Regalare un sorriso

Concerto per regalare un sorriso

Siamo alla vigilia di Natale e ormai è quasi un anno che scrivo in questo blog. Ho toccato molti argomenti sul matrimonio e tanti ne tratterò in futuro. Ma oggi voglio dedicare questo post ad un’iniziativa che ho creato e lanciato nell’ultimo mese e mezzo: un concerto digitale per regalare un sorriso a chi è solo in questo Natale.

Come è nata l’idea

Io canto in un coro e negli ultimi anni avevamo preso l’abitudine di andare nelle case di riposo, nei giorni prima di Natale, per tenere un piccolo concerto per gli anziani. Nulla di particolare, canzoni tipiche natalizie, soprattutto in italiano e principalmente degli anni Cinquanta.

Quest’anno ovviamente non abbiamo potuto farlo.

Io sono di Milano e appena hanno dichiarato la zona rossa, ho pensato che a Natale saremmo stati, in un modo o nell’altro chiusi o limitati negli spostamenti. E mi è venuto da pensare ai vecchietti nelle RSA, che già vedono poco le loro famiglie…

Quindi ho lanciato l’idea sul gruppo Facebook di Rockin’1000 di creare un mini concerto di Natale da inviare alle case di riposo, per regalare un sorriso, insieme ad un po’ di serenità e leggerezza.

Hanno aderito in tantissimi e ho coinvolto anche amici musicisti non appartenenti a Rockin’1000. Due ragazzi in particolare, Cristian e Giorgia, mi hanno dato una mano enorme dell’organizzazione. E abbiamo creato il video che potete vedere qui sotto, in calce al post.

Come è stato realizzato il video-concerto

Per realizzare questo video-concerto, abbiamo usato un sistema già sperimentato in passato. In quel caso noi eravamo musicisti e non organizzatori e, quindi, non avevamo tutti i “segreti del mestiere”. Però le basi c’erano e quindi abbiamo fatto il meglio che potevamo, con gli strumenti che avevamo a disposizione.

Abbiamo scelto quattro canzoni di Natale, indicando una versione specifica per ciascuna. Per esempio, c’era “Let it snow“, che è stata interpretata da molti artisti. Quindi abbiamo specificato che doveva essere la versione di Frank Sinatra.

Abbiamo poi sovrapposto il click (metronomo, per il tempo) alla canzone originale, in modo che tutti potessero suonare a tempo, nel modo più preciso possibile.

Ciascuno poi, a casa, doveva fare due registrazioni: un audio, da registrare con l’originale in cuffia, in modo che nella registrazione si sentisse solo la sua voce/strumento. E un video, da registrare in playback, ma in modo che si sentisse in sottofondo la traccia originale. In questo modo, nel montaggio si potevano sincronizzare tutti gli audio e i video.

Una volta raccolti tutti i file, Cristian e Marco hanno sistemato e mixato tutti gli audio e Giorgia e Federico hanno montato i video e li hanno sincronizzati. Infine Giorgia ha fatto il montaggio finale, inserendo la mia introduzione e i titoli di coda.

E’ stato un lavoro pazzesco e senza questi ragazzi, non avrei mai potuto realizzare il concerto e quindi non avrei potuto regalare un sorriso.

E quando ho visto il risultato finale… sono loro che hanno regalato un sorriso a me.

Spero davvero che tutte le strutture a cui l’ho inviato trovino il modo di farlo vedere ai loro ospiti.
Spero davvero che in questo Natale così particolare, arrivi un po’ di luce lì dove serve.

 

Il matrimonio è rock

Ma davvero i rockers si sposano??

Il matrimonio è rock?

Questa è una domanda che mi viene fatta molto spesso.
Generalmente rispondo che i rockers sono esattamente come tutte le altre persone: amano anche loro, di amori veri, profondi e durevoli.

Per qualche motivo, invece, la gente pensa che la musica rock sia associata alla sregolatezza, non solo di vita ma anche dei sentimenti.
Le rockstar o comunque i rockers in generale, passano per essere persone che vivono solo di passioni temporanee, molto forti ma anche effimere.

In effetti, se guardassimo solo a personaggi come Mick Jagger, Steven Tyler o Paul McCartney, che hanno collezionato mogli e compagne come le figurine della Panini, potremmo razionalmente trarre questa conclusione.
In realtà, invece, esistono moltissime rockstar che hanno situazioni sentimentali estremamente profonde e durature: Keith Richards, per esempio, è sposato con la moglie dal 1983. Un altro esempio è Dave Grohl, che dopo un primo matrimonio fallito (ebbene sì, tutti facciamo errori), si è sposato con l’attuale moglie nel 2003.

Ma l’artista che davvero può fugare qualsiasi dubbio in merito alla longevità dei sentimenti di un rockettaro, è Jon Bon Jovi.

Recentemente il cantante e la moglie, Dorothea Hurley, hanno rilasciato un’intervista a People, dove raccontano la loro storia d’amore nata sui banchi di scuola: un matrimonio di 31 anni e una relazione che dura complessivamente da 40 anni. Una delle coppie più longeve non solo del rock, ma della musica in generale.

