Matrimonio in vigna

Matrimonio in vigna

La pandemia ha cambiato completamente la nostra vita e gli schemi che esistevano prima del 2020 oggi non valgono più.
Le persone si sono abituate a pensare in modo differente, a fare le cose approcciandole da un altro punto di vista, a tenere meno in considerazione i “format” mentali che una volta sembravano irrinunciabili.

I matrimoni non fanno eccezione.
Con tutte le nuove regole, i divieti, le limitazioni… o si pensa in modo alternativo, oppure si rinuncia a sposarsi.
Molti hanno deciso di adottare la seconda opzione. Io sono ancora tra i sognatori che credono che le cose, con un po’ di fantasia e di volontà, si possano fare. E fare bene.

Quindi oggi, in questo articolo, voglio parlarvi di un tipo di matrimonio “alternativo“: il matrimonio in vigna.

Da dove nasce l’idea

Matrimonio in vigna - panoramaErano un po’ di anni che ci pensavo e ripensavo. Alcune società che si occupano di organizzazione di eventi, fanno regolarmente le cene in vigna. Sono serate molto belle, dove i commensali sono tutti seduti a lunghi tavoli posizionati tra i filari di qualche vigna. E sono molto suggestive, con tutte le lucine appese, le tovaglie bianche che riflettono la luce e quest’aria frizzante di festa.

E io mi sono sempre domandata: ma perchè nn farci un matrimonio, invece di una semplice cena?
Quindi ho provato per parecchio tempo a trovare una location adatta.

Ma – benché in questo periodo tanti sembrino non rendersene conto – un matrimonio non è come una semplice cena. Le dinamiche sono ben diverse, il mood degli invitati è diverso e diversi sono i numeri delle persone presenti.
Poi ci sono gli spostamenti, perchè in un matrimonio non si è tutti fermi, seduti a tavola per due o tre ore. Intanto si parla, come minimo, di quattro o cinque ore. E poi ci si muove in massa da un ambiente all’altro per fare aperitivo, pranzo/cena e taglio della torta. E poi c’è la festa con i balli a chiusura.

E quindi nessuna location mi dava la disponibilità per il timore (oggettivamente giustificato) che lo spostamento delle persone, la vivacità dell’evento e il grado alcolico, potessero causare danni alle vigne.

Finchè poi ho incontrato Paolo Nenci.

Il matrimonio in vigna Nenci

Ho conosciuto Paolo Nenci ad un evento di fine settembre 2020 a Milano. In quel periodo di zona franca in cui si potevano fare eventi all’aperto, prima che richiudessero di nuovo tutto.

Ho scoperto, parlando con lui, che proprio quell’estate, per far fronte al periodo poco favorevole, si era inventato le serate di “musica in vigna“.
Musica in vignaSi trattava (e si tratta ancora, perchè da qualche settimana ha iniziato a riproporlo anche per il 2021) di serate organizzate in uno dei campi della sua azienda agricola, tra le vigne e gli ulivi.
Completamente all’aperto, con distanze ben maggiori di quelle richieste per legge.
Arredi rustici, in linea con la location, con tavoli fatti di pancali e sedute ricavate da balle di fieno imbottite con cuscini. E le lucine appese tra i rami degli alberi.
Il vino è ovviamente marcato Nenci e il cibo è fornito da professionisti dello street food. Una combinazione pazzesca.
E poi, ovviamente la musica. Con artisti diversi per ogni serata.

Quindi abbiamo deciso di parlarne, di confrontarci per creare un matrimonio bello, divertente, che rispecchiasse lo stile della location. Ma allo stesso tempo non il “classico” e ormai inflazionato matrimonio boho-chic. Qui non c’è lo chic, c’è solo il boho.

Il matrimonio in vigna… ma rock

Proprio qui sta la differenza.
Non si vuole fare un matrimonio tradizionale in una location particolare.
Non si vuole fare il matrimonio “agreste”, ma che alla fine è uguale a tanti altri.

Matrimonio in vigna NenciCon il matrimonio in vigna si vuole creare un’occasione di aggregazione, dove nessun amico o parente resta escluso, dove si fa una vera festa inclusiva, che prende la dimensione di una festa di paese.
Avete presente il primo film di don Camillo, quello con Fernandel e Gino Cervi? Che alla fine fanno il matrimonio dei due ragazzi e festeggiano per le vie del paese, con la giostra dei cavalli e il tiro a segno?
Ecco, l’idea è più o meno quella.

A seconda del budget, ce la si può “rischiare” per via del meteo.
Un “piano B” è previsto, ma per un numero ristretto di persone. Quindi se si ha un budget limitato, necessariamente anche gli invitati dovranno essere ridotti. In questo caso non per via dei costi proibitivi della location, ma proprio per il fattore meteorologico.
Se invece il budget lo consente, si può pensare ad una tensostruttura che quindi diventerebbe il piano di emergenza in caso di pioggia. Con magari una pavimentazione per poter fare, eventualmente, da pista da ballo.

Cosa ne dite?
Vi piacerebbe un matrimonio del genere?

Tenuta Nenci dall'alto

Green pass e regole anti-covid

Green pass e regole anti-covid

Il 15 giugno si riparte e potremo finalmente inaugurare la stagione dei matrimoni 2021, tra green pass e regole anti-covid varie.

Ma è tutto così chiaro riguardo alle disposizioni per fare i matrimoni in sicurezza?
Beh, decisamente no.

green pass e regole anti-covidE se siete degli sposi, dovete convolare a nozze tra giugno e luglio e ancora non avete capito esattamente cosa dovrete fare… tranquilli, siete in buona compagnia. Perfino gli operatori del settore non hanno capito al 100%. Ma non per mancanza di competenza o di informazione, sia chiaro. Semplicemente perché le Autorità non hanno ancora provveduto ad emettere una normativa univoca con regole certe e stabili.

Quindi in questo articolo voglio darvi un quadro della situazione ad oggi, 4 giugno 2021. Ma dovete essere consapevoli che potrebbe cambiare tutto dall’oggi al domani. Potrebbe perfino cambiare dopo cinque minuti dalla pubblicazione di questo “vademecum”.

Regola generale per i matrimoni 2021

La prima cosa da chiarire è che per i matrimoni del 2021 valgono le stesse regole generali che c’erano per i (pochi) matrimoni fatti nel 2020.

  1. Agli ospiti dev’essere misurata la temperatura all’ingresso e non deve essere superiore a 37,5°C.
  2. Al momento dell’ingresso in location, ci si devono igienizzare le mani. Ed è buona norma farlo diverse volte nel corso della giornata.
  3. Tutti devono indossare sempre la mascherina, in modo che copra tutte le vie aeree (naso e bocca).
  4. L’elenco degli invitati presenti al matrimonio, con i rispettivi numeri di telefono, deve essere conservato per almeno 14 giorni.

Green pass

Ma cos’è questo green pass? E come si ottiene?

