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Qualche giorno fa mi sono imbattuta in un reel su instagram di un'artigiana che fa piccoli capi d'abbigliamento, come sciarpe e cappelli particolari. Non era fra i miei contatti, era uno di quei post che instagram suggerisce agli utenti in base alle preferenze e/o dai followers in comune.

Questo reel iniziava con una frase che questa artigiana si sente spesso dire: "20 euro per un cappello mi sembrano un'esagerazione".

E poi nel reel veniva mostrato tutto quello che sta dietro quei 20 euro.
Il materiale acquistato, le ore passate a cucire, i costi per acquistare lo spazio al mercato dove viene messa la bancarella, il trasporto del materiale fino al mercato (con i relativi costi), il tempo impiegato per allestire e disallestire la bancarella...

Quindi 20 euro per un cappello possono sembrare tanti ma considerando il lavoro e i costi che ci sono dietro, non lo sono per niente.

A questo punto mi (e vi) chiedo: ma voi avete presente tutto quello che comporta il lavoro di una wedding planner?

Intanto bisogna fare una dovuta premessa.

Le wedding planner (lo sapete, io penso a me quando parlo di wedding planner e quindi parlo al femminile, ma ovviamente mi riferisco anche a tutti gli uomini che fanno questo lavoro) è una libera professionista e non esiste un tariffario unico. I prezzi che applica ogni planner dipendono dal tipo di lavoro che le viene richiesto dagli sposi, dalla sua esperienza e dal suo grado di specializzazione nel tipo di matrimonio che vogliono i clienti.

Chiaramente una planner al suo primo matrimonio non vi chiederà un compenso uguale a quello di una professionista con 10 anni di esperienza e centinaia di matrimoni al suo attivo. Perché le garanzie che vi può offrire sulla buona riuscita del vostro matrimonio non sono le stesse.

Oltre a questo, c’è un altro punto molto importante da precisare.

Di quello che voi pagate alla wedding planner come compenso per il suo lavoro, a lei ne rimane forse il 50%.
Perché il resto finisce in tasse (a seconda del regime fiscale, ma sicuramente almeno il 30%) e a copertura dei costi vivi.

Già sento la domanda che sorge spontanea…
Ma quali costi ha la planner?? Mica è un’artigiana, mica deve acquistare il materiale per produrre cose!

Vero.
Però considero un costo tutti gli spostamenti in auto o con i mezzi per i sopralluoghi e per gli appuntamenti con i fornitori e con gli sposi, nonché il cachet della collaboratrice che sarà presente il giorno del matrimonio e che avrà anche partecipato in precedenza ad alcuni appuntamenti con gli sposi.

E poi ci sono i costi “nascosti” come l’affitto dello studio, la connessione a internet, il cellulare…

Adesso volete sbirciare dietro le quinte per sapere cosa davvero fa la planner quando lavora per voi ma voi non la vedete?

Appena gli sposi dicono “sì, sarai tu la nostra wedding planner” inizia la stesura del budget plan. Ad ogni servizio che occorre nel matrimonio viene assegnata una quota di budget, facendo attenzione a tenere una piccola percentuale di scorta per le emergenze.

Di solito questo lavoro porta via un paio di giorni, perché i conti vanno fatti nel modo più preciso possibile per evitare di sforare le cifre che si hanno a disposizione.

Una volta che il quadro economico è chiaro, la planner passa alla ricerca dei fornitori, in ordine di urgenza.

Quindi prima la location, il catering, l’atelier per lei e il fotografo/videomaker. Questi vanno trovati tra i 12 e gli 8 mesi prima del matrimonio.
Poi, a seguire, bisogna trovare l’atelier per lui, le scarpe per entrambi, tutte le parti grafiche e cartacee (es: partecipazioni, segnaposti, segnatavoli, ecc…) make up, parrucchiere e i musicisti: tutti almeno 6 mesi prima delle nozze.
Infine, tra i 6 e i 3 mesi prima del matrimonio, ci saranno il fiorista, le bomboniere, l’auto degli sposi e le fedi.

Come avviene la ricerca?

La prima cosa che fa la wedding planner è capire se ci sono dei professionisti con cui ha già lavorato (e sa che sono seri e affidabili) che possano rimanere nella quota di budget prevista e che possano incontrare le esigenze degli sposi.

Per questo di solito le planner tengono un database di tutti i fornitori con cui hanno lavorato nel corso del tempo, divisi per tipo di servizio e per zona geografica.

