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Io ho un podcast.  Non lo sapevate?
Beh, ora lo sapete e potete ascoltarlo, se volete.

Ma questo cosa c’entra con l’argomento di questo articolo?

Bravi, bella domanda.

C’entra, perché questa stagione del mio podcast è completamente dedicata agli errori più comuni che commettono gli sposi quando si organizzano da soli il matrimonio.

E oggi, qui, in questo articolo del blog, voglio anticiparvi l’argomento di cui tratterò nella puntata di sabato.

Uno dei primi errori che fanno gli sposi quando contattano i fornitori per il loro matrimonio, è quello di alzare il telefono e chiamare. O presentarsi di persona in negozio (per esempio nel caso di fioristi o fotografi).

E fin qui – voi direte – cosa c’è di sbagliato?

Nulla, l’errore viene subito dopo.

Perché dopo aver attaccato la comunicazione o essere tornati a casa, e aver stabilito che il fornitore è adeguato, quasi nessuno invia una mail di accettazione con riepilogo degli accordi presi.

Generalmente gli sposi confermano solo in modo verbale.

E se il fornitore non ha un suo contratto standard da far firmare alla coppia… nessuno se ne preoccupa.

O prendono accordi successivi, durante i mesi di organizzazione, solo parlandone con il fornitore, ma senza mettere nulla per iscritto. E anche nella migliore buona fede del fornitore, con tanti matrimoni da seguire, qualcosina può scappare.

Questo cosa comporta?

Quando c’è la buonafede…

Nel caso di fornitore onesto e preciso, all’80% non succede nulla e fila tutto liscio.

Ma rimane comunque quel 20% di possibilità che non ci si intenda correttamente, che venga preso male un appunto, che una richiesta venga fraintesa.

O che il titolare che ha preso gli accordi con voi, nel passaggio di consegne ai dipendenti/collaboratori, dimentichi qualcosa.

Vi faccio l’esempio del matrimonio di una mia conoscente.

Il fratello dello sposo aveva esigenze alimentari particolari, per cui gli sposi avevano concordato per lui un menu a parte.

Il titolare aveva dichiarato che non ci sarebbero stati problemi, che avrebbe organizzato lui.

E poi… era andato in vacanza.

Legittimo: era novembre, era fine stagione, ci sta.

L’organizzazione prosegue e si arriva al giorno delle nozze.

Dopo gli antipasti, il maitre va dagli sposi e chiede quale sia il menu concordato, perché lui non aveva ricevuto istruzioni in merito.

Il titolare aveva dimenticato di passare al maitre la comunicazione. E quindi in cucina non erano pronti.

Dimenticanza? Semplice svista? Poca professionalità? Deficit dell’attenzione del titolare????

In ogni caso, il giorno delle nozze si è creato un intoppo.

Presto risolto, perché il menu pensato per l’ospite in questione era molto semplice e la cucina ha potuto rispondere bene.

Ma se così non fosse stato?

... e quando la buonafede non è scontata

Poi capita anche il fornitore poco onesto.

Quello che non fa nemmeno firmare un contratto, quello che magari “ci prova”, quello che “poi ci sistemiamo”.

E’ spiacevole da dire, ma ci sono anche questi soggetti. Per fortuna pochissimi, ma purtroppo ci sono.

Chi si occupa di wedding di lavoro, sa chi sono i fornitori di cui potersi fidare. Ma gli sposi non hanno l’esperienza o le conoscenze necessarie. E il fatto che un fornitore sia referenziato, non è sempre una garanzia assoluta.

Altro esempio.

Ho seguito il coordinamento di un matrimonio in cui gli sposi avevano scelto una location abbastanza lontana (circa un’ora di macchina). Quindi avevano pensato di chiedere una convenzione all’hotel vicino, per permettere agli invitati che avessero voluto dormire lì, di farlo ad un prezzo agevolato. Lo stesso hotel dove avrebbero dormito loro.

Ad una prima telefonata, avevano concordato un prezzo.

Alla seconda telefonata, però, quel prezzo già non poteva essere applicato perché “eh, non ha parlato con me e il responsabile non mi hanno lasciato detto nulla”.

Alla terza chiamata erano riusciti a concludere un accordo che poteva essere per loro soddisfacente. Per esempio, avevano ottenuto il prezzo della camera singola con colazione a 60 euro (NB: prezzo agevolato…). E avevano concordato di potersi fermare in piscina con i testimoni il giorno dopo, con check out alla sera e compreso il brunch a mezzogiorno.

Hanno messo qualcosa per iscritto, nonostante i miei ripetuti solleciti a farlo?

Ovviamente no.

E com’è finita?

  • Gli ospiti hanno pagato la stanza 5 euro più del pattuito.
  • Gli sposi hanno dovuto lasciare l’hotel dopo pranzo.
  • Il brunch non era compreso.

Cosa serve per non farsi fregare?

Non occorre essere avvocati, né farsi seguire da uno di loro.

Basta inviare sempre una mail dopo gli accordi verbali, con riepilogo di quanto ci si è detto e chiedendo una risposta da cui risulti che effettivamente gli accordi corrispondono a quanto pattuito.

…Oppure avere una Wedding Planner che possa fare per voi una selezione dei fornitori e si preoccupi di farsi mettere tutto per iscritto.

 

A voi è mai capitato qualcosa di simile agli esempi che vi ho fatto?