In realtà la cosa è molto semplice.
Il cosiddetto “Green Pass” non è altro che un lasciapassare per il matrimonio che possono avere alcune persone aventi determinati requisiti.
In particolare, sono dotate di green pass tutte le persone che:

  1. Hanno ricevuto entrambe le dosi di vaccino.
  2. Hanno ricevuto solo la prima dose di vaccino MA! solo decorsi 15 giorni dalla somministrazione.
    Quindi, per esempio, se una persona riceve la prima dose di vaccino il 30 giugno, dal 15 luglio potrà tranquillamente partecipare ad un matrimonio.
  3. Hanno avuto il covid e sono guariti da esso entro i 6 mesi precedenti le nozze.
    Fa fede la data del primo tampone negativo dopo la malattia.
  4. Hanno fatto il tampone (molecolare o rapido) entro le 48 ore precedenti il matrimonio.

Ricevimento all’esterno

Il ricevimento deve essere organizzato all’aperto tutte le volte in cui è possibile.

Se, per vari motivi, non è proprio possibile farlo in giardino, allora si può organizzare all’interno, ma le finestre e le porte devono rimanere spalancate per garantire il ricambio dell’aria.

In via residuale, se concorrono delle circostanze tali per cui anche le porte e le finestre devono restare chiuse (per esempio un forte maltempo), è comunque possibile restare all’interno. Sarà compito dell’organizzatore trovare dei momenti idonei in cui aprire porte e finestre per cambiare aria.

Buffet libero: sì o no?

No. Niente buffet libero.

Questo non significa che si debba rinunciare al buffet. Semplicemente non verrà utilizzata la classica modalità self service.

Il buffet potrà essere servito.
buffet e regole anti-covidCioè vengono allestiti i tavoli o le “isole” come di consueto, ma il cibo rimane dietro le barriere anti-droplet. Ad ogni tavolo è assegnato un cameriere con guanti e mascherina. Gli ospiti si avvicinano al tavolo, dichiarano al cameriere cosa vogliono tra le pietanze esposte e il cameriere prepara il piatto.

In alternativa può essere valutata una modalità self service, ma solo ed esclusivamente con pietanze già porzionate e chiuse in confezioni monodose.

Distanze di sicurezza

Tranquilli, non è un matrimonio drive-in. Anche se l’hanno fatto e ne ho già parlato in un articolo.
No, qui non ci riferiamo alle distanze in macchina, bensì a quelle tra le persone.

I tavoli devono essere distanziati l’uno dall’altro di almeno 2 metri e gli ospiti seduti ad ogni tavolo devono avere una distanza minima di 1 metro tra loro.

Inoltre, tutte le disposizioni elencate fin’ora non prescindono assolutamente dal mantenere una distanza interpersonale di almeno un metro in tutte le varie fasi del matrimonio.

Lo so, lo so, lo so. Parliamo di un matrimonio, come caspita si fa a tenere la distanza di un metro? E il bacio alla sposa, vuoi non darlo? E un abbraccio a quel cugino che vedo solo a Natale e il Natale scorso abbiamo pure saltato a causa della zona rossa???

Che vi devo dire, ragazzi… è così. Io vi riporto le regole. Non le ho (purtroppo) fatte io e che ci piaccia o non ci piaccia, almeno per quest’anno dobbiamo sottostare a queste disposizioni. Almeno finchè non ci leviamo il covid di torno.

Ballare: le regole anti-covid lo consentono?

Ebbene sì, è consentito, si può ballare.
Ovviamente, anche qui, con le dovute accortezze.

Se il ricevimento è all’esterno, c’è il solo limite della distanza minima di un metro tra le persone che stanno ballando.

Se il ricevimento è all’interno, la distanza tra le persone che stanno ballando è aumentata a 2 metri. E dopo 15 minuti consecutivi di balli è necessario fermarsi per far arieggiare il locale.

balliE’ consentita la musica dal vivo, oltre al dj set.
Ma dovrà esserci una distanza minima di 3 metri tra i musicisti e il pubblico. In realtà alcune fonti dicono 2 metri e altre dicono 1 metro se ci sono le barriere anti-droplet tra band e ospiti. Quindi sul punto ci sono ancora un po’ di dubbi da chiarire.

Per ora le regole sono queste.
Come anticipavo all’inizio, potrebbe anche essere che fra 10 minuti cambino tutto e queste spiegazioni non siano più valide. Quindi aggiornatevi costantemente, prestate attenzione alle varie notizie e, se potete, affidatevi ad un professionista che gestisca la festa al meglio.

Wedding Planner: drago o sirena?

Wedding Planner: drago o sirena?

Questa settimana ho pubblicato l’ultimo episodio del mio podcast “Chi ha paura della wedding planner”. E, tirando un po’ le somme di quanto raccontato in dodici episodi, ho posto la domanda: “Wedding planner: drago o sirena?”.

Argomenti e scopo del podcast

Ho toccato molti punti “caldi” riguardo l’organizzazione del matrimonio, quali, ad esempio, la differenza fra i vari tipi di cerimonie.
Avrei avuto moltissimi altri argomenti da trattare, come la timeline, le bomboniere, gli abiti da sposa e (soprattutto) da sposo, l’auto, ecc…

Ma lo scopo di questo podcast era fornirvi uno strumento per capire megliowedding planner tutto quello che sta dietro all’organizzazione di un matrimonio e valutare se, effettivamente, una wedding planner sia per voi la scelta migliore.
Perché a posteriori, dopo il matrimonio, chiunque può dirlo. Ma è anche troppo tardi. Ormai i giochi sono fatti. E, a meno che abbiate già pianificato di sposarvi più di una volta, il matrimonio è una delle pochissime situazioni in cui non potete imparare dai vostri errori.

Quindi, alla fine, chi è la wedding planner? Questa figura mitologica che alcuni vedono come un drago sputafuoco e altri invece come una sirena ammaliatrice?

Chi è la wedding planner? Un drago o una sirena?

La wedding planner è tante cose e può essere considerata drago o sirena a seconda dei punti di vista.

Generalmente è drago prima di assumerla.
Perchè le coppie pensano che sia costosa, che non serva a niente, che crei solo impiccio. Che le stesse cose che fa lei le possono fare loro stessi oppure gli amici o i parenti stretti.

E diventa sirena dopo averla assunta e dopo aver fatto il matrimonio con lei.
Perchè a quel punto è chiaro che la spesa è stata un investimento e non un costo. E la coppia capisce il valore della propria serenità durante il giorno del matrimonio.

Ma di fatto… chi è la wedding planner?

sirenaE’ semplicemente una persona che per lavoro fa tutto quello che voi fareste dopo le 8 o 10 ore del vostro lavoro quotidiano. E quindi vi evita lo stress di sedervi (di nuovo) a pc alla sera dopo cena, con gli occhi gonfi, per spulciare internet alla ricerca dei fornitori.
Fornitori che, tutto sommato, non potrete mai sapere davvero come lavorano finché non faranno il vostro matrimonio. Con tutte le conseguenze del caso.

E’ una persona che passa il suo tempo a fare ricerche per voi, per realizzare i vostri desideri e sogni riguardanti il vostro matrimonio. Perchè possiate regalarvi un ricordo indelebile ed emozionante di quei momenti.

