Sempre più coppie, ultimamente, hanno iniziato a farsi una domanda che fino a poco tempo fa sembrava quasi proibita: “Ma siamo sicuri di voler fare il ricevimento?”
Perché per anni il matrimonio è stato: cerimonia + pranzo infinito + giochi (spesso anche un po’ forzati) + tempi morti + bomboniere + baci, abbracci e ci risentiamo per gli auguri di Natale.
E invece oggi qualcosa si sta muovendo.
Tanti sposi (soprattutto quelli che non si riconoscono nel matrimonio copia-incolla) stanno iniziando a mettere in discussione tutto. Anche il ricevimento.
E vi dirò di più.
Io stessa mi sposerò a settembre dell’anno prossimo e NON farò un ricevimento tradizionale. Quindi no, non è solo teoria.
Cos’è davvero un matrimonio senza ricevimento
Prima di tutto, chiariamo una cosa importante: NON significa non-festeggiare.
Significa semplicemente togliere il classico pranzo o cena strutturata da ore e ore e costruire qualcosa di diverso.
Nel mio caso, ad esempio, faremo così:
- cerimonia in chiesa nel primo pomeriggio, invitando tutte le persone che avremmo voluto inserire nella lista degli ospiti se avessimo fatto un matrimonio tradizionale;
- a seguire, un aperitivo informale (un’oretta, massimo un’ora e mezza)
- e poi serata super intima: cena al ristorante solo con genitori e testimoni
Niente pranzo infinito.
Niente tavoli assegnati.
Niente maratona da 10 ore.
Ma questo NON significa che non sarà un matrimonio.
Perché sempre più coppie lo scelgono
Chi sceglie un matrimonio senza ricevimento, lo fa per motivi molto, molto precisi. Non è una scelta che viene presa a cuor leggero.
1. Vogliono libertà vera
Il ricevimento tradizionale è pieno di dinamiche già scritte: orari, rituali, aspettative…
Togliendolo, avete spazio per fare scelte più coerenti con voi stessi e con le vostre personalità.
Torniamo sull’esempio del mio matrimonio.
Per noi era importante condividere un momento con tutte le persone care, ma senza incastrarci in una giornata infinita e senza trasformare tutto in un evento “obbligato”.
2. Vogliono spendere in modo più intelligente
Il ricevimento – ormai lo sanno anche i sassi – è la voce che impatta maggiormente sulle tasche degli sposi. Occupa circa il 50% del budget complessivo del matrimonio ed è inevitabile farci i conti.
Però, allo stesso tempo, non è sempre la cosa che più rimane impressa di tutto il matrimonio. Quindi le coppie iniziano a chiedersi se il gioco valga la candela.
Noi abbiamo preferito fare un momento semplice ma curato con tutti e poi tenerci uno spazio più intimo, vero, solo con le persone più strette.
È una scelta di priorità, non di rinuncia.
3. Vogliono evitare l’effetto “pranzo della domenica”
Diciamocelo fuori dai denti, senza girarci troppo intorno: molti matrimoni sono lunghi, statici, prevedibili.
E a un certo punto (a volte anche molto presto) l’energia cala.
Con una formula più snella, invece, è tutto più leggero, autentico e soprattutto coerente.
MA!!
Non è per tutti.
Inutile raccontarsi storie: fare un matrimonio senza ricevimento (o anche con ricevimento minimal) è una scelta impegnativa e non per tutti è la scelta migliore.
- Gli invitati potrebbero non capirlo
In Italia, il matrimonio è ancora molto legato al concetto del “ti invito, perciò automaticamente ti offro il pranzo”.
Quindi gli ospiti potrebbero pensare che saltare il ricevimento non sia cortese o potrebbero decidere di non venire (magari senza nemmeno avvisare) perché “tanto è solo una cerimonia“, senza considerare che per voi sposi invece è importante averli lì comunque.
- Devi evitare l’effetto “evento a metà”
Se togliete il ricevimento, ricordatevi di costruire qualcosa al suo posto, se no rischiate di avere una bellissima cerimonia, ma poi… il vuoto.
Cioè, potreste farlo solo in un caso, secondo me: se dopo la cerimonia voi partiste direttamente per il viaggio. Come si vede in certi film: lancio del riso, baci, abbracci, sposi in macchina e via, verso mete esotiche.
Ma se escludiamo questa opzione, è decisamente il caso di inventarsi qualcosa al posto del ricevimento. Un aperitivo o anche solo una bicchierata per avere un momento di festa tutti insieme.
Che ovviamente sia curato, pensato e che abbia una sua identità.
- Devi comunicarlo bene
E questo è davvero fondamentale.
Gli invitati devono sapere cosa aspettarsi, non ci devono essere fraintendimenti di sorta.
Quando ha davvero senso?
Un matrimonio senza ricevimento funziona quando:
- E’ una scelta consapevole: non lo fate per risparmiare ma perché è ciò che vi rappresenta;
- Non eliminante, ma sostituite: evitate il ricevimento ma non lasciate il buco, semplicemente lo convertite in un momento leggero (e breve) di festa;
- Vi prendete comunque uno spazio autentico per voi per godervi la giornata: una cena con pochissimi intimi o addirittura solo con i genitori e i testimoni, come nel mio caso. È un momento vero, senza rumore.
Perciò sì, ha un senso.
Ma solo se è una scelta davvero vostra, che vi rispecchia.
Non perché va di moda o perché “fa figo”. Ma perché è il modo più coerente con quello che volete vivere quel giorno.
Se invece state pensando di farlo solo per tagliare i costi senza una visione o semplificare senza progettare, allora no. Evitate.
Perché il punto, quello vero, NON è il ricevimento.
Il punto è questo: state costruendo un matrimonio che vi rappresenta o uno che soddisfa le aspettative degli altri?
Perché il pranzo non è obbligatorio. E nemmeno i confetti, le bomboniere o l’abito bianco.
Ma la coerenza sì. Sempre.
Cristina Corazza – Rock Wedding Planner

