Fiera degli sposi digitale

Fiera degli sposi digitale

E’ iniziato il nuovo anno e questo fine settimana parteciperò come espositrice alla mia prima fiera degli sposi… e sarà digitale!

Facciamo un passo indietro e vi racconto tutto per bene.

Non ho mai fatto fiere degli sposi

In un mio precedente articolo, ho raccontato la mia storia e di come questo lavoro sia passato dall’essere un semplice hobby a diventare un secondo lavoro e poi la mia attività principale.

Fino all’inizio del 2019 mi occupavo di matrimoni tradizionali, come tutte le altre wedding planner. Quindi non ho mai ritenuto utile partecipare a delle fiere. Significava andare a lanciarsi in mezzo alla concorrenza e sperare di batterla ad armi pari.

Certo, nel mio lavoro conta moltissimo l’impatto empatico con i clienti.
E’ necessario entrare in sintonia e se non lo si è, non c’è proprio nulla da fare. Puoi essere la più brava e più preparata wedding planner del mondo, ma se non sei sulla stessa vibrazione della sposa, quel matrimonio non lo porti a casa.

Ma in fiera si può contare al massimo su un primo impatto visivo, una cosa  momentanea, istantanea. Non c’è tempo di sondare il carattere dell’altra persona. E’ tutto demandato ad un eventuale secondo incontro, da fare su appuntamento. Cosa che generalmente non accade, se quella prima impressione non è stata eccelsa.

E poi, diciamoci la verità, dipende anche dal punto in cui hai lo stand, se è di passaggio o se è defilato; dipende da chi hai intorno, se gli altri stand sono più o meno attrattivi di te; dipende dall’affluenza generica a quella particolare fiera.

Quindi non aveva senso investire (sia in termini di tempo, sia economicamente) nello stand di una fiera. Magari anche in un’altra città, con ulteriore utilizzo di risorse e di tempo.

Cos’è cambiato

Quindi perché iniziare adesso? Cos’è cambiato?

E’ cambiato il mio modo di organizzare matrimoni.
Adesso sono la Rock Wedding Planner, sono la prima in Italia ad organizzare matrimoni rock, perché io stessa vivo rock.
E questa cosa non ce l’ha nessun’altra wedding planner.

Adesso sono io a differenziarmi.
Nessuno fa quello che faccio io, come lo faccio io.
E se su uno stand vedi scritto che organizzo matrimoni rock… beh, quantomeno ti fermi a chiedere cosa significhi.

E quindi già all’inizio del 2020 avevo in mente di esporre in una fiera per valutare i feedback. Perché alla fin fine, se non lo fai in prima persona non potrai mai sapere se davvero ne vale la pena.

Poi, ovviamente, con l’inizio del lockdown sono state bloccate tutte le fiere e gli eventi e quindi ho dovuto aspettare che ripartisse il tutto.

Perché una fiera degli sposi digitale

Il mondo del wedding deve andare avanti. Siamo già stati fermi a sufficienza, adesso è il momento di proseguire e trovare soluzioni alternative e creative. E una di queste soluzioni creative è la fiera degli sposi digitale.

Non potendo, per ragioni di sicurezza, organizzare una fiera in presenza, ma avendo l’esigenza di dare ai futuri sposi un panorama generale del mondo del wedding, gli organizzatori hanno optato per una soluzione… ibrida.

Chiunque sia interessato a visitare il polo fieristico, può collegarsi al sito della fiera, registrarsi e visitare tutti gli stand virtuali.
Si tratta di stanze dove ogni espositore ha caricato i suoi materiali, che saranno consultabili e scaricabili.

Inoltre è possibile già da domani prendere un appuntamento con i vari espositori, per un colloquio virtuale, tramite zoom, proprio durante gli orari della fiera.

E’ la mia primissima esperienza e sono molto emozionata!

Spero davvero che abbiate voglia di venire a vedere il mio stand e a salutarmi.
Ho voglia di vedervi.