E’ una persona che quel giorno sarà presente per fare in modo che sia tutto in ordine, tutto perfetto e che tutto fili liscio e senza intoppi.
O meglio… che voi non vi accorgiate degli intoppi e che tutto, per voi, prosegua in modo sereno e tranquillo.

wedding planner: drago o sirena?

E’ la persona che controllerà che i testimoni arrivino in orario, che i libretti siano distribuiti sulle panche, che il fiorista abbia terminato gli allestimenti per quando voi arriverete… e se vi sembrano cose ovvie, dovreste sentire i miei racconti di tutto quello che ho visto capitare ai matrimoni!
Magari un giorno ci scriverò un libro.

Ma perchè proprio una wedding planner?

L’obiezione più frequente è che le stesse cose possono farle gli amici. Che sono tanto bravi e tanto fidati. Mica c’è bisogno di spendere i soldi di una wedding planner.

Certo, possono farlo gli amici o i parenti.
Certo. Sono sicuramente fidatissimi.

Ma!

Vi è mai capitato che questi amici così fidati non vi dessero una risposta alla vostra proposta di fare qualcosa insieme?
Voi scrivete, dite che è un po’ che non vi vedete. Vi rispondono che sì, è un sacco. Voi proponete un aperitivo. Messaggio visualizzato, spunta blu. Ma nessuna risposta. E poi viene fuori che in quel momento non potevano rispondere e pensavano di farlo dopo, ma poi il messaggio si è perso nei meantri di WhatsApp e quindi…. scusa, mi dispiace un sacco, riorganizziamo per un’altra volta, ti va?

O vi è mai capitato che l’appuntamento fosse preso, ma si presentassero in ritardo? O che si dimenticassero di avvisarvi che non potevano venire per un impegno improvviso capitato tra capo e collo?
Voi magari siete lì ad aspettare e loro non arrivano. Passano i minuti. Cinque, dieci… avranno trovato traffico. Mandate un messaggio per sapere dove siano. Non visualizzato. Va beh, staranno guidando. Quindici minuti, poi venti. Chiamate e dopo 29 squilli… ah, sì, scusa, è successo un macello al lavoro e non sono riuscito ad avvisarti, mi sa che va per le lunghe e non riesco ad arrivare.

Per carità, sono cose che possono capitare e comunque sono tutte banalità rispetto ad un matrimonio.
Ma potete davvero permettere che capiti qualcosa di simile il giorno delle vostre nozze?

Se volete assumervi il rischio e vivere comunque tranquilli, nessun problema.

Ma se non volete assumervi il rischio oppure non pensate che vivreste sereni… fatevi due conti.

Andate a riascoltarvi tutti gli episodi del mio podcast, rileggetevi gli articoli di questo blog, prendete appunti e valutate molto attentamente qual è il prezzo per la vostra tranquillità e la vostra serenità durante quel giorno.

Poi contattatemi per una prima consulenza gratuita e per un preventivo senza impegno. Così potete togliervi ogni dubbio.

Rock Wedding Planner

La musica ai matrimoni

La musica ai matrimoni

L’argomento di questo articolo è la musica ai matrimoni.

Vi confesso che per me non è molto semplice parlare di musica, perché, oltre a cantare e suonare io per prima, essendo la rock wedding planner potrei avere dei canoni musicali un po’ troppo anticonformisti. Anche per coloro che vogliono un matrimonio particolare e fuori dagli schemi.

Quindi ho deciso di circoscrivere l’argomento e di dare delle indicazioni su quelli che sono i momenti fondamentali del matrimonio (cerimonia e ricevimento) in cui la musica è indispensabile e imprescindibile.

La musica alla cerimonia

Per quanto riguarda la cerimonia, dobbiamo distinguere tra cerimonia civile e religiosa.
Di quella simbolica non parlo nemmeno perché non si tratta di un rito avente valore legale, quindi si può davvero decidere di fare qualsiasi cosa.
Mentre in questo caso, per quanto concerne la musica, voglio dare delle indicazioni un po’ più “tradizionali”.

Nella cerimonia civile, la musica è necessaria all’ingresso e all’uscita degli sposi e al momento della firma del registro.

musica ai matrimoni - flauto
Ph. by Rajesh Kavasseri

Generalmente, se la cerimonia avviene in municipio, si avrà della musica solo strumentale, senza la parte cantata.
Quindi facilmente ci sarà un violino o un flauto traverso. In qualche raro caso mi è capitato di avere una chitarra acustica.
Mai pianoforte o arpa per ragioni principalmente di comodità. Infatti la cerimonia in municipio è molto veloce, dura circa mezzora e la sala deve poi essere sgombrata rapidamente. Avendo strumenti ingombranti o che richiedono collegamenti o amplificazioni particolari (come un pianoforte elettronico, per esempio) occorrerebbe troppo tempo per la preparazione e per il successivo smontaggio.

Se la cerimonia civile avviene direttamente in location, queste problematiche logistiche non sussistono e gli sposi possono gestire la musica come preferiscono, senza limitazioni. Sempre, ovviamente, in accordo con la location.

La cerimonia in chiesa, oltre agli stessi momenti detti per la cerimonia civile, necessita la musica anche in alcuni momenti della celebrazione della messa, come l’alleluia e il santo.

musica alla cerimonia di matrimonio
Ph. by Joe Beda

Le chiese spesso hanno un organista o un coro che può essere interpellato per suonare durante tutta la cerimonia, ma non è un obbligo: si possono portare anche musicisti esterni, se gli sposi lo desiderano.

E comunque è sempre necessario ricordarsi che sono gli sposi a doversi procurare la musica per la cerimonia, anche se il matrimonio è in chiesa. Quell’organista e quel coro di cui dicevo, generalmente suonano e cantano durante le messe “ordinarie”: se si vuole che animino la cerimonia di nozze, è necessario chiederlo espressamente (consiglio: parlate con il parroco) e solitamente ha un costo. Infatti si tratta di persone che prestano la loro conoscenza musicale in modo volontario per la parrocchia, ma se devono suonare per un matrimonio devono prepararsi specificamente e magari studiare brani nuovi e fare prove e tutto questo va pagato. Non alla chiesa, bensì al musicista stesso. E i prezzi, chiaramente, cambiano da caso a caso.

La musica all’ingresso in location

La musica è necessaria nel momento dell’ingresso degli sposi in location o – se la cerimonia si è tenuta nello stesso luogo – nel momento dell’ingresso nella sala ricevimenti.

In questo caso la musica dev’essere diversa da quella che sta già suonando.
Sì, perché ovviamente la sala prima non era in silenzio, sicuramente c’era un sottofondo musicale. Che fosse in filodiffusione o dal vivo, non fa differenza.
In ogni caso, l’ingresso della coppia dev’essere accompagnato da qualcosa di vivace e caratterizzante gli sposi, qualcosa che appartenga a loro e alla loro identità, come singoli e come coppia.

Aperitivo e taglio della torta

Devono poi essere sempre accompagnati dalla musica il momento dell’aperitivo e quello del taglio della torta.