Poi si passa alla ricerca di professionisti con cui ancora non si è lavorato. E bisogna fare davvero molta attenzione, verificare i lavori che hanno già svolto, guardare le foto e le recensioni e chiedere anche a conoscenze comuni per avere delle sorta di referenze. Per questo è molto importante che le planner abbiano una rete di contatti nel settore.

Di solito questa selezione occupa almeno un paio di giorni per ogni tipologia di servizio cercato. Quindi minimo 30 giorni in totale (circa 240 ore).

Ma non è finita qui, questa è solo la parte che si svolge in ufficio.
Pensate che non ci sia una parte operativa sul campo?

Per ogni servizio si portano agli sposi almeno tre o quattro possibili fornitori, con i relativi preventivi e delle immagini di lavori già fatti da quei professionisti.

Se sulla carta agli sposi piacciono, si procede con il fissare un incontro, che può essere via call o di persona, e che si può concludere con la scelta di uno di quei fornitori, nel qual caso si passa alla firma del contratto.
Oppure può anche accadere che nessuno incontri l’approvazione degli sposi e allora si ricomincia dall’inizio con ulteriori ricerche fino a quando si trova il fornitore giusto.

Per le location, l’incontro è sempre di persona in modo che gli sposi possano vedere dal vivo i luoghi dove potrebbe svolgersi il matrimonio.
Spesso (io lo faccio sempre) la planner ha già fatto un giro di sopralluoghi per verificare le informazioni che le sono state date e controllare che il posto possa incontrare le esigenze dei clienti.

E qui, tra spostamenti, sopralluoghi preventivi e sopralluoghi con gli sposi, occorrono come minimo altri 10-15 giorni (circa 100-120 ore).

Per quanto riguarda gli atelier, è tutta un’altra storia.

E’ sempre necessario prendere un appuntamento (spesso un po’ in là nel tempo), capire quante persone possono accompagnare gli sposi e usare tanta, tanta, tanta psicologia.

Inutile dire che nella gran parte dei casi è la sposa a necessitare più prove in più atelier, prima di trovare quello che cerca. Lo sposo solitamente è più deciso.

Mi è capitato solo una volta che una sposa trovasse l’abito al suo primo appuntamento. Anche solo due appuntamenti sono abbastanza rari, è più facile rimanere sui tre o quattro atelier visitati prima di trovare l’abito perfetto.

Ma sapete come funziona, sicuramente avete visto almeno una volta “Abito da sposa cercasi” su Real Time.
In Italia gli atelier, per quanto grandi possano essere, non sono mai forniti quanto Kleinfeld e si ha a disposizione una sola ora per ogni prova, cosa che fa aumentare il numero di appuntamenti necessari.

In questo caso è difficile quantificare il lavoro della planner, perché è tutto legato alla rapidità con cui la sposa trova il suo abito. Poi va considerato lo sposo, le prove successive (almeno due per entrambi). Quindi consideriamo circa 3 giorni di lavoro, 24 ore lavorative.

Come avrete capito, il lavoro della wedding planner è davvero di accompagnamento degli sposi passo passo.

Ci sono call, appuntamenti, messaggi mandati e ricevuti a qualunque ora del giorno e della notte, crisi di ansia da fronteggiare e momenti di panico da sedare.

Vogliamo quantificare in termini di ore? Siamo sul migliaio. A spanne.
Senza contare che il giorno prima delle nozze è una full immersion nel portare materiale in location e verificare che sia tutto in ordine.
E che il giorno del matrimonio servirebbe il dono dell’ubiquità, anche se si è in due. E anche una giratempo aiuterebbe.

Ma per me è e rimane il lavoro più bello del mondo.
Perché quello che faccio è realizzare il vostro sogno e alla sera, quando mi siedo per un momento ad osservare tutti gli invitati e gli sposi che ballano e si divertono, sento una felicità e una serenità che non si può spiegare a parole.

E vorrei davvero con tutto il cuore essere riuscita a spiegarvi, in questo articolo, tutto quello che c’è dietro ad un semplice prezzo messo in fondo ad un preventivo. Perché se andate a vedere la quantità di ore lavorate e fate due conti, vi renderete conto che stiamo davvero parlando di qualcosa che si avvicina a un euro e mezzo all’ora.

Non lo faccio per diventare ricca e nessuna planner lo fa per questo.
E’ quella serenità a fine giornata che fa tutta la differenza. E’ la realizzazione di quel sogno, che coccoliamo come se fosse il nostro.

Un po’ della planner è in ogni sposa. Ed è per questo che, volente o nolente, ad ogni matrimonio almeno una lacrima di gioia e di emozione si versa sempre.