Fiera degli sposi digitale - Bergamo e Brescia

Regalare un sorriso

Concerto per regalare un sorriso

Siamo alla vigilia di Natale e ormai è quasi un anno che scrivo in questo blog. Ho toccato molti argomenti sul matrimonio e tanti ne tratterò in futuro. Ma oggi voglio dedicare questo post ad un’iniziativa che ho creato e lanciato nell’ultimo mese e mezzo: un concerto digitale per regalare un sorriso a chi è solo in questo Natale.

Come è nata l’idea

Io canto in un coro e negli ultimi anni avevamo preso l’abitudine di andare nelle case di riposo, nei giorni prima di Natale, per tenere un piccolo concerto per gli anziani. Nulla di particolare, canzoni tipiche natalizie, soprattutto in italiano e principalmente degli anni Cinquanta.

Quest’anno ovviamente non abbiamo potuto farlo.

Io sono di Milano e appena hanno dichiarato la zona rossa, ho pensato che a Natale saremmo stati, in un modo o nell’altro chiusi o limitati negli spostamenti. E mi è venuto da pensare ai vecchietti nelle RSA, che già vedono poco le loro famiglie…

Quindi ho lanciato l’idea sul gruppo Facebook di Rockin’1000 di creare un mini concerto di Natale da inviare alle case di riposo, per regalare un sorriso, insieme ad un po’ di serenità e leggerezza.

Hanno aderito in tantissimi e ho coinvolto anche amici musicisti non appartenenti a Rockin’1000. Due ragazzi in particolare, Cristian e Giorgia, mi hanno dato una mano enorme dell’organizzazione. E abbiamo creato il video che potete vedere qui sotto, in calce al post.

Come è stato realizzato il video-concerto

Per realizzare questo video-concerto, abbiamo usato un sistema già sperimentato in passato. In quel caso noi eravamo musicisti e non organizzatori e, quindi, non avevamo tutti i “segreti del mestiere”. Però le basi c’erano e quindi abbiamo fatto il meglio che potevamo, con gli strumenti che avevamo a disposizione.

Abbiamo scelto quattro canzoni di Natale, indicando una versione specifica per ciascuna. Per esempio, c’era “Let it snow“, che è stata interpretata da molti artisti. Quindi abbiamo specificato che doveva essere la versione di Frank Sinatra.

Abbiamo poi sovrapposto il click (metronomo, per il tempo) alla canzone originale, in modo che tutti potessero suonare a tempo, nel modo più preciso possibile.

Ciascuno poi, a casa, doveva fare due registrazioni: un audio, da registrare con l’originale in cuffia, in modo che nella registrazione si sentisse solo la sua voce/strumento. E un video, da registrare in playback, ma in modo che si sentisse in sottofondo la traccia originale. In questo modo, nel montaggio si potevano sincronizzare tutti gli audio e i video.

Una volta raccolti tutti i file, Cristian e Marco hanno sistemato e mixato tutti gli audio e Giorgia e Federico hanno montato i video e li hanno sincronizzati. Infine Giorgia ha fatto il montaggio finale, inserendo la mia introduzione e i titoli di coda.

E’ stato un lavoro pazzesco e senza questi ragazzi, non avrei mai potuto realizzare il concerto e quindi non avrei potuto regalare un sorriso.

E quando ho visto il risultato finale… sono loro che hanno regalato un sorriso a me.

Spero davvero che tutte le strutture a cui l’ho inviato trovino il modo di farlo vedere ai loro ospiti.
Spero davvero che in questo Natale così particolare, arrivi un po’ di luce lì dove serve.

 

Conoscere per prevenire

Sesso: conoscere per prevenire

Oggi abbiamo accesso a tantissime informazioni. Conoscere le malattie a trasmissione sessuale per prevenire la loro diffusione dovrebbe essere facile. Ma non è così.