Musica in acustico
Ph. by Jon Tyson

Se c’è una band dal vivo, questi due momenti di solito vengono accompagnati da musica in versione acustica. Per cui ci saranno la/il cantante e la/il chitarrista o tastierista che eseguiranno delle canzoni abbastanza soft, di accompagnamento, che non impediscano il dialogo e la conversazione delle persone.

Per il momento dell’aperitivo è importante che la musica sia di sottofondo perché siamo ad inizio festa. Gli invitati sono appena usciti dalla cerimonia, è il momento in cui effettivamente possono ritrovarsi, salutarsi, conversare. Aggiornarsi sulle ultime novità se sono amici o parenti che non si vedono da un po’. Scambiarsi opinioni sulla cerimonia, sulla location, sugli abiti… i classici gossip da matrimonio.

Per il taglio della torta, la musica dev’essere solo di accompagnamento perché non deve distogliere l’attenzione dall’avvenimento clou di quel momento, cioè il brindisi definitivo alla felicità della coppia.

Party time

Dopo il taglio della torta, inizia il momento della festa vera e propria e qui la musica è davvero d’obbligo.

Può esserci una band che suona e che fa ballare tutti (le classiche party band), anche con cambi d’abito e abbigliamenti eccentrici; oppure può esserci un dj set per la classica disco music.

In ogni caso, questo è il vero momento musicale della giornata.

musica alla festa di matrimonio
Ph. by Gerson Repreza

Licenza Siae

Ricordatevi sempre e comunque di assolvere ai diritti d’autore per la musica riprodotta.
Vi assicuro che non è bello vedersi arrivare un controllo dalla Siae durante il matrimonio. E succede. Fidatevi che succede.

Il portale online dedicato alle feste private consente di ottenere la licenza per l’esecuzione di brani musicali tutelati dalla SIAE e di pagare il compenso dovuto.

Tra le feste private ci sono, appunto, i matrimoni.

Nel caso in cui la musica non fosse dal vivo ma registrata (cd, dvd, ecc.. e anche l’attività del dj), è dovuto anche un compenso per i cosiddetti diritti connessi.

Per poter utilizzare il servizio on line per ottenere la licenza, il richiedente deve essere una persona fisica maggiorenne oppure un’organizzatore occasionale di eventi privati.

In ogni caso è sempre possibile fare tutto ai numerosi sportelli Siae dislocati su tutto il territorio italiano.

I fornitori del matrimonio

I fornitori del matrimonio

Esistono tantissimi fornitori del matrimonio, le più svariate figure professionali che, in un modo o nell’altro, gravitano intorno al giorno delle nozze.

Fin’ora, nei miei vari articoli, ho parlato dei principali: ristorante, location, abito, catering, stationery, fotografo, eccetera.
In questo articolo, invece, vorrei porre l’accento su alcune figure che potrebbero sembrare “residuali”, ma che sono in realtà molto molto importanti.

Il fiorista (o floral designer)

Il fiorista è un fornitore fondamentale del matrimonio, perché non crea solo le decorazioni floreali, ma si occupa, in generale, di tutti gli allestimenti.

Altri fornitori - floral designer
Matrimonio da bikers – foto e allestimento di Marco Berton

Per questo motivo vi do subito un consiglio, diretto e molto esplicito: andate da un professionista che non faccia semplicemente il fiorista, ma che sia un “floral designer”. Perché quest’ultimo ha competenze che vanno ben al di là del semplice assemblaggio di un bouquet o della creazione di una bottoniera. Ha una visione di insieme e vi aiuterà a creare l’atmosfera intorno al matrimonio.

Inoltre con i fiori si possono creare delle illusioni ottiche pazzesche e si possono far sembrare gli ambienti più o meno grandi, più o meno luminosi, a seconda delle composizioni che si creano.

Quindi il fiorista (chiamiamolo così per semplicità) ha un grande e importante compito: far sentire bene le persone nell’ambiente in cui si troveranno a festeggiare il matrimonio.

Il parrucchiere (o hair stylist)

Il parrucchiere deve saperci fare.
Deve saper acconciare bene i capelli, perché la pettinatura non è solo mettere due mollette e qualche fiore.
E’ un modo per far emergere la personalità della sposa, esattamente come l’abito: deve essere coerente con il suo carattere e il suo modo di essere.

E bisogna anche sapere come correggere qualche piccolo difetto estetico che la sposa potrebbe avere, come le orecchie un po’ troppo pronunciate (è quello più frequente).

Fornitori del matrimonio - hair stylist
Acconciature di Guido Giganti

Quindi cosa facciamo? Rinunciamo al sogno di fare un raccolto o semi-raccolto solo per questo motivo?
Ma assolutamente no!
Si dovranno usare degli accorgimenti particolari, ma un professionista serio sa come accontentare la sposa,  pur mascherando i suoi punti deboli e consigliandola per il meglio.

 

 

In questo caso il consiglio è quello di fare prima delle prove di acconciatura.
E fatevi fare delle fotografie delle pettinature fatte in prova, a scanso di equivoci. Cioè… andate a fare la prova, al termine vi guardate negli specchi e chiedete alla parrucchiera di farvi una foto di quanto appena fatto.

Il motivo è molto semplice.
Mi è capitato di sentire di spose (non mie) che hanno insistito per andare dal parrucchiere da cui sono sempre andate, perché “mi conosce da una vita e sa come sono io“, hanno fatto una prova e poi il giorno del matrimonio sono state pettinate in un altro modo. E, alle rimostranze della sposa, la risposta della parrucchiera è stata: “Ma tanto stai bene lo stesso“.
Direi che non ci siamo.
Quindi fate una bella foto e il giorno del matrimonio, al momento dell’acconciatura, la mostrate al parrucchiere come “pro memoria”.

La make-up artist

La make up artist deve essere una professionista del trucco.
Non basta la semplice estetista o l’amica tanto brava a truccare che segue sempre Clio Make Up.
Perché, per quanto brave possano essere (e sono sicura che lo siano davvero), esistono dei “trucchetti”, dei “tricks” che solo le make up artist esperte e che abbiano frequentato appositi corsi e accademie, conoscono.

fornitori del matrimonio - make up artist
Ph. by Apostolos Vamvouras

Parlo al femminile, ma ovviamente mi rivolgo ad entrambi i sessi.

 

Vi faccio un esempio di quello che intendo.
Se usate un trucco perlato, che luccica – e tra le spose va per la maggiore il desiderio di essere luccicosa il giorno delle nozze… sì, anche tra le spose dark, giuro – il brillantinato di questo tipo di make up contrasta con i flash della macchina fotografica.
E quindi sulle foto risulterete come se non vi foste truccate affatto. Perché le due luci si annullano tra loro.

Quindi accertatevi di essere truccate da una professionista seria.

I confetti e le bomboniere

I confetti di zucchero con la mandorla all’interno, sono una tradizione tutta italiana. Ogni bomboniera che si rispetti li ha. Ma qui casca anche l’asino. Perché se un confetto è scadente, si sente al gusto. Dai, diciamocelo… quando un confetto non è buono, sa di cartone. E’ così.

Quindi, o mettete a budget una cifra seria e fate una confettata seria, oppure evitate del tutto la confettata. Ma per favore, niente confetti scadenti. E’ il classico “scivolone” dei matrimoni.