La stessa intervista è stata anche ripresa in un articolo della stampa italiana, dove si mette in evidenza il fatto che Bon Jovi ritenga che niente sia più rock del suo matrimonio.
Questo grandissimo musicista (uno dei miei preferiti, inutile negarlo) dichiara anche, riferendosi alla moglie, che “Lei è il mio rock“.

Quindi davvero vogliamo continuare a pensare che i rockers non si sposino, che abbiano, per principio, solo relazioni fugaci e che abbiano necessariamente vite sregolate?

Sicuramente una parte di percorsi azzardati ci sono anche nella vita di Jon e Dorothea. Per esempio quando hanno deciso di aprire un ristorante in cui i clienti pagano a seconda di quanto possono permettersi e, se non hanno soldi, possono contribuire svolgendo dei servizi all’interno del locale. Dove, tra l’altro, Bon Jovi spesso fa da lavapiatti.

Perchè la verità è che la vita, quella vera, non sta sotto i riflettori, ma le backstage. Dove ogni giorno si lavora per costruire e ricostruire le relazioni, i rapporti, le intese, la complicità. Dove è necessario, sempre, ricordarsi che “rock” significa “roccia”.

Quindi mi chiedete se sposarsi è rock? Se il matrimonio è rock?

La risposta per me è sì, il matrimonio è rock.
E’ quella roccia forte, in controtendenza, basata sul rispetto della diversità e della fragilità umana.

Il matrimonio è rock.

Il matrimonio è rock
Ph. by People

Band all’aperitivo

Band all’aperitivo sì o no?

Oggi mi hanno chiesto una consulenza, che mi dà lo spunto per questo articolo.

L’argomento trattava della musica ai matrimoni e, in particolare, come gestire il fatto che, oltre ad un certo orario, non si possa più avere la musica dal vivo ma solo in filodiffusione.

Questo, per i matrimoni pomeridiani, può costituire un problema, perché il tempo tra il taglio della torta e l’orario di stop alla musica è spesso molto breve.

Quindi, come sfruttare al meglio la presenza della band, in modo che gli ospiti possano godersi la musica dal vivo?
Potrebbe essere un’idea quella di far suonare la band al momento dell’aperitivo?

La risposta giusta… non esiste.
Per il mio modo di vedere, non esistono regole assolute in un matrimonio.
Esistono cose che è meglio fare in un certo modo, che si usano in una determinata maniera, che è meglio evitare del tutto… ma sempre per determinate ragioni.
E la mia risposta a questo quesito è la seguente.

Io eviterei la band in formazione completa all’aperitivo.
Perché:

  1. E’ il momento in cui gli invitati possono salutarsi, presentarsi con chi non conoscono o ritrovarsi con persone che non si vedono da molto tempo. Prima dell’aperitivo è difficile farlo, perché si è tutti troppo impegnati a recuperare il riso da lanciare, a baciare la sposa, a dividersi nelle macchine, a recuperare eventualmente la borsina con le cortesie per gli ospiti, ecc… Ma una volta arrivati alla location, scatta la socializzazione. E avere una band in elettrico che suona musica per ballare, non è, secondo me, la situazione migliore che possa esserci.
  2. Nessuno si metterebbe a ballare in quel momento. Quindi se lo scopo della band all’aperitivo è quello di far ballare gli ospiti, temo che sarebbe un obiettivo mancato.
  3. Se l’aperitivo è servito a isole variamente sparse per la location (penso ad esempio al caso di una villa antica nelle cui stanze sono disposti i tavoli con gli antipasti), la musica rischia di non essere nemmeno particolarmente udibile.

Piuttosto, suggerirei di domandare alla band di far suonare due suoi componenti in acustico (magari chitarra e voce) per creare un sottofondo musicale non invasivo al momento dell’aperitivo e dell’arrivo degli sposi. E poi proseguire in elettrico, a volume moderato, tra una portata e l’altra della cena. E, infine, di far ballare tutti subito dopo il taglio della torta, seppur per breve tempo.

Band all'aperitivo
Ph. by Frankie Cordoba

La storia del rock

Rock o Punk?

Da ormai due mesi parlo regolarmente con Tiziana Iozzi e, rapportandomi con lei, ho avuto modo di approfondire quella che è una conoscenza a distanza… ma non per le ragioni legate al Covid. Semplicemente perchè lei è di Pescara e io di Milano. Poi ok, c’è di mezzo anche la situazione particolare che stiamo vivendo, ma in questo caso è un dettaglio.
O meglio, è un dettaglio per quanto riguarda la comunicazione tramite telefono e computer, ma oggettivamente se non ci fosse stata questa “pausa di riflessione” non avrei mai avuto occasione di approfondire questa conoscenza, di cui sono felicissima.

Un paio di settimane fa, durante una conversazione, mi è venuto da dirle che lei, secondo me, è decisamente rock.
Al che si è messa a ridere, perchè a vederla non si direbbe proprio. Ma in realtà, lei per prima ci si ritrova molto in questa definizione.