Freddie Mercury, per chi non lo sapesse (ma chi non lo sa??) è stato un cantautore, compositore e musicista britannico di origini parsi.
Nel 1970, insieme al chitarrista Brian May e al batterista Roger Taylor, fondò i Queen, ai quali poi si aggiunse il bassista John Deacon.
Rimase con questo gruppo rock fino alla morte, avvenuta all’età di 45 anni a causa di una broncopolmonite aggravata dall’AIDS.

Parlavo di questo con la mia amica Elena, il 24 novembre scorso, anniversario della morte di questo immenso performer.
E discutevamo del fatto che ancora oggi, nonostante la conoscenza delle malattie sessualmente trasmissibili sia maggiore di un tempo, comunque c’è ancora tantissima disinformazione. Non solo tra i ragazzi, ma anche tra gli adulti.

E’ partito tutto da una telefonata. La chiamata di un mio amico che mi chiedeva informazioni circa l’epatite. Dopo aver chiuso la chiamata con lui mi sono messa a pensare. Ma possibile che nel 2020 ci siano degli adulti (ci piace definirci “ragazzi” ad libitum, ma la realtà è diversa) che ancora non conoscono le mst (malattie sessualmente trasmissibili)? Alla fine conoscere è il primo passo per prevenire
E quindi ho nuovamente alzato la cornetta e ho chiamato Elena.

Ma chi è Elena?

Chi è Elena Mozzo e perché ho chiamato proprio lei?

Elena è innanzi tutto un medico. Una di quelle belle persone che, dopo essersi fatte il culo per anni, tra studio e tirocinio, arrivano ad avere il posto fisso in ospedale. E poi si rendono conto che la loro missione è altrove.

Sul suo sito, si presenta così: “Mi chiamo Elena. Sono un medico, una consulente sessuale e mi occupo di educazione sessuale nelle scuole. Stanca di mordermi le mani perché ancora oggi troppo spesso la sessualità è un tabù, ho deciso di creare questo sito per offrire la possibilità di trovare contenuti scientifici e affidabili su tematiche riguardanti la sessualità“.

E quindi era la persona più adatta a cui chiedere se, in Italia, esistono corsi di educazione sessuale per adulti.
La risposta che mi ha dato mi ha lasciato abbastanza male…

Ci occupiamo tanto di creare le “giornate per la lotta all’aids” e simili, ma nessuno fa quello che andrebbe veramente fatto. E cioè insegnare. Far conoscere per poter effettivamente prevenire i contagi.
Nelle scuole offriamo una formazione davvero basica, insufficiente, superficiale. E non ci preoccupiamo di chi era bambino o adolescente quando la libertà sessuale è esplosa e che, quindi, non ha ricevuto nessun tipo di educazione in merito alle malattie ad essa collegate.

Quindi, come poter dare un piccolo contributo?

Webinar gratuito

Creando un webinar gratuito che possa informare circa le mst in Italia e in Europa, circa la loro diffusione, le possibili cure (se esistono), i metodi contraccettivi, ecc…

Un webinar che terrà Elena, grazie alla sua formazione medica e alle sue competenze specifiche.

Sarà riservato a poche persone. Ci sono solo 25 posti. Perché vogliamo che tutti siano in webcam, per poter interagire, fare domande, chiedere informazioni.

Si terrà domenica 13 dicembre alle ore 17:30 e durerà circa un’ora.

C’è un solo modo per partecipare, ovvero registrarsi all’evento QUI.
Si riceverà il link di accesso alla stanza il giorno prima del webinar.

Non sappiamo se ne faremo altri. Quindi se volete prendere al volo l’occasione di togliervi qualche curiosità, iscrivetevi ora.

Perché non vorrei togliervi un’illusione… ma Google non ha tutte le risposte. E anche quando le ha, non è detto che sia un medico a darvele.

Sesso: conoscere per prevenire
Ph. by Sergey Mikheev