I confetti
Ph. by Magnaduf

In realtà, se volete fare una bellissima figura, con un’alta qualità e un prezzo molto ragionevole, potete acquistate i confetti di Sulmona. Che tra l’altro sono anche quelli originali, perché il confetto così come lo conosciamo oggi è stato inventato proprio lì.
Sono molto belli e alternativi, perché vengono confezionati in vere composizioni floreali fatte proprio con i confetti. Ci sono margherite, rose, calle, viole, grappoli d’uva…

Se volete fare qualcosa di diverso, vi consiglio questo.

Le cortesie per gli ospiti

Le cortesie per gli ospiti sono dei regalini, dei pensierini che vengono dati agli invitati.

Cortesie per gli ospiti
Ph. by Sandra Grünewald

Di solito sono delle piccole borsine, che vengono consegnate al momento della cerimonia e che contengono tantissimi gadgets.
Quasi sempre, anche se siamo nell’era digitale, possiamo trovare la mappa per arrivare al ristorante o alla location. Poi spesso ci sono delle bolle di sapone, un ventaglio se fa caldo, dei fazzolettini di carta per chi si emoziona…
Nella borsina della famiglia che ha dei bambini piccoli spesso vengono inserite delle matite colorate e dei libri da colorare.

Qui il fornitore più adatto è difficile da trovare. Potete spaziare da Amazon al negozio sotto casa.

…Volete la verità?
Su questo, i miei migliori amici sono Tyger e un sito che si chiama Troppo Togo. Fateci un giro ma occhio a non comprare tutto, perchè è il classico sito dove parte l’acquisto compulsivo.

Quindi, per concludere: come fornitori del vostro matrimonio, avvaletevi di professionisti. Non lasciate nulla al caso. Perché è uno di quegli eventi che si vivono una volta sola nella vita.
E anche voler fare un matrimonio a basso costo, non significa fare le cose “alla carlona”, come direbbe mia nonna.

E per qualsiasi dubbio possiate avere, scrivetemi e prenotate una prima consulenza gratuita.

Matrimonio da bikers
MATRIMONIO DA BIKERS – Ph. by Gianfranco Roberto – Allestimenti e fiori by Marco Berton – Acconciatura by Guido Giganti – Location c/o La Pacheca di Lazise

Fotografo e videomaker

Fotografo e videomaker

 

Fotografo
Ph. by Lisanto

Nel corso del tempo ho notato che gli sposi hanno la tendenza a  sottovalutare le figure di fotografo e videomaker.
Li scelgono sempre tra gli ultimi fornitori, dopo aver deciso a proposito di location, catering, abiti, bomboniere, partecipazioni, fiori, eccetera.

Ma fotografo e videomaker non sono affatto fornitori di seconda scelta, anzi. Sono molto importanti.

Tuttavia spesso gli sposi preferiscono valutare opzioni alternative ad un fotografo o videomaker professionista.

Alternative valutate dagli sposi

Se gli sposi hanno un budget limitato, sono portati a pensare ad una delle seguenti soluzioni:

  1. Domandare a “quell’invitato” appassionato di fotografia (o addirittura fotografo professionista) se fa il servizio.
  2. Incaricare un amico che non avrebbero invitato al matrimonio, di fare il servizio. Così si prendono due piccioni con una fava: si risparmia sul fotografo e si può avere un amico in più.
  3. Chiedere agli invitati di fare foto con i cellulari o con le fotocamere (una volta si usavano le macchinette usa e getta) e poi caricarle su una cloud o un sito appositamente creato.

Di per sé, potrebbero potenzialmente essere tutte opzioni valide. Soprattutto se si sta cercando di fare un matrimonio davvero low cost.
Ma vorrei farvi notare alcuni punti deboli che, a parer mio, sono importanti.

Obiezioni alle alternative valutate dagli sposi

Le idee alternative per avere un fotografo o un videomaker a costo (quasi) zero presentano delle problematiche… morali, innanzi tutto.

  1. Sul fatto di chiedere a qualche invitato fotografo o appassionato di fotografia di fare il servizio… Sì, probabilmente verrebbero anche delle foto belle.
    Ma poi? Gli si chiede anche di post produrle? Potrebbe farlo come regalo di nozze, certo. Però considerate anche che lui (o lei) quella festa di nozze non se la godrà per niente. Perché sarà impegnato a fare foto, che – visto che è il regalo di nozze – devono essere fatte molto bene.
    Inoltre gli si chiede di alzarsi all’alba (il fotografo inizia a scattare già prima della cerimonia, a casa degli sposi mentre si preparano) e rimanere per forza fino alla fine di tutta la festa.
    In generale, per quanto l’invitato in questione sia disponibile, non è il massimo della cortesia nei suoi riguardi.

    Fotografo amico
    Ph. by Uyen Nguyen
  2. Prendere un amico (o conoscente) fotografo o appassionato di foto, che si sarebbe escluso dal ricevimento per ragioni di budget… non è molto cortese. E comunque cosa si fa con l’eventuale accompagnatore o accompagnatrice? Se questo ha famiglia, si invita solo lui/lei? E poi gli si chiede pure di farlo gratis o di fare un prezzo davvero basico?
    Direi che non è molto elegante. Anche se si è in estrema confidenza, non è proprio il caso.

    Fotografo amico
    Ph. by Benjamin Combs
  3. Chiedere agli invitati di fare foto con il cellulare e poi caricarle su una cloud o un sito, si può fare. Ma difficilmente verranno foto e filmati davvero belli. Forse su cento foto se ne possono salvare dieci. Anche perché bisogna considerare che la bellezza delle foto è inversamente proporzionale al tasso alcolemico, quindi più la festa va avanti, più peggiora la qualità delle foto.
    E’ una soluzione che userei solo in aggiunta ad un fotografo professionista: questo solo per la cerimonia e poi per il ricevimento si chiedono le foto agli ospiti. Così si è almeno sicuri di avere una base certa.

    Fotografi con cellulare
    Ph. by Gabriel

Il mio consiglio per scegliere fotografo e videomaker

Per il tipo di fotografo o di videomaker, io vi consiglio qualcuno specializzato nei servizi per i matrimoni.

Ci sono moltissimi fotografi bravi, ma magari hanno altri ambiti di lavoro.
C’è chi si occupa di ritratti in studio. C’è chi è specializzato in foto di cosplayer, quindi soggetti che devono sembrare autentici ma è palese che non lo siano e quindi il carico emotivo delle foto è molto diverso. Ci sono anche fotografi o videomaker che fanno servizi per conferenze, meeting aziendali o simili.

Videomaker
Ph. by Kal Visuals

Sono sicuramente tutti molto bravi nel loro specifico settore, ma nei matrimoni deve trasparire l’emozione.
E soprattutto non si possono rifare le foto.
Cioè, in alcuni casi sì, quando si fanno le foto ai soli sposi, mettendoli in posa. Ma sono davvero poche foto. Quelle con il carico emozionale maggiore sono quelle spontanee e lì… è buona la prima. Non ci sono seconde possibilità. O scatti in quel momento, oppure perdi l’attimo.