Dopo un paio d’ore ricevo un suo messaggio che mi chiede la differenza tra rock e punk, perchè la sua socia la ritiene più sul punk.

A questo punto occorre un chiarimento e per farlo, bisogna partire dalle origini.

Il rock (incredibile ma vero) è un genere musicale di origine afro-americana.
Nasce come risultato di differenti stili popolari sviluppatisi negli Stati Uniti a partire dagli anni Cinquanta e ha mantenuto, nonostante la grande diversificazione delle sue correnti, alcune caratteristiche comuni: dal punto di vista musicale, è prevalente l’uso di chitarre amplificate e tastiere elettriche; dal punto di vista dei contenuti, i testi delle canzoni sono tendenzialmente ispirati a temi sociali e d’attualità, quasi del tutto assenti nelle altre forme di musica leggera dell’epoca.

Nel 1955 Bill Haley lancia la canzone Rock Around the Clock… ed è subito rock’n’roll!
Il genere esplode prima in America e poi in Europa e nel resto del Mondo, portato in auge da artisti come Jerry Lee Lewis ed Elvis Presley.

Negli Anni Sessanta, avviene invece il processo inverso, vale a dire che la musica di gruppi europei come i Beatles (solo per fare l’esempio più noto) invase il mercato americano e proprio sulle note della musica rock partirono le manifestazioni di contestazione giovanile, che trovarono il loro culmine nei grandi concerti all’aperto di cui la storia conserva memoria (Monterey Pop nel 1967, Woodstock nel 1969 e l’isola di Wight nel 1970).

Negli Anni Settanta il rock subisce grandissime trasformazioni, grazie alla contaminazione con altri generi musicali.
Dall’incontro con il jazz nasce il jazz-rock dei Soft Machine; la musica classica europea ispirò il prog dei Genesis e degli Yes; dall’avanguardia newyorkese parte il cosiddetto glamour rock di David Bowie. E via dicendo, con varie sperimentazioni legate anche a nuove tecnologie e ad un influsso sempre più pesante della musica elettronica.

Sempre in questo periodo nasce la necessità di “alzare la voce” e da qui trae origine l’hard rock di gruppi come gli AC/DC, nonché il punk rock di Ramones e Sex Pistols.

Ovviamente il rock non si è fermato agli Anni Settanta: è andato avanti, si è evoluto, nuove correnti si sono create, altre sono venute meno, altre ancora sono state per un periodo “messe in pausa” per poi essere riprese verso la fine del XX secolo.

Mi premeva, però, arrivare fino alla nascita del punk per rispondere alla domanda di Tiziana.
E, riguardo a lei, io confermo quanto detto in precedenza. Per me Tiziana è rock. Hard rock.

https://www.youtube.com/watch?v=l482T0yNkeo

Vibrazioni

Le vibrazioni della musica

Vi è mai capitato di avere una canzone che vi gira in testa e non riuscite a scacciarla? Che diventa quasi un tormentone, ce l’avete sempre, costantemente nell’orecchio?

Se vi capita, vi invito ad andare a vedere il testo della canzone e a leggere le parole. Con altissima probabilità descriveranno esattamente la situazione della vostra vita in quel momento.

Non c’è un’evidenza scientifica di questo fatto, è semplicemente un dato empirico e di esperienza. Capita così.

Ma perchè capita?

Senza addentrarci nei meandri della fisica quantistica, perchè altrimenti potremmo scriverci un’enciclopedia, dirò semplicemente che è mia ferma convinzione che sia una questione di vibrazioni.

La musica è vibrazione, già per definizione.
La musica è il suono prodotto dalla vibrazione di un corpo elastico.
Quindi le corde degli strumenti a corda, l’ancia degli strumenti a fiato, le corde vocali della voce…

Questa vibrazione genera un’onda sonora, che arriva al nostro orecchio che, tramite la vibrazione degli organi interni del nostro apparato acustico, la percepisce e manda l’informazione al cervello.

E’ attraverso questa vibrazione che noi ci emozioniamo con una musica.
Perchè la vibrazione di quella musica si colloca sulla stessa frequenza delle nostre vibrazioni in quel momento. Delle vibrazioni del nostro corpo, del nostro cuore, della nostra energia.

E il motivo per cui una certa canzone descrive la nostra vita in quel momento è semplicemente dovuto al fatto che anche le parole hanno una vibrazione.
E quindi, oltre alla vibrazione della musica, anche quella delle parole si combina perfettamente con la nostra vibrazione in quel dato periodo.

Io ho avuto, sin’ora, tre canzoni che hanno avuto per me questo effetto e tutte descrivevano perfettamente quello che sentivo e vivevo in quella fase della mia vita:
1) “Rebel rebel” di David Bowie, nel 2017/2018
2) “Celebrity Skin” delle Hole, nel 2018/2019
3) “Space Oddity” di David Bowie a fine 2019

In questo periodo continua a girarmi in testa quella che trovate qui sotto.

Cosa ne pensate? Che significato potrebbe avere, secondo voi?

https://www.youtube.com/watch?v=v0CYB5V9e64