poi vedremo cosa ci riserverà il futuro.

chi ha paura della wedding planner?

Fiera degli sposi digitale

Fiera degli sposi digitale

E’ iniziato il nuovo anno e questo fine settimana parteciperò come espositrice alla mia prima fiera degli sposi… e sarà digitale!

Facciamo un passo indietro e vi racconto tutto per bene.

Non ho mai fatto fiere degli sposi

In un mio precedente articolo, ho raccontato la mia storia e di come questo lavoro sia passato dall’essere un semplice hobby a diventare un secondo lavoro e poi la mia attività principale.

Fino all’inizio del 2019 mi occupavo di matrimoni tradizionali, come tutte le altre wedding planner. Quindi non ho mai ritenuto utile partecipare a delle fiere. Significava andare a lanciarsi in mezzo alla concorrenza e sperare di batterla ad armi pari.

Certo, nel mio lavoro conta moltissimo l’impatto empatico con i clienti.
E’ necessario entrare in sintonia e se non lo si è, non c’è proprio nulla da fare. Puoi essere la più brava e più preparata wedding planner del mondo, ma se non sei sulla stessa vibrazione della sposa, quel matrimonio non lo porti a casa.

Ma in fiera si può contare al massimo su un primo impatto visivo, una cosa  momentanea, istantanea. Non c’è tempo di sondare il carattere dell’altra persona. E’ tutto demandato ad un eventuale secondo incontro, da fare su appuntamento. Cosa che generalmente non accade, se quella prima impressione non è stata eccelsa.

E poi, diciamoci la verità, dipende anche dal punto in cui hai lo stand, se è di passaggio o se è defilato; dipende da chi hai intorno, se gli altri stand sono più o meno attrattivi di te; dipende dall’affluenza generica a quella particolare fiera.

Quindi non aveva senso investire (sia in termini di tempo, sia economicamente) nello stand di una fiera. Magari anche in un’altra città, con ulteriore utilizzo di risorse e di tempo.

Cos’è cambiato

Quindi perché iniziare adesso? Cos’è cambiato?

E’ cambiato il mio modo di organizzare matrimoni.
Adesso sono la Rock Wedding Planner, sono la prima in Italia ad organizzare matrimoni rock, perché io stessa vivo rock.
E questa cosa non ce l’ha nessun’altra wedding planner.

Adesso sono io a differenziarmi.
Nessuno fa quello che faccio io, come lo faccio io.
E se su uno stand vedi scritto che organizzo matrimoni rock… beh, quantomeno ti fermi a chiedere cosa significhi.

E quindi già all’inizio del 2020 avevo in mente di esporre in una fiera per valutare i feedback. Perché alla fin fine, se non lo fai in prima persona non potrai mai sapere se davvero ne vale la pena.

Poi, ovviamente, con l’inizio del lockdown sono state bloccate tutte le fiere e gli eventi e quindi ho dovuto aspettare che ripartisse il tutto.

Perché una fiera degli sposi digitale

Il mondo del wedding deve andare avanti. Siamo già stati fermi a sufficienza, adesso è il momento di proseguire e trovare soluzioni alternative e creative. E una di queste soluzioni creative è la fiera degli sposi digitale.

Non potendo, per ragioni di sicurezza, organizzare una fiera in presenza, ma avendo l’esigenza di dare ai futuri sposi un panorama generale del mondo del wedding, gli organizzatori hanno optato per una soluzione… ibrida.

Chiunque sia interessato a visitare il polo fieristico, può collegarsi al sito della fiera, registrarsi e visitare tutti gli stand virtuali.
Si tratta di stanze dove ogni espositore ha caricato i suoi materiali, che saranno consultabili e scaricabili.

Inoltre è possibile già da domani prendere un appuntamento con i vari espositori, per un colloquio virtuale, tramite zoom, proprio durante gli orari della fiera.

E’ la mia primissima esperienza e sono molto emozionata!

Spero davvero che abbiate voglia di venire a vedere il mio stand e a salutarmi.
Ho voglia di vedervi.

Fiera degli sposi digitale - Bergamo e Brescia

Regalare un sorriso

Concerto per regalare un sorriso

Siamo alla vigilia di Natale e ormai è quasi un anno che scrivo in questo blog. Ho toccato molti argomenti sul matrimonio e tanti ne tratterò in futuro. Ma oggi voglio dedicare questo post ad un’iniziativa che ho creato e lanciato nell’ultimo mese e mezzo: un concerto digitale per regalare un sorriso a chi è solo in questo Natale.

Come è nata l’idea

Io canto in un coro e negli ultimi anni avevamo preso l’abitudine di andare nelle case di riposo, nei giorni prima di Natale, per tenere un piccolo concerto per gli anziani. Nulla di particolare, canzoni tipiche natalizie, soprattutto in italiano e principalmente degli anni Cinquanta.

Quest’anno ovviamente non abbiamo potuto farlo.

Io sono di Milano e appena hanno dichiarato la zona rossa, ho pensato che a Natale saremmo stati, in un modo o nell’altro chiusi o limitati negli spostamenti. E mi è venuto da pensare ai vecchietti nelle RSA, che già vedono poco le loro famiglie…

Quindi ho lanciato l’idea sul gruppo Facebook di Rockin’1000 di creare un mini concerto di Natale da inviare alle case di riposo, per regalare un sorriso, insieme ad un po’ di serenità e leggerezza.

Hanno aderito in tantissimi e ho coinvolto anche amici musicisti non appartenenti a Rockin’1000. Due ragazzi in particolare, Cristian e Giorgia, mi hanno dato una mano enorme dell’organizzazione. E abbiamo creato il video che potete vedere qui sotto, in calce al post.

Come è stato realizzato il video-concerto

Per realizzare questo video-concerto, abbiamo usato un sistema già sperimentato in passato. In quel caso noi eravamo musicisti e non organizzatori e, quindi, non avevamo tutti i “segreti del mestiere”. Però le basi c’erano e quindi abbiamo fatto il meglio che potevamo, con gli strumenti che avevamo a disposizione.

Abbiamo scelto quattro canzoni di Natale, indicando una versione specifica per ciascuna. Per esempio, c’era “Let it snow“, che è stata interpretata da molti artisti. Quindi abbiamo specificato che doveva essere la versione di Frank Sinatra.

Abbiamo poi sovrapposto il click (metronomo, per il tempo) alla canzone originale, in modo che tutti potessero suonare a tempo, nel modo più preciso possibile.

Ciascuno poi, a casa, doveva fare due registrazioni: un audio, da registrare con l’originale in cuffia, in modo che nella registrazione si sentisse solo la sua voce/strumento. E un video, da registrare in playback, ma in modo che si sentisse in sottofondo la traccia originale. In questo modo, nel montaggio si potevano sincronizzare tutti gli audio e i video.

Una volta raccolti tutti i file, Cristian e Marco hanno sistemato e mixato tutti gli audio e Giorgia e Federico hanno montato i video e li hanno sincronizzati. Infine Giorgia ha fatto il montaggio finale, inserendo la mia introduzione e i titoli di coda.

E’ stato un lavoro pazzesco e senza questi ragazzi, non avrei mai potuto realizzare il concerto e quindi non avrei potuto regalare un sorriso.

E quando ho visto il risultato finale… sono loro che hanno regalato un sorriso a me.

Spero davvero che tutte le strutture a cui l’ho inviato trovino il modo di farlo vedere ai loro ospiti.
Spero davvero che in questo Natale così particolare, arrivi un po’ di luce lì dove serve.