Un fotografo specializzato in matrimoni è pronto e sa come comportarsi in queste circostanze e coglie gli istanti quando accadono.

Quindi il consiglio è quello di valutare bene a chi vi affidate.
E riservate una buona quota del budget a fotografo e videomaker, perché fra vent’anni, quando riguarderete le foto, vorrete vedere delle immagini belle, che vi riportino all’emozione di quel giorno.

Partecipazioni, inviti e stationery

Partecipazioni, inviti e stationery

Partecipazioni ed inviti sappiamo tutti (più o meno) cosa sono, ma la stationery cos’è???

Letteralmente significa “cartoleria”.
Nel mondo del wedding, con questa parola si intende “il mondo di carta”, tutto ciò che in un matrimonio è cartaceo. Quindi partecipazioni, inviti, save the date, tableau de mariage, tag delle bomboniere, segnaposto, cartellonistica, ecc…

Inviti e partecipazioni

Iniziamo dalla cosa più semplice.

Tutti abbiamo sentito parlare, almeno una volta nella vita, di inviti e partecipazioni di matrimonio. Ma qual è la differenza tra i due?

Entrambi sono dei modi per comunicare a parenti e amici la data e il luogo esatti del matrimonio. Ma con finalità diverse.

Partecipazioni Rockabilly
Grafiche esclusive Rock Wedding Planner(R)

Le partecipazioni danno solo la comunicazione di giorno e ora della cerimonia, senza indicazioni relative al ricevimento.
Quindi chi riceve la partecipazione è invitato solo ed esclusivamente alla cerimonia. In chiesa o in Comune è indifferente, ma comunque non ricomprende il pranzo o la cena che segue.

L’invito, invece, contiene anche l’indicazione del luogo dove si terrà il ricevimento, dando nome e indirizzo precisi della location. Generalmente viene scritto su un biglietto separato, ma dipende dallo stile adottato dagli sposi per il loro matrimonio e dal progetto creativo di riferimento.

Chiaramente le partecipazioni possono essere distribuite più o meno senza limite (compatibilmente con la capienza della chiesa o della sala comunale). Mentre, invece, per gli inviti bisogna ragionare sul numero di persone che si desidera avere al ricevimento, soprattutto in relazione al budget.

Mi rendo conto che, detta così, è molto poco romantica. Ma è la verità.
Bisogna farsi i conti in tasca e decidere quante persone ci si può permettere di invitare a mangiare.

Per questo motivo sono nati degli “escamotage”. Tra cui l’invito al taglio della torta.

Invito al taglio della torta

Chi riceve questo invito può andare alla cerimonia e poi viene atteso sul luogo del ricevimento solo dopo una certa ora, quando ci sarà il taglio della torta e l’inizio della festa danzante.

A differenza di molti altri Paesi, come America e Inghilterra, qui in Italia generalmente il ricevimento è a tavola.
Ci si siede comodi, si mangia un discreto numero di portate e poi si fa il taglio della torta con l’apertura del buffet di dolci. Solo alla fine, dopo tutto questo, ci si scatena con le danze.

In quest’ultima parte, la maggioranza delle volte restano solo gli amici. I parenti, soprattutto i più anziani, preferiscono andare a casa.
E per questo motivo si possono invitare persone aggiuntive al taglio della torta e all’ultima parte del ricevimento.

E’ un modo per limitare i costi del pranzo o della cena ma avere comunque tutte le persone care a festeggiare il matrimonio.

Save the date

Il save the date è una novità in voga da pochi anni, che è stata utilizzata moltissimo nel periodo del covid, quando tutti hanno dovuto spostare le date di matrimonio.

Invito save the dateConsiste in un annuncio che viene fatto a tutti indistintamente: amici, parenti, colleghi di lavoro, soci in affari… tutti. Perchè non contiene una richiesta di presenza e non prevede una risposta.
Va un po’ a sostituire l’annuncio del fidanzamento che si faceva una volta sui giornali.

Non contiene nessun tipo di informazioni, solo la data delle nozze e il nome degli sposi.
E’ completamente informale e spesso si usano soluzioni grafiche simpatiche. O addirittura si utilizzano delle foto scherzose degli sposi. O si fanno dei video apposta.

Il save the date è talmente tanto informale, che a volte si invia anche per mail o per whatsapp.

Tableau de mariage e i segnaposto

Il Tableau de mariage è una stationery che serve per indicare agli ospiti a quale tavolo devono sedersi.

Originariamente era semplicemente un cartellone, più o meno decorato, con i nomi dei tavoli e l’elenco delle persone assegnate a ciascuno di essi.
Poi, con il passare del tempo, la fantasia ha preso il sopravvento e ci si è lanciati in cose creative. Quindi cartelloni dipinti a mano o disegnati in modo artistico. Oppure grandi specchi facenti le funzioni dei cartelloni, quindi con i nomi scritti proprio sulla superficie riflettente. Oppure ancora cornici vuote con dei piccoli cartellini attaccati con dei nastri. O bicchierini di vetro (contenenti uno shottino) con inciso il nome dell’invitato e il tavolo.

Insomma, chi più ne ha, più ne metta.

Va da sé che poi, trovato il tavolo, gli ospiti devono capire il loro posto esatto. E qui entrano in scena i segnaposto, generalmente collocati sopra al tovagliolo, con indicato il nome di ciascun ospite.

La cartellonistica

La cartellonistica esula un po’ dal “mondo della carta”, perchè può essere realizzata in molti materiali.
Anche qui la fantasia è l’ingrediente principale.

Statonery cartellonistica
Ph. by Scott Webb

La sua funzione è principalmente indicare agli invitati dove si tengono i vari momenti del matrimonio: cerimonia, aperitivo, buffet di dolci, confettata, ecc…
Ma anche indirizzare gli ospiti verso stanze “utili”… come la toilette, per fare un esempio.

Poi ci sono cartelli più ludici, come quelli indicati il photobooth, il giocabimbi e simili.
O anche quelli che danno semplici indicazioni, come lo stare attenti allo scalino.

Consiglio

E’ molto importante ricordarsi sempre di non dare nulla per scontato. Soprattutto quando tra gli ospiti ci sono anche persone anziane o con mobilità limitata. O quando ci sono tanti bambini.

statonery
Ph. by Ben Rosett

Matrimonio con rito simbolico

Matrimonio con rito simbolico

Il matrimonio con rito simbolico in realtà non è un vero matrimonio. Nel senso che non ha valore legale.

Sotto certi aspetti si potrebbe considerare solo una sceneggiata e, per questo motivo, da alcuni non è ben visto.
In realtà è fortemente emozionale, perché sono gli sposi a decidere come vogliono che avvenga, completamente al di fuori degli schemi imposti dai classici rituali dei matrimoni civili o religiosi.

rito simbolico - storiaIn Italia la cerimonia religiosa cattolica è quella da sempre più diffusa, per ragioni prettamente culturali. E benché adesso sia un po’ in decremento, rimane ancora la più frequente. Tuttavia spesso questo non è dovuto alla reale fede degli sposi, ma a ragioni diverse, come la paura del cambiamento. O il voler assecondare i desideri della mamma o – più spesso – della nonna. O la paura del giudizio degli invitati.

