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Immaginatevi la scena

Rientrate a casa dopo una giornata di lavoro, buttate un occhio alla cassetta della posta e vedete qualcosa.

Nooooooooooo! La multa nooooooooooo…

Vi avvicinate, aprite la cassetta.
Vedete che non è una raccomandata e già vi sentite meglio, respirate più liberamente.

Prendete in mano la busta e vi rendete conto al tatto che è più pesante del normale. E anche di una carta diversa. E, toh guarda, c’è anche il sigillo di ceralacca.

E in quel momento realizzate.
Capite senza nemmeno aprirla.
E’ l’istinto che ve lo dice. Anzi, ve lo grida a gran voce.

Un invito a un matrimonio.

Quali sono le prime tre cose che pensate?

Tiro a indovinare

Le prime immagini che vi passano davanti agli occhi, quasi come un flashback in punto di morte, sono:

Il conto corrente…

che va in piega verso il basso, di colpo.

Quanto bisogna dare, adesso in busta??

L’armadio…

che si apre molto lentamente, con un suono sinistro.

Lei: “Oddio, cosa mi metto?
Lui: “Oddio, giacca e cravatta a luglio”.

La tavola apparecchiata…

e i camerieri che continuano a portare i piatti.

Che palle, ore a tavola con semi-sconosciuti senza poter fare nient’altro che mangiare

La parola agli invitati

Secondo le statistiche, il 34,8% di chi riceve un invito ad un matrimonio trova insopportabile la durata del pranzo/cena. O comunque del momento in cui si sta a tavola.

E il 35,7% non sopporta che non ci sia nulla da fare a parte mangiare.

Dopo il momento più conviviale dell’aperitivo, in Italia è tradizione che ci si sieda a tavola e si inizi un pranzo luculliano, con antipasto, due primi, uno o due secondi e la frutta. E poi si passa al taglio della torta e al buffet di dolci. E solo dopo tutto questo, parte la festa danzante.

Questo significa che su dodici ore di matrimonio abbiamo: due ore tra cerimonia e spostamenti, un’ora di aperitivo, circa tre ore di balli finali… e ben sei ore da passare seduti a tavola.

Facciamo cinque perché c’è il momento sorbetti, il momento foto, lo spostamento per il taglio della torta…. ma comunque sono cinque ore!

Gli invitati sono seduti con una manciata di persone che magari conoscono poco. O che a volte non conoscono affatto, perché fare i tavoli per il ricevimento è una delle cose più complicate del matrimonio e bisogna anche scendere a qualche compromesso.

E’ abbastanza normale che trovino la cosa noiosa.

E sinceramente li capisco, perché in passato, da invitata, è capitato anche a me di avere le stesse reazioni.

Quello che capisco meno è il fatto che poi, alla fine, i matrimoni siano sempre tutti uguali, tutti standard.

E’ come se questo 35% (ho fatto una media delle due percentuali di cui sopra) al momento di organizzare il proprio matrimonio non trovasse comunque delle valide alternative e si arrendesse al format ormai consolidato.

A volte c’è qualche tentativo di spezzare la noia, ma – anche qui – si ricade nuovamente in un altro format tradizionale, insopportabile ai più, che è quello dell’animazione come intrattenimento.

Quindi giochi per gli sposi, giochi per gli invitati, karaoke…

Ma se pensiamo in modo “trasversale”, è possibile trovare anche altro.

Se non vi viene in mente nulla, posso suggerirvi io qualcosa…

Come rendere dinamico un ricevimento nuziale

Partiamo dal presupposto che il ricevimento placé (seduti) non è l’unica possibilità.

Il fatto che sia quello tradizionale in Italia, non significa che sia l’unico esistente nell’universo mondo.

In Inghilterra e in America, per esempio, solo in pochi casi si fanno pranzo o cena seduti. E comunque si tratta sempre di un antipasto con un solo piatto di portata.
La stragrande maggioranza delle feste di matrimonio avviene direttamente sulla pista da ballo – che è sempre il clou del ricevimento – e il cibo viene offerto da camerieri che passano con i vassoi a braccia. Oppure viene allestito un buffet.

In Italia questo tipo di ricevimento non è quasi mai preso in considerazione, perché noi puntiamo molto sul cibo. Cosa comprensibile, visto che fa parte della cultura del nostro Paese.

Ma un mix delle due cose potrebbe essere l’alternativa rock che stiamo cercando.

  • Se la cerimonia è al mattino, si può organizzare un aperitivo rinforzato (l’equivalente di quello che viene chiamato “apericena”… definizione che, da buona milanese imbruttita, mi fa un po’ rabbrividire, ma rende l’idea) della durata di un’oretta abbondante, con taglio della torta finale.
    E poi direttamente musica e balli, meglio se con la band dal vivo e la modalità “band jukebox”.
  • Se la cerimonia è nel primo pomeriggio, le modalità possono essere le stesse, semplicemente trasformando l’aperitivo in una merenda. O, per qualcosa di più raffinato, in un tea delle cinque all’inglese, con un buffet di dolce e salato, per soddisfare tutti i palati.
  • Per un matrimonio serale, si può virare sul cocktail party.
    Un buffet fatto ad isole che contorni la pista da ballo e un barman che offra cocktail colorati. E magari perfino un cocktail inventato proprio per il matrimonio, con ricetta appositamente studiata per gli sposi sulla base dei loro gusti.

Se vogliamo rendere la cosa più rock… grigliata!

Il matrimonio è una festa

E come tale deve far divertire tutti, sposi e invitati.

Se gli sposi, quando erano invitati ed andavano ai matrimoni degli altri, trovavano insopportabili le cose tradizionali, i balli di gruppo, il fatto di restare bloccati a tavola per ore potendo solo mangiare… dovrebbero avere il coraggio di fare qualcosa di diverso.

Sì, coraggio.
Perché di questo si tratta.

C’è sempre la paura di deludere (soprattutto i parenti) e di rimanere delusi dal risultato finale e dalla reazione degli altri.
Ma vi garantisco che non ce n’è ragione.

Chi vi vuole criticare, lo farà comunque.
Per qualsiasi cosa.
Dalla scelta dei fiori al tipo di partecipazione, dalla musica al tipo di torta.
Qualsiasi matrimonio decidiate di fare, da quello di Cenerentola a quello Rock.

Quindi guardatevi dentro, guardate quello che rende felici voi.

Se siete in quel 35% che ha dichiarato che trova insopportabile il fatto di passare tante ore a tavola, fate una scelta diversa. Per voi stessi.

Ve lo dovete.
E’ il vostro giorno.
Fatevi questo regalo.