Chi ha paura della wedding planner?

Chi ha paura della wedding planner?

Questo sarà il titolo del mio podcast. Ovviamente è provocatorio e nasce dal fatto che ogni tanto, davvero, mi domando se le persone non abbiano paura della wedding planner.

In che senso la gente ha “paura” della wedding planner

Un giorno notai che le persone avevano la tendenza a fare una sorta di saltino indietro appena sentivano “wedding planner”. Pensando di essere paranoica, accantonai il pensiero.

Poi, ad una fiera degli sposi a cui ero andata come visitatrice, mi capitò nuovamente: le persone a cui stringevo la mano, sembravano lasciarla subito, quasi scottasse, appena sentivano la mia professione.

A quel punto volevo davvero capire se ero io ad avere le visioni, oppure se era effettivamente così.

Quindi chiesi ad una mia amica di accompagnarmi ad una fiera e le domandai di fare caso alla reazione delle persone, senza specificare meglio cosa intendessi. E questa amica confermò la mia percezione.

Per questo motivo ho iniziato a domandarmi: “Ma non sarà che la gente ha paura della wedding planner?”

Il podcast

Innanzi tutto partiamo da dire cosa sia un podcast.

Molto semplicemente, è una trasmissione audio che può essere ascoltata online. Un po’ come le “rubriche” delle radio, dove c’è lo speaker che parla di un argomento. In quel caso la trasmissione è intervallata dalle canzoni, mentre nel caso del podcast non lo è. Ma il funzionamento è più o meno lo stesso.

I podcast possono essere sui più svariati argomenti. Materie tecniche, crescita personale, marketing, psicologia… e tantissimi altri.
Tra i professionisti che conosco e che seguo, ci sono Giulio Colnaghi che si occupa di marketing automation. Matteo Neroni che tratta argomenti di psicologia. Tiziana Iozzi che parla di crescita personale al femminile.

Ma io, che di professione faccio la Rock Wedding Planner, che cosa potrei mai trasmettere su un podcast?

Il mio progetto personale

Il progetto che inizio con questo podcast si basa sulla considerazione di cui vi parlavo nel mio precedente articolo: le coppie non hanno bisogno della wedding planner. Non è una necessità.

Il problema è semplicemente che la coppia non si può permettere di fare errori. Non può imparare da quegli sbagli. O meglio, può farlo, ma è quello che causa, di solito, alcune recriminazioni tipo: “A ripensarci, forse avremmo fatto meglio a fare così invece di cosà“. Oppure: “Con il senno del poi, se tornassi indietro, mai e poi mai rifarei questo e quello“.

Quando ci si rende conto delle cose, è troppo tardi.
A posteriori, si realizza di quanto sarebbe stata utile la presenza di qualcuno con esperienza, che mettesse sull’avviso e spiegasse le cose da fare.

Questo è quello che mi prefiggo con questo podcast.
Dare ai futuri sposi la consapevolezza di tutta la preparazione che il matrimonio richiede, di tutte le “insidie” e dei vari trucchetti da poter applicare.
In questo modo, gli sposi possono avere consapevolezza di cosa li attende, di come gestire la preparazione delle nozze. E possono anche decidere se davvero è il caso di avere paura della wedding planner oppure se può essere una valida alleata a cui rivolgersi.

Abbinamento podcast – canale twitch

Gli episodi del podcast saranno molto brevi, al massimo cinque minuti l’uno. Perché gli argomenti sono talmente vasti che si ci sarebbe da parlare per ore. Quindi il podcast serve per dare le indicazioni principali.

Come fare per approfondire?

Basta iscriversi gratuitamente al mio canale twitch.
Che ovviamente adesso è vuoto perchè le trasmissioni inizieranno settimana prossima, subito dopo l’uscita del podcast.

Il canale twitch è una via di mezzo tra le dirette Facebook e il canale YouTube. Io vado in diretta, le persone collegate possono farmi domande a cui rispondo direttamente e poi il video rimane sul canale e può essere rivisto anche in un secondo momento.

Il podcast andrà in onda la prima e la terza domenica di ogni mese.
Sul canale twitch sarò presente ogni mercoledì e riproporrò l’argomento del podcast appena pubblicato, approfondendolo e rispondendo alle domande.

Quindi saranno due trasmissioni twitch per ogni episodio del podcast.

E non escludo, un domani, di aprire una stanza in Club House.
Adesso non lo faccio perché non mi piace che sia esclusivo appannaggio di chi ha IPhone. Io sono sempre per l’inclusività, credo che certe conoscenze debbano essere a disposizione di tutti. Ma un domani, quando sarà disponibile anche per Android, potrebbe essere una possibilità.

Intanto inizio con podcast e twitch.
Iniziate a seguirmi su questi. Poi vedremo cosa ci riserverà il futuro.

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