Se prima era inaccettabile un altro tipo di cerimonia, a partire dagli anni Ottanta, è aumentato il numero di chi non aveva paura di dichiarare ad alta voce di volere un matrimonio non cattolico. E, con il passare del tempo, il matrimonio civile è diventato normale prassi.

MA!! In entrambe questi riti ci sono dei difetti.
Quello cattolico è ricco di  riti e simboli che possono risultare pesanti, soprattutto se non condivisi. Pur essendo molto bello e scenografico da vedere, con i fiori, l’incenso, l’organo e il tappeto rosso.
Quello in comune è più snello, pratico e anche economico (niente allestimenti). Però è completamente spersonalizzato: quindici minuti, due firme e gli articoli del Codice Civile.

Quando scegliere il rito simbolico

Sono proprio questi i casi in cui va scelto il matrimonio con rito simbolico. Per personalizzare la cerimonia.

rito simbolico - spiaggia
Ph. by Getúlio Moraes

A volte gli sposi sono alle seconde nozze, quindi vogliono qualcosa di particolarmente eccentrico, che non hanno potuto o voluto fare al primo matrimonio.
Oppure sono appassionati dei riti tribali o celtici o altri rituali particolari che non possono essere espletati durante il rito civile.
Oppure vogliono assolutamente sposarsi in una determinata location, ma questa non è autorizzata a celebrare matrimoni validi agli effetti di legge.

Come fare per avere un matrimonio valido?

Ma quindi si deve scegliere tra avere un rito simbolico e avere un matrimonio legalmente valido?

Assolutamente no!

Semplicemente la coppia si sposa prima in Comune o in chiesa, magari con un numero minimo di invitati (a volte solo i testimoni) e poi si realizza la cerimonia simbolica secondo i desideri degli sposi.

A questo punto, di solito, la domanda che mi fanno le coppie è: quali sono i possibili riti?

Esistono varie cerimonie possibili. Possono anche essere combinate tra loro. Oppure gli sposi possono decidere di crearne di nuove a partire da zero.
Ma la cosa bella della cerimonia simbolica è proprio il fatto che si può fare quello che si vuole.

Generalmente i riti più richiesti sono:

  1. Il rito della sabbia, dove gli sposi hanno ciascuno un vaso contenete della sabbia colorata e, durante le promesse, la versano in un terzo contenitore più capiente, mischiando così i colori. Ovviamente rimane scenografica se i vasi sono trasparenti.

  2. rito simbolico - luce
    Ph. by Diego Lozano

    Il rito della luce. Gli sposi hanno ciascuno una candela accesa e con queste accendono insieme una terza candela. A volte il fuoco passa addirittura dai testimoni. Cioè i testimoni hanno anch’essi una candela; la accendono con l’accendino e poi fanno accendere le candele ai rispettivi sposi. E poi, infine, viene acceso l’ultimo cero.

  3. Il legamento delle mani, in cui gli sposi si tengono le mani e il celebrante, mentre loro si scambiano le promesse, lega con un nastro le mani della coppia. Questo rito ha una forte componente religiosa, perché è un tipo di simbologia utilizzata in alcuni culti.

  4. Il rito celtico, basato su antichi rituali di questo popolo.

    In ogni caso tutti queste cerimonie sono personalizzabili a seconda delle esigenze e della volontà degli sposi. Anche la partecipazione degli invitati può essere più o meno significativa, a seconda di quello che la coppia desidera. In alcuni riti, per esempio, c’è un passaggio delle fedi tra gli ospiti, affinché ogni invitato metta la sua energia all’interno degli anelli nuziali, prima che vengano indossati dagli sposi.

    Quindi le possibilità sono davvero infinite.
    Ci sono anche delle agenzie apposite per le cerimonie simboliche, con dei celebranti preparati a tutte le tipologie di riti.

Il mio consiglio

Il mio consiglio, in questi casi, è di focalizzarvi su quello che più piace a voi. Che poi è il motivo fondamentale per cui è nato il rito simbolico.

Un cerimonia più essere bellissima, ma se il contesto non vi appartiene in modo profondo, poi risulta affettata, finta. Si percepisce che non vi calza bene addosso. Allora tanto varrebbe fare il rito cattolico o civile e non pensarci più.

Le cerimonie meglio riuscite sono quelle dove gli sposi si sentono a loro agio, perché c’è coerenza tra la loro personalità e il tipo di cerimonia.

Non fatevi spaventare dal numero di possibilità. E’ tutto bello e siamo d’accordo. Ma partite da voi, da chi siete e da cosa caratterizza le vostre personalità singole e di coppia.
E poi da lì fate la vostra scelta.

rito simbolico
Ph. by Juan Manuel Núñez Méndez

Matrimonio con rito concordatario

Matrimonio con rito concordatario

Il matrimonio con rito concordatario è il classico matrimonio celebrato in una chiesa cattolica. Consente di sposarsi in chiesa e, nello stesso tempo, di dare alla funzione effetti vincolanti anche per lo Stato italiano.
Con un’unica funzione quindi si è sposati sia per la Chiesa e sia per la legge.

Cos’è il matrimonio concordatario

Rito concordatario
Ph. by Josh Applegate

Il rito concordatario è quello celebrato davanti al ministro di culto cattolico, al quale la legge dello Stato italiano riconosce gli stessi effetti del matrimonio civile.
Questo è possibile in virtù dei Patti Lateranensi del 1929, riformati poi nel 1984 con i cosiddetti Accordi di Villa Madama).
Ma sempre a condizione che il matrimonio celebrato davanti al parroco segua le stesse prescrizioni di Legge per i matrimoni civili e purché sia trascritto nei registri di stato civile.

Questo significa che la coppia dovrà espletare tutte le pratiche richieste per il matrimonio civile ma anche presentare i documenti richiesti dalla Chiesa cattolica per soddisfare i requisiti religiosi.

Passi preparatori al matrimonio

Prima di tutto dovete andare a parlare con il parroco: con lui fisserete la data del matrimonio e sempre lui vi darà tutte le informazioni circa la documentazione da presentare.

La parrocchia, di regola, è quella di residenza di uno dei due sposi. Ciò non toglie che ci si possa sposare anche in una parrocchia diversa: in quel caso semplicemente le pratiche saranno un po’ più lunghe.

Dovrete poi seguire il corso fidanzati. Generalmente si segue presso la parrocchia dove ci si sposerà, ma non è un obbligo. Si può seguire anche in un’altra sede e addirittura in un’altra città. L’importante è che otteniate poi il certificato che attesta che l’avete completato regolarmente.
Mi è capitato spesso di coppie originarie del sud che tornavano nella città di origine per il matrimonio, ma, per ragioni di praticità, hanno seguito il corso a Milano. E’ regolare e non comporta problemi di nessun tipo.

Siccome si tratta pur sempre di un matrimonio valido anche per lo Stato, bisogna seguire le stesse prescrizioni di legge. Quindi è necessario fare richiesta di pubblicazioni in Comune, pagare i bolli e ottenere il certificato di avvenuta pubblicazione, che ha validità di 6 mesi.

