C’è una cosa che nessuno dice abbastanza chiaramente: non tutte le spose sono fatte per il matrimonio tradizionale.
Quello con 120 invitati (di cui la metà non sai nemmeno perché ci sono), il menu da dodici portate, il lancio del bouquet e tutte le cose che si fanno “perché si è sempre fatto così”.
E soprattutto: quello che sembra perfetto, ma non ti rappresenta per niente.
Se ti senti leggermente fuori posto quando pensi al tuo matrimonio, non è un problema… è un segnale.
E no, non sei tu ad essere difficile. Semplicemente sei diversa. Che non è affatto una brutta cosa! Anzi, dal mio punto di vista è un valore aggiunto, perché ti permette di distinguerti ed essere memorabile.
Vediamo se anche tu fai parte di questa tipologia di spose. Vediamo se ti riconosci.
1. Non sei di quelle che sognano il matrimonio da quando avevano 12 anni
Non hai mai avuto la bacheca Pinterest piena di vestiti da principessa o di idee per le bomboniere.
Per carità, questo non vuol dire che tu non ci abbia mai pensato o che non l’abbia magari anche desiderato. Ma semplicemente non ci hai fatto una malattia, non ti sei mai persa nei progetti alla Monica Geller, con tanto di librone con le immagini dei fiori per i centritavola ritagliate da qualche rivista (questa la capiscono solo le spose over 40).
Forse non te lo sei nemmeno mai immaginata tanto bene, semplicemente per te era una delle opzioni e ti sei riservata di pensarci quando fosse stato il momento.
E va benissimo così.
2. L’idea di invitare “per educazione” ti irrita
Appena capti frasi tipo: “Dovete invitarli, altrimenti si offendono” hai un’irrefrenabile voglia di scappare. E se non scappi, ti sale comunque l’ansia.
Perché dentro di te vuoi fare di tutto, ma proprio di tutto, per tagliare fuori le persone che per te e per il tuo futuro marito non hanno mai avuto un ruolo importante nelle vostre vite.
E perché dentro di te sai benissimo che il matrimonio non è una riunione diplomatica di Stato.
3. Preferisci pochi invitati ma giusti
Che poi alla fine lo sai che almeno in cerimonia ti troverai 120 persone, perché – anche scremando all’osso – ci mettete un secondo ad arrivare a 60 persone a testa.
Tra i parenti più stretti (zii e primi cugini, che hai sempre conosciuto e con cui magari hai condiviso l’infanzia), gli amici della compagnia storica, qualche compagno di università che è diventato partner in crime nella vita, qualche collega di lavoro, i compagni del calcetto… è un attimo.
Però questo non ti sposta dal desiderare un ricevimento intimo, senza casino, senza balli di gruppo e soprattutto senza i giochi fatti agli sposi.
Tu vuoi una cosa easy, da godere e da ricordare in ogni sua sfumatura.
4. Ti interessa l’esperienza, non la scenografia
Non stai cercando il matrimonio instagrammabile, stai cercando qualcosa da goderti e che si lasci vivere bene.
Ti interessa l’atmosfera, l’energia, il contatto con le persone… i momenti veri, insomma.
Non solo cose belle da fotografare.
Poi ok, se è anche bello esteticamente e da ritrarre in foto, va benissimo. Ma non è la tua linea guida e non è la prima cosa di cui ti interessa.
5. Hai paura di spendere soldi per cose inutili
Non è tirchieria, è lucidità.
Ti chiedi: “Questa cosa serve davvero o è solo una tradizione costosa (e di cui mi interessa abbastanza poco)?”.
…Che poi è la domanda che molte coppie evitano. Tu no.
6. Le tradizioni le metti in discussione (tutte)
Taglio della torta? Lancio del bouquet? Primo ballo?
Non è che dici di no a prescindere, per partito preso. Ma ti chiedi se per voi quella particolare tradizione abbia un senso. E se la risposta è no, sei pronta a eliminarla senza alcun senso di colpa.
Perché non credi nel “si è sempre fatto così”, sei consapevole che tutto cambia e che nessuna tradizione rimane uguale a sé stessa troppo a lungo. Quindi non ha senso fare qualcosa solo perché ti dicono che si è sempre usato in quel modo. E se anche fosse, cosa ti impedisce di essere tu la prima a fare diversamente?
7. Vuoi un matrimonio che assomigli a voi
Non stai cercando ispirazione su Pinterest per copiare, stai cercando un modo per esprimere appieno le vostre personalità e la vostra storia. E questo cambia tutto.
Perché smetti di inseguire standard e inizi a costruire qualcosa di tuo, di unico (per davvero) e che resterà per sempre nella memoria di chi sarà presente quel giorno.
8. Ti dà fastidio essere “la protagonista” nel modo classico
L’idea di entrare con tutti che ti guardano, essere sotto i riflettori tutto il tempo, sentire in continuazione il click della macchina fotografica… ti mette più a disagio che altro.
Sei consapevole che quel giorno sarai la protagonista e sai che anche se fosse un matrimonio con dieci persone, in ogni caso tu saresti comunque al centro dell’attenzione.
Ma lo stesso non fai i salti di gioia.
9. Non vuoi compiacere tutti, a tutti i costi
Perché l’abito non è abbastanza ampio, perché il bouquet non è abbastanza colorato, perché fa troppo caldo e potevi scegliere un’altra data o perché la torta poteva essere più torta.
E per la prima volta nella tua vita stai pensando: “ok… pazienza, problemi loro”.
Questo è uno spartiacque enorme.
10. Stai già pensando: “Posso fare le cose diversamente?”
Il matrimonio si organizza in un certo modo per convenzione, per trend e perché a volte è anche comodo fare le cose in una determinata maniera.
Ma non è legge divina e non l’ha prescritto il medico. Se vuoi fare le cose diversamente… che succederà mai?? Al massimo dai una bella idea a qualcuno e lanci una nuova moda.
Se ti sei riconosciuta in almeno tre o quattro di questi segnali, c’è una buona probabilità che tu NON sia una sposa tradizionale.
E no, non è un problema da risolvere, bensì una direzione da seguire.
Il rischio vero NON è fare un matrimonio diverso, che potrebbe essere giudicato male (ma da chi, poi? Da quelli che hanno fatto il matrimonio copia-incolla che nessuno si ricordava più già due settimane dopo??)
Il rischio è fare un matrimonio che non ti rappresenta solo per non creare problemi, per rispettare le aspettative di altri, per fare contento qualcuno che non siete voi due.
Perché alla fine della giornata, quella sensazione di non essere a posto, rimane.
E fidati: non è ciò che vuoi ricordare.
Organizzare un matrimonio non significa seguire un modello. Significa scegliere.
E se parti già sapendo che quel modello non è il tuo, sei molto, ma molto più avanti di quanto pensi.
Articolo di Cristina Corazza – Rock Wedding Planner
Foto di Fabio Betelli, Patrizia Cogliati, Pietro Sorano