Per il matrimonio cattolico è previsto, comunque, un regime di doppia pubblicazione: vanno fatte anche le pubblicazioni ecclesiastiche, ad opera del parroco. Devono essere affisse alle porte della chiesa sia dello sposo che della sposa (se diverse) per 8 giorni consecutivi comprendenti due domeniche.

Una volta espletata tutta questa burocrazia, potete tranquillamente sposarvi.

La cerimonia di rito concordatario

La cerimonia in chiesa è più complessa di quella in Comune.
Segue il rito cattolico, quindi occorrerà incaricare delle persone per leggere le letture, suonare e cantare, portare i doni all’altare al momento dell’offertorio, ecc… Sarà necessario stampare i libretti della messa e addobbare la chiesa con i fiori.
Tutte queste cose spettano a voi sposi, non vengono fatte dal parroco o da altri addetti. E’ la coppia che si deve attivare per tutto ciò che riguarda la liturgia. A meno che, chiaramente, abbia una wedding planner.

Cerimonia rito concordatario

Per gli effetti civili, è necessaria la presenza di due testimoni per parte. E’ possibile anche averne in numero maggiore, ma l’atto di matrimonio ne richiede solo due. Quindi se ce ne sono, per esempio, tre, un testimone non firmerà la copia dell’atto che viene trasmessa in Comune, ma solo quella che resta alla Chiesa.

Durante la celebrazione il parroco deve obbligatoriamente dare lettura degli articoli del codice civile riguardanti i diritti e i doveri dei coniugi.

Dopo il matrimonio il parroco compila l’atto di matrimonio in duplice originale, che deve essere sottoscritto dal parroco stesso, dagli sposi e dai testimoni. L’atto contiene le generalità complete degli sposi, l’indicazione di luogo e data della celebrazione e le generalità del celebrante. E può essere inserita anche la scelta del regime patrimoniale (comunione o separazione dei beni).
Il parroco deve trasmettere una copia di questo atto, entro e non oltre 5 giorni, all’ufficiale di stato civile del comune in cui è avvenuto il matrimonio per la trascrizione nei registri comunali.
Se il non venisse trascritto, resterebbe un atto religioso privo di effetti per l’ordinamento italiano.

Gestire la cerimonia concordataria

La cerimonia concordataria è la più tradizionale ma anche quella che richiede più impegno nella preparazione. Nonché più abilità nella gestione delle varie parti della cerimonia, il giorno stesso del matrimonio.

Per questo motivo le Wedding Planner fanno anche solo il cosiddetto coordinamento, cioè la regia delle giornata. Controllano, in sostanza, che tutto fili liscio.

Questo è importante soprattutto per le cerimonie in chiesa, dove si chiede agli invitati di partecipare attivamente con delle letture o con altri gesti tipici del rito. Ma gli ospiti potrebbero essere atei, agnostici o appartenere ad altri culti. O semplicemente non essere praticanti e quindi non sapere come muoversi o a chi rivolgersi. Perciò è essenziale avere una figura di riferimento, che guidi e coordini la cerimonia e permetta alla celebrazione di svolgersi con fluidità.

Se vi raccontassi tutto quello che ho visto in questi anni…

matrimonio con rito concordatario
Ph. by Josh Applegate

Matrimonio con rito civile

Matrimonio civile

Come anticipato nel mio ultimo articolo, in Italia esistono vari tipi di cerimonie di matrimonio; oggi vorrei approfondire il tema del matrimonio celebrato con il solo rito civile.
Alcuni dei punti che toccherò (per esempio la richiesta di pubblicazioni) riguardano anche il matrimonio concordatario, ma ho deciso di trattarli direttamente qui per maggiore completezza e comodità.

Le pubblicazioni di matrimonio

La richiesta di pubblicazioni va fatta presso l’Ufficio Matrimoni del Comune di residenza di almeno uno dei due fidanzati, portando il proprio documento d’identità in originale e in fotocopia.

Può essere fatta anche solo da uno dei due sposi, purché abbia una delega dell’altro, unitamente ad una copia del documento d’identità.

E, addirittura, può farla anche una terza persona!
Sempre con delega dei futuri sposi (in questo caso di entrambi) e con le copie dei rispettivi documenti d’identità.

La richiesta di pubblicazioni ha un costo di € 16,52, a cui si aggiungono € 16 per ogni Comune “coinvolto”.

Facciamo un esempio con Milano.

  • Se entrambi gli sposi risiedono a Milano e si sposano a Milano, la pratica costerà € 16,52. Facile, semplice, lineare.
  • Se gli sposi risiedono in due Comuni differenti e, quindi, uno a Milano e uno in un diverso Comune, il costo sarà di € 32,52, cioè € 16,52 a cui vanno aggiunti altri € 16.
  • Se poi la cerimonia si svolge in un altro Comune, al costo delle pubblicazioni occorre aggiungere altri 16 euro ancora.

L’importo va pagato in contanti direttamente all’Ufficiale di Stato Civile, al momento della presentazione della richiesta di pubblicazioni.
Attenzione a non portare voi le marche da bollo, perché gli uffici non le accettano: l’assolvimento dell’imposta avviene in modo virtuale e quindi non servono le marche cartacee.

Le pubblicazioni devono rimanere affisse per 8 giorni consecutivi presso i Comuni di residenza degli sposi, all’interno dell’Albo Pretorio. Oggi questo si trova anche online, quindi le pubblicazioni, di fatto, risultano anche sui siti internet dei Comuni di residenza dei fidanzati.

All’esito, il Comune rilascia il certificato di avvenuta pubblicazione, che ha una validità di 180 giorni. Questo significa che il matrimonio dev’essere celebrato entro questo termine. Che di fatto sono 6 mesi.

La cerimonia di matrimonio con rito civile

Una volta ottenuto il certificato di avvenuta pubblicazione, la coppia deve prendere un appuntamento in Comune, sempre presso l’Ufficio Matrimoni, per prenotare la data delle nozze.

La cerimonia di matrimonio con rito civile può essere gratuita o può avere dei costi, che comunque sono minimi e accessibili a tutti.
I costi sono dovuti a diversi fattori che variano a seconda:

  1. che almeno uno degli sposi sia residente nel Comune dove avviene la celebrazione del matrimonio;
  2. che gli sposi siano cittadini italiani o stranieri dell’UE o extra UE;
  3. dal giorno e dall’orario in cui gli sposi vogliano celebrare il matrimonio;
  4. che gli sposi vogliano celebrare le nozze nel luogo preposto dal Comune o presso una location (pur sempre autorizzata dal Comune, ma diversa rispetto ai luoghi messi a disposizione dall’Amministrazione Comunale).

Il matrimonio può essere anche celebrato da una persona “vicina” alla coppia, purché sia cittadino italiano, maggiorenne, abbia tutti i diritti civili e politici e NON sia un parente di primo grado degli sposi.
In questo caso è sufficiente fare richiesta in Comune almeno 30 giorni prima del matrimonio e si viene delegati dal sindaco.

Sembra tutto abbastanza semplice, cosa ne dite?

matrimonio rito civile
Ph. by Nick Karvounis